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N. 4.382 - ore 17:00 - Giovedì 8 Gennaio 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Dicono un no netto al trattato Ue-Mercosur, e chiedono misure di sostegno concrete e rapide per l’agricoltura francese, ad un Governo nazionale in difficoltà politica che ancora non ha varato la sua Legge di Bilancio: in queste ore diverse sigle sindacali di settore, come Fnsea e Coordination Rurale, hanno dato vita a manifestazioni in tutta la Francia, nonostante i divieti delle autorità, e nei luoghi-simbolo della capitale Parigi, come Torre Eiffel e Arco di Trionfo, creando forti disagi al traffico con i trattori, e arrivando fino a Palazzo Borbone, dove hanno ottenuto incontri con i presidenti di Assemblée National e Senato (in approfondimento). | |
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| | Dopo un ultimo trimestre con qualche segnale positivo, si è chiuso un 2025 ancora complessivamente in negativo, ma che fa sperare per un 2026 di ripresa, per il mercato secondario dei fine wines mondiali, monitorato da Liv-Ex ed analizzato da WineNews. Il Liv-Ex 100, indice di sintesi della piattaforma (e del quale fanno parte per l’Italia il Barolo 2019 di Bartolo Mascarello, il Barolo Falletto Vigna Le Rocche Riserva 2017 di Bruno Giacosa, il Barolo Monfortino Riserva 2014 e 2015 di Giacomo Conterno, il Brunello di Montalcino Riserva 2016 di Biondi-Santi, il Barbaresco 2019 di Gaia, il Sassicaia 2019, 2020 e 2021 della Tenuta San Guido, il Solaia 2021 ed il Tignanello 2020 e 2021 di Marchesi Antinori, l’Ornellaia 2021 ed il Masseto 2020 e 2021 del Gruppo Frescobaldi, ed il 100% Sangiovese Toscana Igt 2019 di Soldera Case Basse), ha archiviato lo scorso anno con un ribasso del -2,5% (tra i migliori 10 vini per andamento, ci sono il 100% Sangiovese Toscana Igt 2019 di Soldera Case Basse e l’Ornellaia 2021 della Tenuta dell’Ornellaia, intorno al +11% nei 12 mesi). Così come ha fatto il Liv-Ex 1000, il più ampio degli indici della piattaforma, che ha chiuso a -4,5%, con le performance negative di molti sotto-indici, e soprattutto di Champagne 50 (-4,2%), Burgundy 150 (-4,8%) e Bordeaux 500 (-6,7%). Ad eccezione del Rhone 100 (che ha chiuso il 2025 con un +0,2% sul 2024), il migliore, o il “meno peggio”, è stato, ancora una volta, l’Italy 100: -1,7% nei 12 mesi per l’indice di cui fanno parte il Barolo di Bartolo Mascarello di tutte le annate dalla 2011 alla 2020, così come del Barbaresco di Gaja, il Barolo Monfortino Riserva di Giacomo Conterno, annate 2001, 2002, 2004, 2005, 2006, 2008, 2010, 2013, 2014 e 2015, il Barolo Le Rocche del Falletto Riserva di Bruno Giacosa 2000, 2001, 2004, 2007, 2008, 2011, 2012, 2014, 2016 e 2017, e, ancora, tutte le annate dalla 2012 alla 2021 del Sassicaia della Tenuta San Guido, di Solaia e Tignanello di Marchesi Antinori, e di Ornellaia e Masseto del Gruppo Frescobaldi, oltre che il 100% Sangiovese Toscana Igt di Soldera Case Basse delle annate dalla 2009 alla 2019 (ad esclusione della 2010). Con il vino migliore in assoluto per rivalutazione, sia dell’Italy 100 che del Liv-Ex 1000, che è stato il Barolo Le Rocche del Falletto Riserva di Bruno Giacosa 2014, +62,5% nell’ultimo anno. | |
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| | Un anno fa, nel passaggio tra i presidenti Joe Biden e Donald Trump alla Casa Bianca, il “Surgeon General” degli Stati Uniti uscente, Vivek Murthy, invitava il Congresso americano a procedere per inserire health warnings legati al consumo di alcol in Usa, e suggeriva di rivedere, al ribasso, e sostanzialmente nel quadro nel “no safe level”, le indicazioni sul consumo di alcol (posizione, in qualche modo, abbandonata poi anche dall’Oms) nella revisione delle linee guida sull’alimentazione degli americani. Ma, in pochi mesi, gli Usa e il mondo sono cambiati, e nelle Linee Guida 2025-2030 dello U.S. Department of Health and Human Service (in approfondimento), non solo non ci sono indicazioni quantitative su quanti calici di vino, boccali di birra o bicchierini di liquore consumare, ma c’è un generico suggerimento in materia: “limita il consumo di alcol per una salute migliore”. | |
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| | | Fino al 2035 la produzione e le esportazioni di vino nell’Ue sono previste in calo, così come il consumo, soprattutto per motivi legati al salutismo ed alla concorrenza con altre bevande. Le generazioni più giovani tendono a bere meno alcol, così come viene osservata una preferenza diffusa per vini di fascia più alta, che, però, vengono consumati meno frequentemente e che potrebbe essere un’altra ragione del rallentamento dei consumi. Le diminuzioni maggiori riguardano Paesi tradizionalmente con un alto livello di consumo di vino (come la Francia e la Germania), mentre vengono confermati il calo generale della domanda di vini rossi e una crescente domanda, al contempo, di vini più freschi, leggeri e facili da bere, come gli spumanti ed i bianchi. Aumentano, intanto, le vendite di bevande a base di vino, comprese quelle non alcoliche e a basso contenuto alcolico, anche se i volumi rimangono ridotti. È quanto stima la Commissione Europea nel suo ultimo rapporto sulle prospettive agricole dell’Ue con le proiezioni di mercato per l’agricoltura fino al 2035. Che, riguardo al vino, dicono che il consumo in Ue calerà del -0,9% all’anno fino al 2035, arrivando a circa 19,3 litri pro capite (in calo dai 21,2 litri in media nel 2021-2025), l’export diminuirà del -0,6% e le importazioni del -1,9% all’anno. | |
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| | | Secondo il “Rapporto Bio in Cifre” 2025 di Ismea, la superficie agricola biologica in Italia supera i 2,5 milioni di ettari (+2,4% nel 2024 sul 2023) rappresentando il 20,2% della Sau nazionale (Superficie agricola utilizzata, ndr). Rimane pressoché stabile la superficie vitata biologica a 132.441 ettari (-0,4%), di cui 104.767 è convertita. La vite da vino somma 128.929 ettari (102.134 ettari convertiti), il resto riguarda la vite per uva da tavola. Per l’incidenza percentuale delle superfici biologiche sul totale, la vite arriva al 21%. | |
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| | Il “ripristino” delle risorse per la Pac 2028-2035, con il budget complessivo riportato a circa 387 miliardi di euro in 7 anni, 1 miliardo di euro in più rispetto al 2020-2027 ed al taglio del 22% della prima proposta della Commissione Ue, e con 10 miliardi di euro in più per l’Italia, come hanno annunciato, ieri, la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, piace all’agricoltura italiana. Ma con le rappresentanze, da Coldiretti a Confagricoltura, da Cia-Agricoltori Italiani a Legacoop Agroalimentare, tra le altre, che non abbassano la guarda sull’accordo Ue-Mercosur, nonostante le rassicurazioni europee sulle clausole di salvaguardia e sulla reciprocità delle norme, e che hanno portato, nelle scorse ore, anche al via libera italiano all’accordo. | |
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| | | Si può dire che l’Europa è “la penisola occidentale dell’Asia, fondata sul vino: è un dato oggettivo, noi siamo la cultura del vino”, sintetizzando Philippe Daverio in “Quattro conversazioni sull’Europa”? Sul tema, a WineNews, Claudio Martelli, politico, giornalista e conduttore televisivo, secondo cui l’Europa “è fondata sulla cultura. Anche del vino”, tra quelle di cibo, pesce e olive, e Marcello Veneziani, firma di molte testate italiane importanti che, tra i cardini dell’identità europea, insieme al vino, cita il pane: entrambi, “non a caso, evangelicamente importanti”. | |
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