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WineNews
N. 4.499 - ore 17:00 - Giovedì 18 Giugno 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti,
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La News
“Serve un patto tra vino e ristorazione”
Un patto tra produttori e ristoratori per valorizzare il vino italiano attraverso carte dei vini più legate ai territori, politiche di prezzo più equilibrate e un credito d’imposta per chi mette in carta vini e prodotti Dop del territorio. È la proposta della Convention Nazionale delle Donne del Vino, nei giorni scorsi in Emilia-Romagna, con focus sul ruolo delle denominazioni come motore di sviluppo economico, culturale e turistico dei territori. “Un tema sentito in una fase in cui il settore deve affrontare il calo dei consumi, i cambiamenti negli stili di vita e la crescente concorrenza” ha detto la presidente delle Donne del Vino, Daniela Mastroberardino.
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Primo Piano
Vini bio e naturali: disponibilità, percezione e consapevolezza le sfide per crescere ancora
I vini biologici, naturali, sostenibili, i cosiddetti “vini alternativi”, sono da tempo una realtà importante nel mercato enoico, pur rappresentando ancora una nicchia rispetto a valori e volumi “smossi” dal vino tradizionale. Un “gap” che, ovviamente, deriva da fattori di scelta produttiva (i vigneti “convenzionali”, ad esempio, sono decisamente di più di quelli “bio”), ma non solo: perché, se la domanda sta crescendo, grazie alle generazioni più giovani di consumatori, i vini alternativi devono fare i conti con delle barriere che persistono, e che vanno da una scelta limitata sugli scaffali alle percezioni negative del loro valore, fino ad una mancanza di coinvolgimento con i consumatori più anziani. Disponibilità, consapevolezza e percezione del valore sono, pertanto, le sfide da affrontare per il comparto, secondo il rapporto “Opportunities in sustainable, organic and alternative wine 2025” by Iwsr (International Wine and Spirits Record), leader mondiale nella fornitura di dati e approfondimenti sulle bevande alcoliche. E che registra come le generazioni più giovani (Gen Z e Millennials) stanno emergendo come il principale motore di crescita della categoria alternative tra i consumatori abituali di vino in 5 mercati principali e 10 destinazioni secondarie, mentre la consapevolezza e l’interesse all’acquisto sono scarsi tra le fasce d’età più anziane. Il legame dei consumatori con i vini alternativi è aumentato, infatti, nei principali mercati, spinto da motivazioni legate alla sostenibilità e alla salute. Secondo l’Opportunity Index di Iwsr, un indicatore che misura quali tipologie di vino alternative presentano le maggiori opportunità di mercato, ponderate in base alla popolazione consumatrice di vino in ciascun Paese, il vino naturale rimane l’opzione più promettente, grazie alle ottime performance registrate in Cina, Australia e Regno Unito. Il vino biologico mantiene il secondo posto nell’indice, grazie a livelli di notorietà stabili e ad un crescente interesse nei mercati-chiave. Anche se non mancano le difficoltà: in Francia, secondo il report sul 2025 de “L’Agence Bio”, analizzato da WineNews, il vigneto biologico ha visto una superficie (bio e in conversione) diminuita del -8%, con un calo che interessa anche mercato (-2,4% nelle vendite), numero di aziende (-4%) ed export (-2%).
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SMS
Dall’Ue il via libera definitivo sulle Tea
Via libera finale, ieri, dall’Eurocamera al futuro quadro normativo sulle Tea, Tecniche di Evoluzione Assistita. Resta la distinzione tra Ngt-1 (considerate “equivalenti alle piante convenzionali”) e Ngt-2 (alle quali applicare le norme sugli Ogm), sia per le piante europee che per quelle importate. Il Regolamento entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale e si applicherà dopo 2 anni Una decisione che è stata accolta con soddisfazione dalle principali organizzazioni agricole, ma anche dal Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e dall’Università di Milano (da anni impegnata nello sviluppo e sperimentazione delle Tea), parlando di “svolta storica”. Contrari invece Slow Food e Demeter Italia che lamentano un “tradimento nei confronti degli agricoltori, della biodiversità e dei diritti dei cittadini”.
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Focus
Il Prosecco Docg lavora per gestire il climate change
Aumentare la percentuale di sostanza organica nel suolo per trattenere più acqua, realizzare microinvasi per raccogliere l’acqua piovana, gestire in maniera diversa la chioma della vite, ma scegliere anche portinnesti più resistenti e performanti, e intervenire con soluzioni di difesa passiva e attiva, come le reti antigrandine. Sono alcune delle indicazioni pratiche dello studio “Il vigneto e il clima che cambia. Azioni di contrasto alle avversità climatiche per il Conegliano Valdobbiadene Prosecco” presentato, ieri a Solighetto, dal Consorzio del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg e Banca Prealpi SanBiagio, con una ricerca realizzata a partire dalle previsioni climatiche al 2100 fornite dagli studiosi del Meteorology Group dell’Universidad de Cantabria, e che evidenzia come la prima e più importante strategia di adattamento parta dal suolo, perché “un terreno vitale, ricco di sostanza organica e biodiversità microbica, è, infatti, il principale alleato del viticoltore per aumentare la resilienza della vite”. “Questo studio rappresenta un passo fondamentale nel nostro percorso di tutela attiva del territorio - ha detto Franco Adami, presidente del Consorzio - non possiamo più limitarci a gestire le emergenze”.
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Cronaca
Damien Hirst firma una bottiglia
Le etichette d’artista sono un fenomeno globale che unisce il mondo dell’arte e del vino da oltre un secolo: l’ultimo esempio è quello del celebre artista concettuale inglese Damien Hirst, che ha realizzato l’etichetta del rosé “Madame B” (una farfalla stilizzata) per la tenuta Château La Coste, ad Aix-en-Provence. In Italia tra le cantine che si distinguono in questo campo ci sono, tra le altre, Ornellaia (con “Vendemmia d’Artista”), Casanuova di Nittardi, nel Chianti Classico, e Masi, griffe della Valpolicella, con “Costasera Contemporary Art”.
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Prosecco Ruggeri
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Wine & Food
Ddl caccia al Senato: anche gli imprenditori agricoli potranno abbattere i cinghiali
Dalla ridefinizione delle competenze regionali nella pianificazione faunistico-venatoria all’eliminazione dell’obbligo, per i cacciatori, di scegliere un’unica forma di caccia. E poi l’ampliamento della stagione venatoria, il rafforzamento delle misure di controllo della fauna selvatica con l’allargamento dei soggetti coinvolti, che include anche gli imprenditori agricoli, muniti di licenza per l’esercizio venatorio, che potranno svolgere le attività di controllo dei cinghiali. Sono solo alcune novità della riforma della caccia (disegno di legge 1552) discussa al Senato e che propone la modifica alla legge n. 157 dell’11 febbraio 1992. E che divide, generando numerose reazioni di parere favorevole (come quelle di Cia-Agricoltori Italiani e Confcooperative ) e contrarie (da Slow Food e Lipu che si è appellata, trovando appoggio, al Papa), accendendo anche il dibattito politico.
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Castello del Terriccio
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Masottina
Consorzio Vini di Romagna
WineNews.tv
I giovani sono distanti dal vino o è il vino ad essere distante dai giovani? Parola alla GenZ
Se fino a poco tempo fa il mood era che i giovani si stessero allontanando dal vino, adesso nuove ricerche raccontano la rinascita di una passione. Ma qual è il pensiero dei diretti interessati? Tra le voci raccolte a Vinitaly 2026 (in un mini viaggio tra i giovani in due puntate) i vini preferiti sono collocati in tutto lo Stivale, ma la comunicazione “è vecchia” e “si potrebbe fare di più, soprattutto sui social”. Il settore, inoltre, dovrebbe essere meno “severo” e più “chill”. Sui prezzi “dipende da bottiglia e ristorante”, ma secondo qualcuno “i rincari sono responsabili della contrazione dei consumi”.
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