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N. 4.582 - ore 17:00 - Martedì 13 Ottobre 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | È un bacino strategico e un mercato con un potenziale di sviluppo costante, oltre che controcorrente al resto del vino, quello della Cina per il Prosecco Doc, che nel primo semestre 2026 ha lì messo a segno il +30% di export rispetto ad un anno fa, per un milione di bottiglie (lo 0,2% del totale delle esportazioni della denominazione). Ed è in questo scenario di crescita che si sono inserite le masterclass, in collaborazione con due università di Pechino, condotte dal sommelier Ais David Cheng, che hanno guidato oltre 100 studenti cinesi alla scoperta della storia della denominazione, del Metodo Martinotti, della degustazione e della mixology con il classico Spritz. | |
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| | “La pop art è capace di trasformare oggetti di consumo popolare attraverso un linguaggio ironico e immediato. Con il Bardolino vogliamo fare lo stesso, per parlare a un pubblico sempre più ampio, a partire dai turisti che già incontriamo sui nostri territori. Un valore aggiunto che intendiamo fidelizzare attraverso un programma di sviluppo orientato su offerta e domanda già a partire da fine ottobre”. Un proposito chiaro, quello espresso dal presidente del Consorzio Vini Bardolino, Fabio Dei Micheli, nel centenario dell’ente di tutela, costituito nel 1926, celebrato anche coinvolgendo il pubblico nel weekend del 10 e 11 ottobre con l’evento “Bardolino Pop Garden”, al Parco di Villa Carrara Bottagisio di Bardolino dove vino, arte e intrattenimento si sono incontrati “illuminati”, nel vero senso della parola, grazie a una sinergia del Consorzio con Art Verona, fiera d’arte moderna e contemporanea organizzata da Veronafiere, dalle opere luminose dell’artista Marco Lodola - esponente del movimento “Nouveau Réalisme” italiano e figura chiave dell’arte pop contemporanea - che ha anche realizzato un’opera per celebrare i cento anni del Consorzio. Che mette insieme 817 soci, di cui 600 viticoltori, che coltivano 2.400 ettari per una produzione equamente suddivisa tra Bardolino e Chiaretto, con un export, che vale il 60% del giro d’affari, destinato perlopiù ai Paesi di provenienza dei milioni di turisti che ogni anno si affacciano sulla sponda veronese del Lago di Garda (che registra in totale 15 milioni di presenze all’anno): Germania, Paesi Bassi, Francia, Regno Unito, Scandinavia, Stati Uniti, Canada e Giappone. E che si è posto una mission chiara (con un percorso spiegato in approfondimento): rendere il vino più accessibile, più “pop”, senza perdere la profondità e l’autenticità che lo caratterizzano per liberarlo dal percepito dell’accesso per i soli esperti, renderlo coinvolgente e raccontarlo in modo semplice e affascinante, seguendo in maniera propositiva e pratica queste vie di uscita dalla crisi dei consumi indicate da tempo, e da più parti, a cui poche iniziative concrete stanno seguendo. Con il Consorzio che, inoltre, sta investendo anche in ricerca e progettualità su più fronti: dal cambiamento climatico, al colore del Chiaretto, all’enoturismo. | |
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| | Dal 27 settembre 2026, è in vigore anche in Italia la normativa anti “greenwashing”, che ha recepito la direttiva europea in materia, per garantire più trasparenza ai consumatori. Una norma che tocca anche il mondo del vino, e a spiegare cosa cambia, di fatto, è l’avvocato Marco Giuri dello Studio Giuri di Firenze, punto di riferimento per quanto riguarda la normativa vitivinicola. “In pratica, dal 27 settembre 2026 ogni dichiarazione ambientale su etichette, imballaggi, siti e pubblicità di vini e distillati deve essere specifica, veritiera e dimostrabile, con l’obiettivo di proteggere il consumatore da messaggi “green” ingannevoli e di tutelare le aziende che investono davvero nella sostenibilità'', spiega lo Studio Giuri. Per esempio, “non si potranno più usare frasi generiche come “la nostra azienda rispetta l’ambiente”, “vino green” e non solo”. | |
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| | | Come era facile intuire dai numeri dei principali Paesi produttori e come tante notizie testimoniano quasi ogni giorno, la prima metà 2026 del mercato mondiale del vino è caratterizzata da un’ulteriore frenata del commercio mondiale, rispetto ad un 2025 già segnato da guerre, dazi e inflazione, ma ancora, tutto sommato, di tenuta. In ogni caso, al giro di boa dell’anno in corso, il calo complessivo delle esportazioni mondiali si attesta al -5,1% in valore, per 15,8 miliardi di euro (con una perdita, dunque, quantificabile in -835 milioni di euro), e al -8,1% in volume, a 4,2 miliardi di litri rispetto alla prima metà 2025. A dirlo i dati delle dogane di diversi Paesi forniti da Trade Data Monitor e analizzati dall’Organizzazione interprofessionale del vino di Spagna (Oive). Tra le varie tipologie, male i vini fermi, sia confezionati che sfusi, mentre si salvano gli spumanti, a +0,5% in valore (3,7 miliardi di euro) e -0,6% in volume (476,5 milioni di litri). La Francia mantiene il primato in valore, con 5,4 miliardi di euro (-2,2%, che rappresentano -119,8 milioni di euro in meno). L’Italia rimane, invece, il primo esportatore in volume (986,4 milioni di litri, -4%), ed il secondo in valore, ma è quello che, secondo l’analisi Oive, ha perso di più in termini assoluti (-238,2 milioni di euro, -6,2%). | |
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| | | Per la prima volta il trading di vini pregiati è alla portata di tutti, grazie alla nuova app “LiveTrade” di Bordeaux Index (l’indice di riferimento che misura l’andamento dei prezzi dei grandi vini di Bordeaux sul mercato secondario, usato per valutarli come investimento). L’applicazione, scaricabile gratuitamente dalle principali piattaforme (Android e App Store), punta ad innescare lo stesso cambiamento portato dalle app di trading nel mondo azionario: rendere l’investimento intuitivo e immediato come qualsiasi altra funzione dello smartphone. | |
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| | In un mercato del food & beverage chiamato a confrontarsi con consumi più selettivi, tensioni geopolitiche, inflazione ancora elevata e cambiamenti nelle abitudini di spesa, il comparto beverage italiano mostra segnali di resilienza. Parola degli Stati Generali del Mercato food & Beverage in Italia 2026, promossi da Italgrob, nei giorni scorsi a Milano. Il fatturato complessivo del beverage supera, infatti, 22 miliardi di euro, valore che rappresenta la somma del giro d’affari stimato per il 2026 dei canali rivolti al punto di consumo. Secondo i dati Circana i distributori di bevande aumentano del +2,4%, i Cash & Carry del +3,4% e la gdo del +1,4%. L’andamento positivo è stato sostenuto da una stagione turistica favorevole e da un’estate molto calda, che hanno alimentato la domanda in molte categorie. | |
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| | | Le riflessioni e lo stato dell'arte dall'inaugurazione della nuova “Cantina Viva” by Annalisa Zorzettig in Friuli. “Tra chi dice di investire di più in promozione e costruzione di valore, e chi di sostenere la riduzione della produzione per riequilibrare il mercato, la scelta giusta è la prima. Il vino è stato demonizzato, in nome di un salutismo esasperato. Dobbiamo difendere il modello italiano della qualità. Siamo il Governo che ha investito di più in agricoltura, e abbiamo anche difeso e recuperato risorse Pac in Europa”. | |
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