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N. 4.465 - ore 17:00 - Mercoledì 29 Aprile 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | In uno scenario in cui la crisi non risparmia il vino, gli investimenti di imprenditori del settore rappresentano un’iniezione di ottimismo. È il caso di Herita Marzotto Wine Estates - tra i primi gruppi italiani con un fatturato complessivo di 246,6 milioni di euro nel 2025 - che ha investito nell’ampliamento di Kettmeir, cantina storica di Caldaro (Bolzano), inaugurato ufficialmente il 27 aprile e mirato a migliorare la qualità del suo Metodo Classico, ma anche sul fronte della sostenibilità e dell’accoglienza. Un investimento, dicono gli stessi vertici del gruppo basato a Fossalta di Portogruaro (Venezia), che si può approssimare in oltre 10 milioni di euro. | |
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| | Una piccola rivoluzione nelle strategie di difesa sostenibile del vigneto da peronospora e botrite: ad annunciarla, nei giorni scorsi, i ricercatori della Facoltà di Agraria dell’Università di Milano e del Crea Viticoltura ed Enologia, che hanno presentato una molecola capace di proteggere il vigneto dalle due fitopatie con un’elevata efficacia (l’80% di riduzione dell’incidenza della malattia) e, soprattutto, integralmente biodegradabile. Un cambiamento radicale di prospettiva nella difesa fitosanitaria della vite contro la peronospora, la malattia più pericolosa per la produttività viticola, sia per diffusione sia per impatto economico, e che, nei bilanci fitosanitari dell’Associazione Italiana per la Protezione delle Piante (Aipp), viene indicata come la principale criticità della vite (nel 2023 la peronospora è stata la malattia dominante in tutti i vigneti del Paese causando perdite medie del 30-40% del raccolto, con punte fino al 100% in alcune aree del Centro Italia, coinvolgendo 30.000 aziende per decine di milioni di euro di danni). Un flagello da cui, dunque, arriva una difesa con un prodotto biotecnologico altamente innovativo e realmente sostenibile, non solo perché integralmente biodegradabile, ma anche perché ottenuto con la trasformazione e il riutilizzo di sottoprodotti della produzione vitivinicola come vinacce e sarmenti. Tutto questo è diventato (quasi) realtà grazie al progetto “Grape4vine”, portato avanti dalla Facoltà di Agraria della Statale di Milano e dal Crea-Ve con il finanziamento di Fondazione Cariplo, dopo 36 mesi di lavoro da parte di 25 ricercatori (con competenze multidisciplinari in patologia vegetale, biologia, microbiologia, biotecnologie, ingegneria agraria ed economia). “Il meccanismo alla base della nostra scoperta - spiega Silvia Toffolatti, docente alla Facoltà di Agraria dell’Università di Milano - è quello dell’Rna a doppio filamento (dsRna), una promettente strategia biotecnologica di protezione delle piante basata su queste molecole in grado di attivare naturalmente un meccanismo di silenziamento genico (Rna interference) che può essere sfruttato o per impedire direttamente lo sviluppo dei patogeni o per ridurre la sensibilità delle piante” (continua in approfondimento). | |
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| | Una partnership all’insegna del Sangiovese, sull’asse Emilia-Romagna Toscana. Caviro, la più grande cooperativa vitivinicola italiana, rafforza la propria struttura annunciando “l’ingresso di Vecchia Cantina di Montepulciano nella propria base sociale”, con un progetto di collaborazione che guarda a nuove sinergie per la Leonardo da Vinci spa, società del Gruppo Caviro (in concreto Vecchia Cantina curerà tutta la produzione dal conferimento alla messa in bottiglia dei vini provenienti dai vigneti degli ex soci Cantine Leonardo, mentre la commercializzazione del prodotto finito avverrà in parte attraverso i canali diretti di Vecchia Cantina e, in parte, attraverso il network Leonardo da Vinci Spa, con il quale Vecchia Cantina ha stretto un importante rapporto di partnership per il rilancio del progetto per il territorio di Vinci). | |
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| | | Dall’Irpinia ad Amalfi, dal Vesuvio ad Ischia, dal Sannio al Cilento, la Campania del vino è uno scrigno di storia vinicola che si intreccia con le vicende italiane e con bellezze monumentali di valore assoluto, da Pompei alla Costiera Amalfitana, solo per fare due esempi tra i più noti. E come la Reggia di Caserta, Patrimonio Unesco, e teatro di “Campania Stories” 2026, evento che, dal 23 al 27 aprile, ha fatto luce sulle nuove annate del vino regionale, ed in particolare su una 2025 che, in generale, ha visto le aziende vivere un’annata più regolare sulle difficoltà degli ultimi anni, con un andamento climatico equilibrato, ed una buona gestione agronomica. Elementi che hanno portato ad una produzione in crescita (+13% sul 2024, per un totale di 696.000 ettolitri) e ad uve sane e di qualità. Come hanno raccontato nel calice i 270 vini di 82 cantine (con realtà come Ciro Picariello, Colli di Lapio, Di Meo, Donnachiara, Luigi Tecce, Pietracupa, Tenuta Cavalier Pepe, Tenute Capaldo - Feudi di San Gregorio, Villa Matilde Avallone, Antonio Mazzella, Marisa Cuomo, Montevetrano e San Salvatore 1988, tra le altre, nei migliori assaggi WineNews in approfondimento), alfieri di una regione che, nel 2025, ha visto le esportazioni crescere, in controtendenza all’andamento nazionale (+11,6% sul 2024, a 46,5 milioni di euro). | |
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| | | La narrazione enologica evolve verso nuovi territori, spostando il baricentro dalla descrizione tecnica alla percezione sensoriale immediata. La “Fragrance designer” Claudia Scattolini ha realizzato per Mack & Schühle Italia un’inedita mappatura olfattiva dei nuovi vini della collezione Genevitis, rispondendo ad una domanda fondamentale: che profumo ha il tuo vino? Attraverso la scomposizione delle note aromatiche, dai frutti rossi alle spezie, Scattolini ha isolato ed ha permesso di riconoscere le singole sfaccettature del vitigno. | |
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| | Crescono le “quote rosa” nell’agricoltura italiana, tra le più virtuose d’Europa e con la viticoltura leader. Sono poco più di 400.000 le aziende condotte da donne, un terzo del totale, in linea con la media Ue, e con Romania (leader europea con oltre 1 milione di aziende) e Italia concentrano quasi 1,5 milioni di imprese guidate da donne, oltre la metà delle 2,7 milioni dell’Ue. I risultati economici premiano tuttavia “a metà” l’imprenditoria in rosa, che ha registrato una crescita del reddito negli ultimi 10 anni, ma ancora del 42% inferiore rispetto a quello delle aziende gestite da uomini. La viticoltura femminile, però, non solo cresce, nel confronto con le aziende gestite da uomini, ma è l’unico settore in cui non c’è “gender gap”, secondo Confagricoltura Donna che ha lanciato “Il Documento di Roma” per chiedere più attenzione alle istituzioni. | |
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| | | Raro, poche bottiglie, espressione di un luogo e di una storia, di qualità, longevità, valore e prestigioso altissimi: è ancora questo, oggi, un fine wine? A WineNews, Albiera Antinori (Marchesi Antinori), Giuseppe Di Gioia (Grattamacco, Poggio di Sotto), Lamberto Frescobaldi (Masseto, Ornellaia, Frescobaldi), Giampiero Bertolini, (Biondi-Santi), Maurizio Zanella (Ca’ del Bosco), Roberta Ceretto, Niccolò Marzichi Lenzi (Tenuta di Biserno), Priscilla Incisa della Rocchetta (Tenuta San Guido), Alberto Lusini (Bertani), Marco Dal Forno (Romano Dal Forno) e Karoline Walch (Elena Walch). | |
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