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N. 4.429 - ore 17:00 - Lunedì 16 Marzo 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Lo abbiamo visto nelle settimane scorse alle Olimpiadi Invernali Milano Cortina, non solo come tedoforo con la fiamma olimpica, ma anche intento a giocare a curling o a mangiare un gelato nel centro di Milano, in video diventati virali sul web: Snoop Dogg, uno dei più famosi rapper al mondo, già produttore di vino dal 2020, ha appena lanciato un vino limited edition, omaggio al compianto Tupac Shakur. Si chiama “2 of Amerikaz Most Wanted”, e commemora l’anniversario n. 30 del singolo di successo di Snoop e Tupac del 1996, che porta lo stesso nome. Snoop Dogg è produttore di vino dal 2020, grazie alla partnership con la cantina australiana 19 Crimes. | |
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| | L’export agroalimentare europeo può festeggiare un altro primato. Secondo l’ultimo “Monitoring Eu Agri-Food Trade”, il report della Commissione Europea, riportato da WineNews, nel 2025 le esportazioni agroalimentari dell’Ue hanno raggiunto un nuovo livello record di 238,4 miliardi di euro, +1% sul precedente primato del 2024 (+2,8 miliardi di euro). Le esportazioni di vino (e prodotti a base di vino) hanno, però, registrato la seconda maggiore riduzione in termini di valore (-1 miliardo di euro pari al -6%) nella top 15 dei prodotti esportati, dietro soltanto ai cereali, attestandosi a 16,4 miliardi di euro nel 2025, anche se è l’olio ha segnare il passivo più pesante nel 2025, -39% per un valore complessivo dell’export che ha superato di poco i 6 miliardi di euro a causa di una riduzione dei prezzi del -28%. Tornando al vino, nel confronto con l’anno precedente è andato perso un miliardo di euro e ciò è dovuto, principalmente, ad una riduzione di 721 milioni di euro nelle esportazioni verso gli Stati Uniti (-14%), che sono rimasti la prima destinazione con un “peso” del 12%. Stati Uniti, ma non solo, perché sono diminuite anche le esportazioni verso il Regno Unito (-148 milioni di euro, -4%), la Cina (-113 milioni di euro, -21%) e la Russia (-97 milioni di euro, -15%), mentre sono aumentate verso l’Africa subsahariana (+62 milioni di euro, +14%) e l’Oceania (+40 milioni di euro, +11%). Il vino vale il 7% delle esportazioni agroalimentari dell’Unione Europea ed è il terzo prodotto in valore, dietro ai prodotti della macinazione - preparazioni a base di cereali (rientrano qui, tra i tanti, la pasta ed i prodotti da forno ndr) e latticini. In calo anche spirits e liquori, a 8,3 miliardi di euro (-6% sul 2024, 510 milioni di euro in meno). Completano il podio gli Stati Uniti a 28,6 miliardi di euro (-6%), che incidono per il 12%, e la Svizzera, a 13,2 miliardi di euro (+7%). Nel 2025 le esportazioni agroalimentari verso gli Stati Uniti sono calate di 1,8 miliardi di euro, quelle dalla Cina, partner commerciale n. 4, del -5% per un valore di 12,6 miliardi di euro complessivi. L’Ue ha di fatto consolidato la sua posizione di esportatore leader nell’agroalimentare, risultando l’unico tra i primi 5 esportatori mondiali ad aver aumentato il valore delle proprie esportazioni (in approfondimento). | |
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| | La crescente difficoltà nel reperire lavoratori qualificati - soprattutto panettieri, pastai, pasticcieri e gelatai - sta diventando una delle principali criticità dell’artigianato alimentare italiano, nonostante il settore rappresenti una forza trainante dell’economia nazionale. In Italia operano 64.365 imprese con 248.672 addetti e un fatturato stimato di 32,4 miliardi di euro: un patrimonio produttivo che nel 2025 ha registrato una crescita della produzione del +1,2%, in controtendenza sul calo del manifatturiero (-0,5%), e un export di alimentari e bevande in aumento del +4,3%, superiore al +3,3% del totale delle esportazioni made in Italy. Ma le imprese hanno cercato 176.450 lavoratori e quasi 4 su 10 sono risultati difficili da reperire, secondo i numeri di Confartigianato, di cui si è parlato, nei giorni scorsi, alla Camera a Roma. | |
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| | | Custodia e valorizzazione del paesaggio, trasparenza verso i consumatori, sinergia tra imprese, controllori e istituzioni, qualità e posizionamento: su questi asset si muove il Consorzio del Pinot Grigio Doc delle Venezie, guidato da Luca Rigotti, la più grande denominazione bianchista d’Italia (27.000 ettari tra Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento, una produzione media di 230 milioni di bottiglie l’anno, l’85% del Pinot Grigio italiano ed il 43% di quello mondiale, con 6.142 viticoltori, 575 imprese di vinificazione e 376 imbottigliatori), che registra numeri positivi anche in un 2025 difficile, ma stabile, con 1,69 milioni di ettolitri e certificazioni che raggiungono 1,79 milioni di ettolitri, in crescita del 2,3%, secondo Triveneta Certificazioni, per un vino sempre più legato al suo vasto territorio. Sono i dati del Report 2025 illustrato a Villa Necchi Campiglio a Milano, con focus sulla nuova strategia di posizionamento della denominazione, sul nuovo Contrassegno di Stato dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, digitale e con il tricolore, e sulle collaborazioni avviate dal Consorzio, come quelle con il Fondo per l’Ambiente Italiano e con la Fondazione Symbola che rafforzano il percepito della denominazione e a collocarla in contesti di grande valore culturale. | |
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| | | La Germania è uno dei mercati più importanti e, da qui, è iniziata la conquista del mondo da parte del Prosecco. Due fili rossi che si sono intrecciati nell’“International Wine Entrepreneur of the Year”, il premio che il gruppo editoriale tedesco “Meininger” ha assegnato a Giancarlo Moretti Polegato, alla guida di Villa Sandi, tra le realtà più storiche del Prosecco, nei “Meininger Award - Excellence in Wine & Spirits”, per ProWein, che si chiude, domani, a Düsseldorf. Non è la prima volta che l’Italia del vino viene premiata, ma lo è per le bollicine venete. | |
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| | L’enoturismo si conferma un motore di crescita, sia in termini di flussi sia di valore economico: nel 2025 il valore medio di una prenotazione ha raggiunto 39,4 euro per adulto, con un Cagr dell’11% negli ultimi 4 anni, le cantine strutturate registrano una crescita media annua di visitatori del +16,8% e del +21,4% delle vendite dirette, dato superiore all’incremento dei flussi e indicativo di una maggiore capacità di conversione commerciale e marginalità. A dirlo le anticipazioni del “Report Wine Suite” 2026, che sarà presentato a Vinitaly Tourism 2026 che, dopo il debutto nel 2025, vede il settore, che non è più un’attività accessoria delle cantine, ma un vero asset competitivo, entrare stabilmente a Vinitaly, all’edizione n. 58 a Verona (12-15 aprile), e che è realizzato da Veronafiere con Wine Tourism Hub e i partner Wine Suite, Wine Meridian e Winedering. | |
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| | | Il fascino di Montepulciano, “perla” del Rinascimento e città del Poliziano e del Vino Nobile, si traduce in un volano economico che, con 6,3 milioni di bottiglie prodotte nel 2025, vale un giro d’affari di 65 milioni di euro ed un valore patrimoniale delle aziende di 1 miliardo. A WineNews parlano di futuro Andrea Rossi, presidente Consorzio (e della Vecchia Cantina di Montepulciano), l’enologo Lorenzo Landi e le cantine Carpineto (Antonio Michael Zaccheo), Boscarelli (Luca De Ferrari), Poliziano (Francesco Carletti), Talosa (Edoardo Mottini Jacorossi) e Contucci (Andrea Contucci).
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