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N. 4.380 - ore 17:00 - Lunedì 5 Gennaio 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Da un’icona della Franciacorta, Monte Rossa, ad un simbolo dell’Alto Adige, Terlano; da un mito di Barolo come Giacomo Conterno, ad un pezzo di storia dell’Amarone della Valpolicella, Bertani (di Angelini Wines & Estates); da una perla del Barbaresco, Paitin, ad uno degli alfieri della Sardegna come Siddura; da un mostro sacro made in Bolgheri, Masseto, ad una delle realtà più celebri di Maremma, Fattoria Le Pupille; da un simbolo di Montalcino, Poggio di Sotto (Gruppo ColleMassari) ad una grande firma dell’Etna, Pietradolce: vengono da questi territori e cantine i 10 “Wine of the year 2025” del magazine Uk “Decanter”. | |
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| | Che nelle cantine italiane ci sia tanto vino (o troppo, a detta di molti) è un dato di fatto. Certo è che l’aumento sullo scorso anno può essere legato anche al susseguirsi di vendemmie diverse in termini di volumi (scarsissima la 2023, più generosa la 2024, ancora più abbondante la 2025), ma che vendite e consumi vadano a rilento, è una realtà che in tantissimi toccano con mano. E, guardando ai territori, l’aumento delle giacenze, pur con le sue distinzioni, sembra abbracciare tutti, dalle denominazioni blasonate a quelle più di nicchia, aree di produzione più vaste, ma anche territori con un potenziale produttivo inferiore. Come emerge dal raffronto tra i dati delle diverse denominazioni di “Cantina Italia”, con l’aggiornamento al 30 novembre 2025 (53,4 milioni di ettolitri, +8,6% sullo stesso periodo 2024), che WineNews ha confrontato con quello al 30 novembre 2024. Ovvero con due dati che, di fatto, comprendono tutta la vendemmia dell’annata di riferimento. Al 30 novembre 2025, dunque, tutte le prime 10 denominazioni più grandi, a livello di “scorte” di vino, hanno visto aumentare le proprie giacenze (i dati in approfondimento) nell’ultimo anno: Prosecco Doc (+2,8%), Puglia Igp (-0,7%), in calo, Igp Toscana (+18,1%), Doc Delle Venezie (+20,5%), Igp Terre Siciliane (+31,3%), Igp Veneto (+13,5%), Rubicone (+1%), Chianti, (+19,9%), Doc Sicilia (+9,5%) e Salento Igp (+4,5%). E anche tra alcune delle denominazioni più piccole, ma importanti per blasone o volumi di mercato, il trend è lo stesso, anche se con pesi diverso: dal Montepulciano d’Abruzzo (+0,26%) al Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, (+4,38%); dal Chianti Classico (+12,3%) al Franciacorta (+16,8%); dal Barolo (+6,1%) al Brunello di Montalcino (+10,4%); dall’Amarone della Valpolicella (+1,7%) al Soave (+24,1%); dal Vino Nobile di Montepulciano (+2,58%) al Barbaresco (+9,78%); dall’Etna (+17,5%) a Bolgheri (+11,2%), al Rosso di Montalcino (+62,8%), la cui crescita quantitativa, in questo caso, va sottolineato, è legata anche al fatto che nel 2024 l’Albo dei Vigneti rivendicabili alla Doc di Montalcino è stato aperto, consentendo un aumento fino al 60% (aggiungendo 364 ettari potenziali ai 519,7 rivendicati fino allo scorso anno, che quasi raddoppiano il potenziale produttivo, ndr). | |
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| | Di origine o di filiera, di metodo produttivo e di sostenibilità, le certificazioni del vino sono sempre più importanti, a volte imprescindibili, per vedere aprirsi alcuni mercati. E, in questo senso, in Italia, sta per arrivare il “Polo Vitivinicolo del Triveneto”, presentato come “il più grande sistema coordinato di organismi di controllo e Consorzi del Paese, un modello innovativo al servizio della qualità, della tracciabilità e della competitività del vino italiano, che nasce dal percorso avviato oltre dieci anni fa da Triveneta Certificazioni”. La presentazione è in calendario il 31 gennaio 2026 a San Vito al Tagliamento, con la partecipazione dei componenti del “Polo Vitivinicolo del Triveneto”, ovvero i Consorzi della Doc delle Venezie, del Prosecco Doc, della Doc Friuli, dalla Doc Friuli Grave, e gli organismi di certificazione Ceviq, Siquria, Valoritalia e Asso-Odc. | |
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| | | Con un appello deciso a trasformare impegni in azioni concrete, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) ha recentemente lanciato l’Anno Internazionale della Donna Agricoltura 2026, designato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (Onu) nel 2024 per accelerare l’uguaglianza di genere e l’emancipazione femminile nei sistemi agroalimentari. Le donne rappresentano il cuore invisibile dell’agricoltura mondiale: nel 2021, secondo i dati diffusi dalla Fao, i sistemi agroalimentari impiegavano il 40% delle donne nel mondo, con condizioni di lavoro più precarie e irregolari, vale a dire informali, part-time, sottopagate, ad alta intensità di manodopera e altamente vulnerabili; questo senza contare barriere sistemiche, tra cui un accesso limitato a terra, finanza, tecnologie, istruzione, servizi di assistenza tecnica e partecipazione al processo decisionale. “Il costo dell’inazione è enorme. Sappiamo, da stime recenti, che colmare i divari tra uomini e donne in agricoltura potrebbe aumentare il Pil globale di 1.000 miliardi di dollari e ridurre l’insicurezza alimentare per 45 milioni di persone - spiega il capo economista Fao, Maximo Torero - serve portare l’attenzione politica sulle sfide che le donne agricoltrici affrontano e promuovere riforme legali e azioni programmatiche”. | |
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| | | Dolciumi e piccoli regali, soprattutto per i più piccoli: anche l’Epifania, in Italia, vuol dire tradizione. Secondo il sondaggio Confesercenti-Ipsos, il 66% degli italiani farà trovare ai bambini la tradizionale calza, con una spesa media di 64,05 euro, ma la mediana si ferma a 40, segno di regali piccoli e mirati. Per i dati di AstraRicerche per Unione Italiana Food, tra i dolci dominano cioccolatini (86% delle preferenze) e barrette di cioccolato (83%), seguiti da caramelle (79%), carbone di zucchero (40%), liquirizia (26%) e succhi di frutta (20%).
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| | Alla posizione n. 1 c’è il Brunello di Montalcino La Pieve 2021 de La Gerla, realtà di spicco condotta dall’agronomo e dg Alberto Passeri, alla n. 2 il Chianti Classico Gran Selezione Radda Bragantino 2021 di Monteraponi 2021, gioiello del Gallo Nero, e, n. 3, il Barolo Bricco Boschis Vigna San Giuseppe 2019 di Cavallotto, eccellenza delle Langhe. È il podio dei “Top 100 Wines of 2025” by Kerin O’Keefe, critica e già “italian editor” dell’influente rivista Usa “Wine Enthusiast”. A completare la top 10, in ordine, il Brunello di Montalcino Montosoli 2021 di Baricci, il Brunello di Montalcino 2021 di Gianni Brunelli, il Barbaresco Riserva Montefico 2021 di Produttori del Barbaresco, il Barolo Acclivi 2021 di G.B. Burlotto, il Brunello di Montalcino Riserva Diecianni 2016 de Le Chiuse, il Barolo Villero 2021 di Brovia e il Brunello di Montalcino 2021 di Conti Costanti. | |
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| | | Tra i top manager italiani più affermati, già guida di banche come Unicredit e Monte dei Paschi di Siena, e di aziende come Leonardo, oggi ai vertici di Rialto Venture Capital, se Alessandro Profumo fosse alla guida di un’azienda del vino, “che è un asset strategico per l’Italia”, tra molti aspetti, dice a WineNews, “andrei ad analizzare per primo il valore del territorio, perché il valore del vino è legato a questo. Bisogna fare tanto marketing territoriale, e, per farlo, bisogna avere il senso della comunità, che per me è una priorità assoluta. Poi, bisogna produrre del buon vino”. | |
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