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N. 4.423 - ore 17:00 - Venerdì 6 Marzo 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Il Regno Unito resta stabilmente il terzo mercato più importante del vino italiano, anche in un 2025 complicato, con 770 milioni euro di export nei primi 11 mesi (-4,2% sullo stesso periodo 2024) e 240 milioni di litri (-2,4%). E, anche per invertire la tendenza negativa e continuare a presidiarlo, saranno oltre 200 le cantine italiane (con tanto food made in Italy) protagoniste a Londra, ad ExCeL London, per il debutto del calendario internazionale di “Wines Experience” by Fiere Italiane Sea in collaborazione con BolognaFiere (26-27 aprile, con un format che, poi, farà tappa a Ho Chi Minh City in Vietnam, il 25-26 giugno, e a Città del Messico, il 5-6 novembre). | |
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| | Un valore aggiunto di 32 miliardi di euro, ossia l’1,4% del Pil francese, una filiera che garantisce 440.000 posti di lavoro (il 2% del totale nazionale), per un fatturato annuo di 92 miliardi di euro, 6,4 miliardi di euro di entrate fiscali per le finanze pubbliche, ed il terzo settore (inglobando anche gli spirits) di esportazione del Paese, tanto che il 40% della produzione è destinata all’estero. Ed ancora, 12 milioni di enoturisti tra i quali, 1 su 3, a livello internazionale, dice che il vino è determinante nella scelta di venire in Francia. Un patrimonio che conta 734.000 ettari di vigneti, l’11% del vigneto mondiale, e 59.000 aziende vinicole che operano sul territorio. Sono i numeri della filiera del vino francese (la n. 1 al mondo in valore, ndr) illustrati nel report 2026 da Vin & Société, associazione che rappresenta i 440.000 attori della filiera vitivinicola (produzione e commercio) per promuovere, in Francia e all’estero, una ricchezza chiamata vino. Una risorsa strategica per l’economia e l’identità transalpina, ma che non sta, ultimamente, vivendo una “grandeur”, nonostante un “sentiment” positivo a livello di immagine, come raccontato più volte da WineNews, tra vigneti estirpati, proteste e consumi in calo, come dimostrano anche le statistiche, in ribasso, dell’export 2025. Non a caso il report di Vin & Société ha evidenziato, tra i tanti trend emersi, che i consumi di vino sono scesi del -77% dal 1960 e del -41% dal 2000. Un futuro tutto da scrivere per uno scenario complesso che è stato al centro dell’iniziativa della Cnaoc (Confédération Nationale des Producteurs de Vins et Eaux-de-vie de vin à the Appellation d’Origine Contrôlée), la “Maison de Vignerons”, che ha presentato al Congresso dei Sindaci (tenutosi lo scorso 19 novembre a Parigi), l’iniziativa, ovvero un patto articolato per la filiera in dieci punti (che spaziano da argomenti come una pianificazione urbana collaborativa alla gestione del vicinato, fino all’enoturismo), intrapresa dalle 386 Aoc francesi in vista delle elezioni comunali del 15 e 22 marzo, dove i temi del vino e del territorio agricolo sono finiti al centro del dibattito. Un invito ai sindaci a “promuovere una coesistenza armoniosa all’interno della filiera vitivinicola”, come ha sottolineato Jérôme Bauer, presidente della Cnaoc (in approfondimento). | |
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| | Secondo l’ultima rilevazione di Nomisma Wine Monitor, i dati sull’import di vino negli Stati Uniti certificano il trend negativo e che ha condotto ad una flessione per il 2025 di quasi -12% a valore, con il mercato che si è attestato intorno ai 5,5 miliardi di euro. Scenario che poteva essere più negativo visto che, per Nomisma, solo la presa in carico di una quota dei dazi imposti dall’amministrazione Trump a scapito della propria marginalità da parte di produttori e importatori ha evitato un crollo nei volumi. Difficoltà che portano ad intensificare la ricerca di nuovi mercati mentre un altro grande interrogativo cade sul comparto: le conseguenze che possono arrivare dalla guerra in Medio Oriente, come evidenziano tre esponenti di spicco del mondo del vino: Diego Cusumano (Cusumano), Matteo Lunelli (Ferrari Trento) e Lamberto Frescobaldi (Uiv). | |
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| | | Forbes Italia, a Milano, ha selezionato le 100 “Iconic Wineries” 2026, ovvero le aziende che disegnano il futuro dell’enologia made in Italy, scelte da Cristina Mercuri, recentemente nominata prima donna italiana Master of Wine. Tra le altre ci sono Allegrini, Argiano, Argiolas, Avignonesi, Baglio di Pianetto, Banfi, Barone Pizzini, Bellavista, Berlucchi, Lungarotti, Burato, Umani Ronchi, Ca’ del Bosco, Castelbuono “Carapace”, Castello Di Vicarello, Ceretto, Col di Lamo, Colterenzio, Contadi Castaldi, Costa Arente, Famiglia Cotarella, Cottanera, Cristo Di Campobello, Di Meo, Donnafugata, Elena Walch, Ferrari Lunelli, Feudi di San Gregorio, Frescobaldi, Girolamo Russo, Kaltern, Lamole di Lamole, Le Macchiole, Lini 910, Lunae Bosoni, Marchesi di Barolo, Marilisa Allegrini, Masciarelli, Masottina, Mazzei, Mesa, Michele Satta, Biondi Santi, Nals Margreid, Palmento Costanzo, Passopisciaro, Petra, Pietradolce, Pio Cesare, Planeta, San Leonardo, Sella e Mosca, St. Michael-Eppan, Tasca d’Almerita, Tenuta di Valgiano, Tenuta Podernovo, Palazzone, Tenuta Sette Ponti, Tenuta Trinoro, Velenosi, Villa Bucci, Zenato. Tra queste sono stati assegnati anche 11 Premi speciali (Baglio di Pianetto, Bellavista, Lungarotti, Burato, Ca’ del Bosco, Castello di Vicarello, Col di Lamo, Di Meo, Lini 910, San Leonardo e Tenuta di Valgiano). | |
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| | | Da “Taste Alto Piemonte” con Consorzio Nebbioli Alto Piemonte a Milano (9 marzo) a “Sorsi di Mare” del Consorzio Vini Romagna a Riccione (9 marzo), da “Eccellenza di Toscana” by Ais (7-8 marzo), “BuyWine Toscana” (11-12 marzo) e il Forum Assoenologi su “Vino e Giovani” (13 marzo), tutti a Firenze, a “Chianina & Syrah” a Cortona (6-9 marzo), da Banfi Official Provider Federazione Italiana Rugby al Guinness Men’s Six Nations a Roma (domani) a “Le Giornate delle Donne del Vino” (8-15 marzo), aspettando il “Festival Franciacorta di Primavera” (14-15 marzo), ecco l’agenda WineNews. | |
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| | “Ho vinto davanti a tutti, davanti alla mia famiglia, davanti alla mia ragazza e al mio migliore amico. Ho vinto facendo la cucina che voglio portare io”: parole di Matteo Canzi, per tutti Teo, il giovane studente di International Marketing di soli 23 anni di Olgiate Molgora, a Lecco, nel cuore della Brianza, il nuovo MasterChef italiano n. 15, vincitore, ieri sera, della finalissima del talent show culinario più amato della tv (Sky Original e prodotto da Endemol Shine Italy, con oltre 1,1 milioni di telespettatori su Sky Uno e il 5,7% di share, e 4,8 milioni di interazioni sui social di Sky e Now per l’intera stagione, +80% sulla precedente), proclamato dai giudici-chef Giorgio Locatelli, Antonino Cannavacciuolo e Bruno Barbieri, dopo aver battuto, in una sfida a due a sorpresa, Carlotta Bertin, con il suo menù-degustazione “Tutto di me”. | |
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| | | WineNews, ha chiesto ai tre presidenti dei Consorzi della Maremma Toscana del vino se nel futuro del territorio c’è l’idea di un “super-Consorzio”. “Il contesto chiede di unirsi e rafforzare l’azione sul mercato. Ne stiamo parlando”, dice Francesco Mazzei (Maremma Toscana), e se per Bernardo Guicciardini Calamai (Morellino di Scansano) “c’è la volontà di trovare altre sinergie e un modo condiviso di presentarsi alle fiere”, Giovanni Battista Basile (Montecucco), per ora, non vede “un super-Consorzio. È importante mantenere le proprie identità in uno spirito di grande sinergia”. | |
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