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N. 4.540 - ore 17:00 - Venerdì 14 Agosto 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | A largo di Mazara del Vallo, in Sicilia, nel Mar Mediterraneo, è stato rinvenuto un relitto romano che, secondo le prime stime, viene datato tra il II e il I secolo a.C., con vicino centinaia di anfore del tipo Dressel 1A, ovvero quelle grandi e cilindriche che in antichità servivano principalmente per trasportare il vino. Il Canale di Sicilia è stato, infatti, una storica rotta marittima commerciale di fenici, greci e romani ed è l’ennesima conferma della storia millenaria del vino e di quanto già secoli fa venisse esportato e venduto tra Paesi. Il Ministro della Cultura, Giuli: “è una delle più importanti scoperte archeologiche subacquee degli ultimi anni” | |
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| | La forza del vino europeo sui mercati internazionali nasce prima di tutto dalla reputazione dell’intero agroalimentare dell’Unione. Qualità, sicurezza e autenticità continuano, infatti, a rappresentare i principali fattori di attrazione per i consumatori extraeuropei, come sottolinea il rapporto “Prodotti agricoli, alimentari e delle bevande dell’Unione Europea nei Paesi Terzi”, che presenta i risultati dell’Eurobarometro Flash 2026 condotto dalla Commissione Europea su 11.119 consumatori urbani di età compresa tra 20 e 55 anni in 11 Paesi extra-Ue: Cina, India, Indonesia, Giappone, Messico, Arabia Saudita, Corea del Sud, Thailandia, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito e Stati Uniti. L’indagine mostra come i prodotti agroalimentari europei godano di una reputazione solida e in crescita a livello internazionale, con il 40% degli intervistati che dichiara di consumare prodotti Ue almeno una volta alla settimana. I mercati più ricettivi risultano gli Emirati Arabi Uniti, dove la quota raggiunge il 58%, seguiti dal Regno Unito con il 50% e dall’Arabia Saudita con il 45%, mentre Messico e Giappone si fermano rispettivamente al 27% e al 28%, evidenziando ampi margini di sviluppo. L’origine dei prodotti alimentari continua a giocare un ruolo centrale nelle scelte d’acquisto: il 57% dei consumatori controlla spesso o sempre il Paese di provenienza degli alimenti. A guidare gli acquisti resta soprattutto la qualità, indicata dal 76% degli intervistati, davanti a gusto (56%) e prezzo (45%). Il comparto del vino è analizzato insieme a birra e superalcolici nella categoria “Wine, beer and spirits”. Si tratta della categoria alimentare con la frequenza di consumo più bassa tra quelle considerate dall’indagine: soltanto il 7% dei consumatori dichiara di consumare vino, birra o alcolici ogni giorno e il 25% più volte alla settimana. I mercati più interessanti sono Emirati Arabi Uniti, con il 39% dei consumatori di prodotti Ue che dichiara consumi almeno plurisettimanali, seguiti da Thailandia e Stati Uniti al 23%, Regno Unito e India al 21%, Corea del Sud al 19%, Indonesia e Cina al 18% e Messico al 17%, mentre il Giappone si conferma il Paese più difficile con appena l’8%. Secondo l’analisi, dunque, il vino europeo beneficia pienamente anche dell’immagine positiva costruita dall’agroalimentare dell’Unione Europea. | |
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| | Per l’enoturismo in Italia il 2026 è in linea con il 2025, secondo il 40% degli operatori, al pari, però, di un altro 40% che giudica questo anno peggiore del precedente, e di un 20% che, invece, lo valuta come migliore. E se quasi 1 intervistato su 2 segnala un numero di visitatori stabile, c’è un 32% che registra una diminuzione e un 20% che racconta di un aumento (fino al 20%). Insomma, è un quadro a due velocità quello dei flussi turistici in cantina legati alla scoperta del vino e dei territori vitivinicoli italiani per quest’anno, che, da un lato, conferma la capacità del comparto di attrarre visitatori e generare vendite dirette, ma, dall’altro, mostra segnali di maggiore selettività della domanda. A segnalarlo è un’indagine condotta da Dna Tasting, suite gestionale all-in-one per l’ospitalità in cantina, sviluppata da Tobu Group. | |
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| | | “Il 15 agosto è la festa estiva per eccellenza, sospesa tra la solennità dell’Assunzione e il profanissimo rito del pranzo di Ferragosto. Quando l’Imperatore Augusto la istituì, era per celebrare la fine dei lavori nei campi e il riposo della terra. Oggi, abbiamo bisogno proprio di questo: ci serve questa idea pagana del riposo che prevede il premio dopo la fatica, che è quello di fermarci e fare bisboccia. Il cibo in questo giorno non va misurato, bisogna abbondare, perché tanto poi, il giorno dopo, c’è la cucina degli avanzi, anzi addirittura c’è il riciclo la settimana dopo, e, quindi, non si va all’inferno”. È questa la convivialità che regna a Ferragosto, ricordata, a WineNews, da Luisanna Messeri, cuoca senza rivali e volto storico della tv, nel quale non si mangia per fare, ma per stare insieme, come una “Panzanella elegantina” con verdure dell’orto, Ravioli maremmani con spinaci, o, per chi ama il pesce, Spaghettoni al riccio, la classica grigliata, e Pesche al vino, per riscoprire un dolce contadino. Un Cacciucchino? Con ceci, bietola ed acciuga. Ma “a fare la parte del leone è il vino che è la benzina dello stare insieme. È il momento di bianchi e rosati belli freddi. O di un rosso, leggero, ad una temperatura di 10 gradi. E come scrive l’Artusi: quando sole est in leone, pone muliem in cantone, bibe vinum cum sifone”. | |
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| | | A Londra la stazione di Denmark Hill sta per diventare la prima stazione ferroviaria britannica a produrre vino da uve coltivate nel proprio perimetro, grazie all’impegno della Camberwell Society, realtà che promuove la partecipazione, celebra il patrimonio locale e sostiene iniziative culturali e sociali. Presto si dovrebbe “brindare” alla prima vendemmia: le viti della varietà Bacchus, piantate dalla Camberwell Society a pochi metri dai binari della ferrovia, hanno prodotto uva a sufficienza per realizzare la prima annata del bianco Château Denmark Hill. | |
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| | Il cavallo deve essere riconosciuto pienamente come parte integrante dell’agricoltura e non come animale marginale rispetto alle filiere produttive. Prioritaria è, dunque, l’approvazione definitiva della proposta di legge sull’ippicoltura, ferma da tre anni, pur essendo considerata strumento fondamentale per garantire stabilità agli allevatori e per collocare il cavallo nel pieno contesto agricolo. Il comparto ippico, invece, continua a confrontarsi con incertezze legislative, mentre occorre una visione strategica condivisa a livello nazionale ed europeo. A ribadirlo è Confagricoltura attraverso le parole di Ferruccio Badi, presidente Federazione Allevamenti Equini di Confagricoltura e del Gruppo di Lavoro Cavalli del Copa-Cogeca a Bruxelles, che avverte: “classificare il cavallo come animale d’affezione è un danno per l’intera filiera”. | |
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| | | “La cucina italiana nel mondo è considerata la numero 1, quella più semplice e più buona. Così come i vini, con i toscani e piemontesi che sono i più famosi. Un vino per festeggiare una vittoria? Nel 1972 vinsi da calciatore il primo scudetto con la Juventus e pensavamo tutti di brindare con lo Champagne. Invece, al rientro in spogliatoio, trovammo il Ferrari e fu una bellissima sorpresa. Però mi piace molto anche il Franciacorta”. Così, a WineNews, Fabio Capello, calciatore e allenatore di successo con Juventus, Milan, Roma e Real Madrid. | |
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