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N. 4.564 - ore 17:00 - Giovedì 17 Settembre 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Secondo i dati Istat analizzati da WineNews, gli spumanti italiani, nei primi 6 mesi 2026, totalizzano circa 1 miliardo di euro di export (+0,4%) con i volumi a 252,2 milioni di litri (-0,7%). Un performance in controtendenza all’export del vino italiano nel suo complesso, che nello stesso periodo segna -6,1% in valore (3,6 miliardi di euro) e -4% in volume (989,6 milioni di litri). E raggiunta nonostante i cali (in approfondimento) di mercati come Usa e Uk (mentre cresce la Germania). Il Prosecco Dop, nei primi 6 mesi 2026, tocca 825,4 milioni di export (oltre l’80% dell’export degli spumanti), risultato non lontano dal primo semestre 2025. | |
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| | Da vera e propria mania, le bollicine italiane sono diventate un fenomeno non solo di consumo, destagionalizzato, sdoganato a tutto pasto, sia con la cucina di tradizione che con quella contemporanea, fresche, leggere, wellness, con o senza abbinamenti - quasi un “non vino” - ma anche di costume, arrivando a rappresentare un modo di vivere la vita. “All’italiana”, ovviamente: dietro al loro successo, ci sono, infatti, anche motivazioni “sociologiche”, perché rappresentano un “medium” di quella convivialità che tutto il mondo invidia all’Italia, declinandola in ogni situazione, enogastronomica, per fare festa o per brindare a qualcosa di speciale, in coppia o in compagnia. Ecco perché sono anche perfette per riportare il vino al centro dell’esperienza, come farà il “Festival Franciacorta in Cantina” (18-20 settembre), l’evento “di territorio” per eccellenza del vino italiano voluto dal Consorzio del prestigioso Metodo Classico, guidato da Emanuele Rabotti (e che ha fatto scuola), per offrire alle persone l’occasione per un viaggio in Franciacorta per incontrare i produttori nelle cantine aperte - da Barone Pizzini a Bellavista e Contadi Castaldi (con la famiglia Moretti che apre le porte di tutte le sue Tenute, ospitando, tra gli altri, lo chef tristellato Giancarlo Perbellini e Radio Deejay, con la possibilità di visitare le antiche cantine del Convento della Santissima Annunciata e di lasciare il proprio segno in un km di tela tra i filari del vigneto Le Brede ai piedi di Villa Lechi - da Berlucchi a Bosio, da Ca’ del Bosco a Camilucci, da Castello Bonomi Tenute in Franciacorta - dove “Dove la terra incontra le stelle” è il fil rouge con il quale l’unico château della Franciacorta della famiglia Paladin racconta le preziose Riserve Lucrezia, prodotte esclusivamente nelle grandi annate - a Lo Sparviere, da Majolini a Marchesi Antinori Tenuta Montenisa, da Monte Rossa a Mosnel, da Muratori a Ricci Curbastro, da Ronco Calino a Terre d’Aenòr ed Villa Franciacorta, per citarne solo alcune - e farsi raccontare il “Metodo Franciacorta”, la storia produttiva e l’identità della denominazione (nelle masterclass al Consorzio, ad Erbusco, con Accademia Symposium, dove si visita anche una mostra dedicata alla zonazione del Franciacorta), unendo vino, cucina, natura e cultura. E divertimento. | |
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| | Lieve crescita per l’export del vino italiano in Canada. Secondo i dati doganali canadesi analizzati dall’Organizzazione Interprofessionale del Vino Spagnolo (Oive), nel primo semestre 2026, l’Italia è stata il fornitore n. 2 di vino del Canada, in valore, a 208,6 milioni di euro (+1,1% sul primo semestre 2025) e nei volumi, a 36,5 milioni di litri (+2,3%). A livello generale, il Canada, ha registrato un calo delle importazioni totali di vino sia in valore (-7,9%) che in volume (-6,8%), attestandosi su un totale di 769,6 milioni di euro e 174,6 milioni di litri. Un feeling, quello tra Canada ed Europa, sempre più forte tanto che la Presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, nel suo discorso sullo “Stato dell’Unione”, ha affermato l’intenzione di avviare i lavori per accogliere il Canada come primo membro associato dell’Ue. | |
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| | | Una vera a propria “vigna archeologica” che, nel tempo, supererà 6 ettari, con vitigni autoctoni ed i “patriarchi della vite” custoditi da Feudi di San Gregorio in Irpinia, su suoli intatti da oltre duemila anni, e la costruzione di un’azienda vitivinicola bio nel Parco, nel 2028, per tornare a produrre il “vino pompeiano”, 30.000 bottiglie l’anno, entro il 2029. Un vino unico al mondo non solo perché grazie al know-how dell’enologia italiana rinasce dall’antichità tra gli scavi della città romana sepolta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., ma perché racconta l’importanza stessa del vino nella nostra civiltà. Da ieri, è stato scritto ancora un nuovo capitolo nella storia di Pompei e dell’umanità, grazie alla forma speciale di partenariato pubblico-privato tra il Parco Archeologico e Gruppo Tenute Capaldo, con le cantine Feudi di San Gregorio e Basilisco, grazie al ritorno della vendemmia delle varietà rosse che i romani già coltivavano in Campania - Aglianico, Piedirosso e Sciascinoso - nell’attuale vigneto di poco più di un ettaro delle Domus, celebrata con una vera e propria festa (come WineNews racconterà in un video, ndr). Il progetto, infatti, è frutto di un importante lavoro di ricerca sui vitigni autoctoni e la loro coltivazione nei secoli, con il professor Attilio Scienza e l’agronomo Pierpaolo Sirch. | |
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| | | Così come avvenuto per le uve di tanti territori italiani, con una vendemmia 2026 in molti territori iniziata in grande anticipo, le alte temperature e l’andamento climatico stanno accelerando la maturazione delle olive, mettendo sotto pressione il settore olivicolo italiano. Per la campagna olearia 2026-2027 si prospetta una fase di scarica, con una produzione italiana di olio d’oliva attesa in calo del -20% sull’annata precedente, pur in un quadro complessivamente positivo, e con buone attese per la qualità. A dirlo le stime Federolio. | |
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| | Il biologico è una realtà concreta e in crescita in Italia (6,9 miliardi di euro il giro d’affari nel 2025 a +6,2% sul 2024, dati Nomisma-Sana Food, tanto che per rafforzare la riconoscibilità e la tutela del prodotto nazionale è stato ideato il “Marchio Biologico Italiano”. E ora, come comunicato dal Sian, a partire dal 15 settembre 2026, è possibile presentare al Ministero l’istanza per l’utilizzo. Istituito dalla legge n. 23/2022 e di proprietà esclusiva del Ministero dell’Agricoltura, il marchio nasce per valorizzare la materia prima nazionale e offrire una risposta concreta ai consumatori che cercano la massima garanzia di qualità e tracciabilità. Il logo contrassegna solo i prodotti biologici realizzati con materia prima 100% italiana. L’adesione è volontaria, gli operatori interessati possono presentare la richiesta attraverso un apposito servizio telematico. | |
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| | | Versa, Scuropasso, Coppa e Staffora: una chiave nuova per narrare il territorio, nella mappatura di Alessandro Masnaghetti, voluta dal Consorzio guidato da Riccardo Binda e Francesca Seralvo (Tenuta Mazzolino), che consolidano il nuovo corso della denominazione, legato al Pinot Nero. Che è al tempo stesso passato e modernità, come racconta una delle cantine che ha fatto la storia del territorio, Conte Vistarino, con Ottavia Giorgi di Vistarino, e chi, già storia della Franciacorta, come la famiglia Ziliani (Berlucchi), ci ha investo di recente credendo nel suo futuro (con Vigne Olcru). | |
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