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N. 4.583 - ore 17:00 - Mercoledì 14 Ottobre 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | È un incontro che prima o poi avviene per tanti sportivi, quello con il vino, con molti campioni ed ex campioni che, spesso si “reinventano” produttori. È il caso della stella del tennis Rafa Nadal, che dopo una carriera a rete con la racchetta a competere alla pari con due mostri sacri come Roger Federer e Novak Djokovic (anch’egli a sua volta produttore di vino in Serbia) e con un palmares che recita 22 titoli nei Grandi Slam, ha annunciato il lancio di “El Tenista”, vino rosso bio creato insieme a Viñas Familia Gil, uno dei gruppi vitivinicoli più importanti di Spagna con sede a Jumilla (Murcia), in un progetto che salva dall’abbandono alcuni vitigni di Monastrell. | |
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| | Per riequilibrare una domanda in riduzione ed una produzione in eccesso, la filiera del vino, in molti Paesi, dalla Francia alla Spagna, dall’Australia agli Usa (in particolare in California), assiste a più o meno massici piani di espianto dei vigneti, e più o meno sostenuti da fondi pubblici. E mentre in Italia ancora si discute sul da farsi (con sempre più rappresentanze di filiera che si dicono favorevoli, o quando meno non contrarie, ad azioni di estirpo mirate nei territori in difficoltà, e non generalizzate a livello nazionale), a far sentire la propria voce sono anche i vivaisti italiani, che chiedono di “non finanziare la riduzione del vigneto italiano, ma investire le risorse disponibili per rinnovarlo”, proponendo di aprire un confronto per “costruire un progetto nazionale di rinnovamento del vigneto italiano, collegando risorse pubbliche, ricerca genetica, sostenibilità, adattamento climatico e strategie di mercato”. Così le due associazioni di filiera che rappresentano la quasi totalità del comparto, ovvero la Miva, che riunisce 100 realtà in tutte le regioni d’Italia, e l’Associazione Vivaisti Viticoli Friuli Venezia Giulia, che conta 12 realtà diverse per dimensioni e produzione, tra cui quella leader dei Vivai Cooperativi Rauscedo, in una regione che concentra oltre il 50% della produzione nazionale. Secondo le due associazioni, “la risposta alla crisi non può essere individuata nei contributi all’espianto, con il rischio di ridurre in maniera permanente un patrimonio produttivo costruito in decenni. Occorre, invece, concentrare le risorse Ocm e Pac sulla ristrutturazione e riconversione dei vigneti”. Che non deve essere vista come un semplice “rifacimento”, ma puntare ad un salto di qualità, come sottolinea Yuri Zambon, direttore Vivai Cooperativi Rauscedo: “dobbiamo incentivare un rinnovamento strutturale e consapevole. Varietà e cloni capaci di conservare acidità, equilibrio e qualità anche in condizioni climatiche più calde; portinnesti più efficienti nell’utilizzo dell’acqua e adattati ai diversi suoli; varietà resistenti alle malattie; materiale vegetale selezionato in funzione delle nuove condizioni pedoclimatiche; e sistemi di allevamento e gestione della chioma più adatti agli estremi climatici. Iniziando a progettare il vino del futuro dal vigneto”. | |
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| | “Lo dico in maniera molto chiara: l’Italia non accetterà un bilancio che ridimensioni la Politica Agricola Comune, la Pesca e la Coesione. Agricoltura e pesca riguardano la nostra sicurezza alimentare, che è una componente essenziale dell’autonomia strategica europea”: parola del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al Senato e alla Camera (in un lungo discorso che ha toccato vari argomenti), oggi, in vista della riunione del Consiglio Europeo, in programma il 15 e il 16 ottobre a Bruxelles. Aggiungendo che “la Politica Agricola Comune e la politica della Pesca manterranno identità e tutele proprie, perché agricoltori e pescatori non possono diventare una voce qualsiasi in un fondo indistinto”. “Parole estremamente importanti per tutti gli agricoltori”, ha commentato il presidente Confagricoltura, Massimiliano Giansanti. | |
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| | | Ancora segnali positivi dal mondo del vino di alta gamma e, di questi tempi, è ancor di più una notizia visto l’incerto contesto geopolitico ed economico. Per la precisione, riguardo alla divisione Champagne & Wines del Gruppo Lvmh, che nei primi 9 mesi 2026 ha messo a segno una crescita organica del fatturato del +5% rispetto ad un anno fa (e del +6% sullo stesso trimestre 2025), passato dai 3,9 miliardi di euro dell’anno scorso ai 4 miliardi di euro attuali, confermando i segnali di ripresa osservati dall’inizio dell’anno. In particolare, lato vino, si registrano ottimi risultati per Moët & Chandon - forte anche della sua presenza di rilievo come Champagne ufficiale della Formula 1 - mentre, per quanto riguarda gli spirits, è stato il cognac Hennessy ad aver registrato un buon andamento. Il mercato statunitense ha beneficiato del lancio della nuova gamma di cocktail pronti V.S. con i vini rosati della Provenza che hanno registrato buoni risultati. Nel complesso (in un contesto di mercato difficile anche per il lusso), Lvmh ha chiuso i primi 9 mesi 2026 a 57,1 miliardi di euro, e nel terzo trimestre 2026 la crescita organica dei ricavi ha risentito dell’impatto di un contesto economico meno favorevole in Cina sull’attività commerciale, mentre Stati Uniti, Europa e Giappone hanno registrato una buona crescita. | |
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| | | Librerie e archivi, hanno ispirato tante realtà dell’Amarone della Valpolicella, tra i vini italiani più capaci di affrontare la sfida del tempo. Dalla “Library” di Bertani, all’Archivio Tedeschi, alla linea “Archivio Storico” di Zenato, per esempio. Ed ora è un altro nome top dell’Amarone, come Tommasi Family Estates, che lancia la “Family Library”, cofanetto che riunisce tre annate di Amarone della Valpolicella Classico Docg (2012, 2017 e 2022) custodite nella cantina di famiglia, e la Tommasi Amarone 2017 Special Edition (il progetto in approfondimento). | |
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| | Forse, non c’è niente di meglio che ricevere una telefonata che ti annuncia di aver vinto il Premio Nobel per la fisica a tavola con davanti la migliore cucina piemontese in perfetto abbinamento con i grandi vini di Langa. Non è una boutade: così è stato per Francis Halzen il cui cellulare è squillato, nei giorni scorsi, mentre si trovata alla cena organizzata dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare all’Hotel Nh Collection Santo Stefano di Torino. Ed ha risposto, brindando con le etichette della Luigi Vico, giovane e piccola cantina langarola che produce il prestigioso Barolo del Comune di Serralunga d’Alba e del Cru Prapò, sempre a Serralunga, ma anche con le bollicine di Travaglini, punto di riferimento, invece, per il Gattinara, e il Langhe Riesling di Massolino, storica cantina piemontese fondata nell’Ottocento sempre a Serralunga. | |
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| | | Ogni famiglia, ogni persona, ha una storia che racconta un pezzo della propria vita e magari anche quella della comunità a cui appartiene. Molto spesso queste storie si condividono a tavola e da lì prendono forma. Hanno a che fare con il cibo sotto forma di ricordo, aneddoto, ricetta, ma anche in proiezione rispetto al domani, alle aspettative e ai desideri di nuovi cibi. A premiare le più belle “Storie a Tavola” è Coop, tra oltre 700 racconti inviati al leader della Gdo, e selezionati da una giuria di esperti, come lo scrittore e agronomo Antonio Pascale: “il cibo è memoria”. | |
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