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N. 4.521 - ore 17:00 - Lunedì 20 Luglio 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Il fascino del vino riesce ad attrarre i collezionisti più giovani, perlomeno quelli più benestanti, che non si limitano, però, al solo atto di collezionare, ma guardano anche al consumo come parte fondamentale dell’esperienza. Il 45% colleziona vino per status, prestigio e per accrescere la propria competenza, ma l’81% consuma anche attivamente i vini della propria collezione. I tre principali canali di acquisto sono i retailers, le case d’aste e le piattaforme online. A dirlo è il rapporto Chubb, “La nuova era del collezionismo e degli investimenti di lusso”, che ha coinvolto 1.000 americani benestanti, soprannominati “Henry” (“High Earners, Not Rich Yet”). | |
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| | La ristorazione italiana continua a fare i conti con una cronica difficoltà nel reperire personale, ma allo stesso tempo mostra segnali di trasformazione nell’organizzazione del lavoro e nella trasparenza delle condizioni offerte ai dipendenti. A dirlo è il Bollettino n. 2 dell’Osservatorio sulla Ristorazione della piattaforma italiana specializzata nel settore ospitalità e ristorazione Restworld, basato sull’analisi di 6.108 offerte di lavoro pubblicate tra aprile 2024 e giugno 2026, e che fotografa un comparto ancora segnato dalla carenza di manodopera, ma impegnato a rendersi più attrattivo. In un anno il settore ha perso 114.338 lavoratori (-10,3%), mentre secondo le stime Excelsior, il Sistema Informativo di Unioncamere, le assunzioni previste tra aprile e giugno 2026 erano attorno a 301.000, con una difficoltà di reperimento che resta intorno al 44% delle posizioni aperte. Le figure più richieste e più difficili da trovare continuano ad essere cuochi, aiuto cuochi, camerieri e bartender. Parallelamente, cresce il lavoro intermittente (quello “a chiamata”), aumentato del +10,5% su base annua secondo l’Istat, segnale di un mercato sempre più frammentato e caratterizzato dalla stagionalità. Il salario mediano per una posizione a tempo pieno si conferma sui 1.700 euro netti al mese, stabile negli ultimi trimestri. I ruoli meglio pagati sono il responsabile di cucina, con 2.423 euro netti mensili (pari ad una retribuzione annua lorda stimata sui 40.600 euro), il sous chef con 2.250 euro netti mensili (37.700 euro annui) e il cuoco capo partita con 1.998 euro (33.300 euro), mentre tra le figure operative i camerieri percepiscono mediamente 1.572 euro e gli aiuto cuochi 1.552 euro.Le differenze territoriali risultano contenute: il Trentino-Alto Adige guida la classifica con una media di 1.950 euro netti al mese, mentre la Campania chiude la classifica con 1.500 euro. Il 68% delle aziende propone contratti a tempo determinato con prospettive di stabilizzazione e cresce il numero di imprese che offrono direttamente il tempo indeterminato (6%). Un ruolo rilevante è giocato anche dalla nuova normativa che impone l’indicazione della retribuzione negli annunci: tra aprile e giugno 2026 le offerte che riportano la retribuzione sono passate dal 7% al 53%, rafforzando la trasparenza verso i candidati. | |
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| | Sono state 27 le notizie di reato nel settore vitivinicolo nel 2025 per un totale di 2.461 contestazioni amministrative, per oltre 22,6 milioni di euro e ben 5,9 milioni di chilogrammi di prodotto confiscato. Tra i comparti controllati, il vino è uno dei più rilevanti perché le irregolarità registrate hanno spesso un impatto economico considerevole, riflettendone l’importanza strategica nell’agroalimentare italiano. A dirlo è il Report Attività 2025 dell’Icqrf. In totale, sono state 54.913 le verifiche lungo tutta la filiera agroalimentare, per 55.314 prodotti controllati (il 12% irregolare) e 28.227 operatori controllati (il 16,9% irregolari), con 6.448 controlli specifici sulle Indicazioni Geografiche (Dop e Igp) e oltre 11.000 nel settore vitivinicolo regolamentato, con 497 sequestri per 47,8 milioni di euro, ed un incremento dei controlli del 21% dal 2023. | |
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| | | Oltre 12 milioni di bottiglie esportate nel 2025, pari al 91% della produzione, nei mercati del mondo, dall’Europa al Nord America, dall’Asia al Medio Oriente, con una piccola inversione di tendenza sul mercato interno ma simbolicamente significativa: dopo un decennio di calo progressivo, le vendite in Italia tornano a crescere, superando il milione di bottiglie. Ecco i numeri comunicati dal Consorzio di Tutela del Gavi, storica denominazione bianchista piemontese, che mostra segnali incoraggianti. Una crescita, nel lungo periodo, che si nota anche a livello produttivo, con il +48,2% di bottiglie prodotte in 20 anni (pari a 4,47 milioni), per un totale di 13,7 milioni di bottiglie messe sul mercato nel 2025, simbolo di una evidente tenuta del grande bianco del Piemonte, nonostante le difficoltà che il vino a livello mondiale sta incontrando. Maurizio Montobbio, presidente del Consorzio di tutela del Gavi, ha affermato che “i dati ci confermano che il Gavi Docg è uno dei vini bianchi italiani in buona salute. Stiamo attraversando crisi internazionali, dazi e conflitti dimostrando solidità grazie al lavoro condiviso tra produttori, Consorzio e istituzioni, tanto in vigna e in cantina quanto sui mercati, locale e internazionale”. Senza dimenticare l’enoturismo (in approfondimento). | |
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| | | Seguire il “fil rouge” delle bollicine, una delle categorie enologiche più amate ed in costante crescita in tutto il mondo, per tracciare le nuove rotte enoturistiche della Sicilia: dai paesaggi vulcanici alle colline dell’entroterra, dalle coste mediterranee alle piccole isole modellate dal vento, nasce la “Rete delle Bollicine Siciliane”, che unisce produttori, istituzioni e consorzi, in un Manifesto che mappa gli itinerari negli areali enologici d’eccellenza. Sono 140 le aziende siciliane produttrici di vini spumanti, con 330 etichette. | |
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| | La conferma che il connubio tra vino e cultura, ed il mix di luoghi in cui si vivono e si respirano la storia e la convivialità, per parlare al grande pubblico, è vincente. Ma anche che un “festival” del vino diffuso ed itinerante in Italia, con un cappello forte come quello di Veronafiere/Vinitaly, rivolto ai consumatori, è ormai un format di successo, ed esportabile. A raccontarlo, è “Vinitaly and the City - Calabria in Wine” n. 3, che si è chiuso, ieri, al Parco Archeologico di Sibari, in Calabria (e con il “Pinot Grigio Doc delle Venezie” come “Official Wine”), con la partecipazione, tra gli altri, del Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, e del Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ma, soprattutto, di 30.000 visitatori (contro i 25.000 del 2025) e 110 aziende, tra vino e spirits, oltre a 12 collettive. E con il “bis” in programma l’8 e 9 agosto, sul Lungomare di Reggio Calabria. | |
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| | | WineNews è con Roberto Caponi, dg Confagricoltura: “le aziende trovano difficoltà nel reperire manodopera disponibile e formata. Nonostante gli sforzi, il lavoro agricolo non è ancora abbastanza attrattivo. Così le aziende si rivolgono a società esterne che forniscono servizi in agricoltura che, talvolta, creano difficoltà dal punto di vista della regolarità. Il caporalato? Non è un fenomeno generalizzato, ma riguarda alcune aree e realtà: serve un’attività ispettiva mirata e servono strumenti, dai trasporti nelle aree rurali ad un sistema di collocamento, che funzionino”. | |
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