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N. 4.505 - ore 17:00 - Venerdì 26 Giugno 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Centinaia di semi di uva provenienti dal Texas sono stati lanciati verso la Stazione Spaziale Internazionale (Ssi) nella missione scientifica guidata dall’insieme di istituzioni legate all’Università Texas A&M che si occupano di agricoltura, per studiare gli effetti delle radiazioni cosmiche e, un giorno, produrre quello che potrebbe diventare il primo vino ottenuto da piante nate dopo un viaggio orbitale. I semi resteranno nello spazio per sei mesi nella missione Tamu-Spirit-1, prima di tornare sulla Terra dove saranno coltivati e confrontati con campioni di controllo per analizzarne crescita, resa e mutazioni genetiche ... | |
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| | Cambiamenti climatici, evoluzione delle pratiche produttive, aspettative dei consumatori che mutano, difficoltà economiche. Ecco gli aspetti che incidono, a livello generale, sul mondo del vino che sta attraversando una fase di svolta, e questo vale anche per il suo Paese n. 1 in valore, la Francia, come più volte raccontato da WineNews. Tanto che l’Inao, l’Institut National de l’Origine et de la Qualité, l’ente che garantisce il riconoscimento e la tutela dei marchi ufficiali di qualità e di origine (Siqo) per i prodotti agricoli, agroalimentari e forestali, ha deciso di intensificare gli sforzi per sostenere l’evoluzione delle denominazioni di origine di fronte alle sfide attuali. Riunitosi il 17 e il 18 giugno 2026, il “Comité national des appellations d’origine relatives aux vins, aux boissons alcoolisées et aux boissons spiritueuses”, ha approvato l’avvio o l’accelerazione di diverse iniziative chiave per adeguare le denominazioni alle sfide del momento come la revisione dei disciplinari di produzione, l’adozione di pratiche irrigue responsabili e l’aggiornamento dell’orientamento strategico nazionale del Comitato. Le decisioni adottate riflettono un obiettivo comune: consentire alle denominazioni di adattarsi ai cambiamenti climatici, economici e sociali, preservandone, allo stesso tempo, i pilastri fondamentali, ovvero il legame con l’origine, la tipicità del prodotto e la credibilità delle denominazioni. Tra le novità che risaltano di più c’è l’approvazione della nomina da parte del Comitato Nazionale, di un gruppo di lavoro incaricato di proseguire il dibattito sull’irrigazione sostenibile. L’obiettivo dichiarato è quello di esaminare le condizioni in cui l’irrigazione, se rigorosamente regolamentata, può fungere da strumento di resilienza contro lo stress idrico nei vigneti. I membri del Comitato hanno inoltre approvato le linee guida iniziali del gruppo di lavoro dedicato alla densità di impianto: la sfida consiste nel tenere meglio conto degli effetti del cambiamento climatico, dell’evoluzione delle pratiche viticole e degli obiettivi di sostenibilità, senza indebolire il legame tra i prodotti e il loro terroir. Novità per il vigneto sono previste anche con le varietà Vifa (Variétés d’intérêt à fin d’adaptation), note per la loro capacità di adattarsi ai cambiamenti climatici (in approfondimento). | |
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| | Più risorse per la Pac, difesa della reciprocità commerciale e una strategia di tutela comune per i prodotti Dop e Igp. Il Vertice Intergovernativo Italia-Francia, n. 36, che si è tenuto ieri ad Antibes, in Costa Azzurra, si chiude con un asse agricolo Roma-Parigi fortemente rilanciato per fare sponda comune a Bruxelles nei prossimi negoziati europei. A Villa Thuret, nei vari incontri tra i Ministri dei due Paesi, c’è stato anche il bilaterale tra il Ministro dell’Agricoltura italiano, Francesco Lollobrigida, e la controparte francese, Annie Genevard, con al centro la Pac, ritenuta asset strategico intoccabile e senza tagli di bilancio. Ribadito il “principio di reciprocità” sul commercio internazionale e firmato un Memorandum sulle Ig. Sul piano della ricerca, siglata una dichiarazione d’intenti tra gli istituti Crea e il francese Inrae. | |
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| | | A guidare i consumi saranno soprattutto i bianchi autoctoni italiani - freschi, gastronomici e versatili - perfetti per accompagnare i piatti della bella stagione; ma ci sarà anche un ritorno delle denominazioni e dei monovitigni in purezza, sempre più apprezzati per la loro capacità di raccontare identità e territorio, mentre si ampliano le wine list nei ristoranti. Intanto crescono (a doppia cifra) le birre no alcol, mentre l’aperitivo si conferma il momento di consumo più dinamico per gli spirits. Ecco le tendenze che caratterizzeranno l’estate 2026 del fuoricasa italiano secondo Partesa, azienda leader in Italia nei servizi di vendita, distribuzione, consulenza e formazione per il canale horeca. Dopo un avvio d’anno caratterizzato da una sostanziale stabilità, il comparto vino guarda con fiducia alla stagione estiva, che potrebbe rappresentare un importante acceleratore dei consumi. Sul fronte delle preferenze emerge una crescente voglia di sperimentazione, sostenuta anche dalle nuove generazioni. La territorialità continua a rappresentare un elemento distintivo, mentre la sostenibilità non sembra ancora incidere in maniera determinante sulle scelte finali. Il vino, inoltre, sta vivendo una fase di rinnovata centralità nella ristorazione, con attenzione verso assortimenti più ampi e proposte al calice. | |
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| | | In cinque edizioni, “Barolo en primeur”, nato dalla collaborazione tra Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Fondazione Crc Donare e Consorzio di Tutela Barolo e Barbaresco, grazie all’asta delle barrique del vino che nasce dalla Vigna Gustava del Castello di Grinzane Cavour (curato dal Centro Enosis Meraviglia di Donato Lanati), ha donato a progetti culturali, e non solo, oltre 4,5 milioni di euro. E punta a crescere ancora nell’edizione 2026, in calendario il 23 ottobre prossimo, che vedrà in asta l’annata 2025 presentata oggi (in approfondimento). | |
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| | L’Enoteca Pinchiorri di Firenze, La Pergola del Rome Cavalieri di Heinz Beck, Ristorante Cracco di Milano, La Ciau del Tornavento di Treiso, l’Antica Bottega del Vino di Verona, Il Poeta Contadino di Alberobello: sono i sei locali italiani premiati (e confermati) con il “Grand Award”, il riconoscimento più prestigioso all’interno dei “Restaurant Awards” di “Wine Spectator”, l’iconica rivista Usa che, dal 1981, seleziona le migliori wine list della ristorazione mondiale. Oltre 4.000 ristoranti (4.012 contro i 3.811 del 2025) sono stati premiati con i “Restaurant Awards”, eccellenze che hanno rappresentato 87 Paesi nel mondo (la new entry è l’Egitto) e tutti i 50 stati degli Usa. I premi sono suddivisi nelle tre categorie “Award of Excellence” (2.083 vincitori), “Best of Award of Excellence” (1.830 vincitori) e “Grand Award” (99 vincitori). | |
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| | | L’attore e drammaturgo Stefano Massini a tu per tu con WineNews dialogando di cultura, teatro e poesia e del loro legame con l’agricoltura e il vino: “la cultura del vino è la cultura dei territori, con le loro unicità e specificità. E la storia dell’agricoltura italiana è la storia d’Italia. Perchè siamo un Paese a vocazione agricola e ogni volta che abbiamo svoltato, nel bene e nel male, lo abbiamo fatto partendo dai campi. È dai campi che è nato quello che ha cambiato l’Italia. Per questo siamo un Paese agricolo e dobbiamo esserne fieri”. | |
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