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N. 4.518 - ore 17:00 - Mercoledì 15 Luglio 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | È firmato dalla Fondazione Italiana Sommelier (Fis) e Bibenda, guidate da Franco Ricci, tra le più importanti realtà che si occupano, da anni, della divulgazione della cultura del vino, il nuovo spot cinematografico della campagna istituzionale dedicata al vino italiano, promossa dal Ministero dell’Agricoltura. Uno spot che sarà proiettato nelle prossime settimane, e di cui sono terminate le riprese in questi giorni (nella cantina laziale Poggio le Volpi, ndr), “un nuovo racconto per immagini che porta ancora una volta al centro il valore culturale del vino italiano, il lavoro dei produttori, la ricchezza dei territori e il significato più autentico dello stare insieme”. | |
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| | “Grazie presidente Meloni, grazie Ministro Lollobrigida, sono molto onorato per questo riconoscimento importante, che per me rappresenta forse il migliore incoraggiamento e stimolo a continuare a portare, con i nostri prodotti, il contributo al prestigio e alla reputazione del nostro Paese nel mondo, è la cosa di cui siamo più orgogliosi, grazie di cuore. Per i miei 88 anni questo rappresenta il miglior regalo, grazie”. Parole di Piero Antinori, il “Leonardo da Vinci” del vino italiano, come lo hanno definito i suoi stessi colleghi produttori per i quali è la figura di riferimento, ed è, da oggi, giorno del compleanno, anche “Maestro dell’Arte della Cucina Italiana” per “l’Arte Vitivinicola”, riconoscimento assegnato oggi dal Governo, e consegnato dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e dal Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. “Maestro Antinori, le facciamo un applauso particolare perchè oggi è anche il giorno del suo compleanno”, ha detto a Piero Antinori, consegnando il premio, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “E poi dicono che il vino fa male”, ha aggiunto il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. Piero Antinori, si spiega nella motivazione, “rappresenta una delle figure più autorevoli dell’enologia italiana contemporanea, alla guida di una delle dinastie legate alla terra sin dal 1385. Ha avviato fin dagli Anni Sessanta del Novecento, una profonda rivoluzione produttiva, dando vita ad etichette iconiche che hanno ridefinito l’immagine del vino italiano nel mondo. La sua attività coniuga il rispetto delle radici secolari ad una costante sperimentazione in vigna e cantina”. Una storia esemplare, quella di Piero Antinori, e della Marchesi Antinori, oggi portata avanti delle figlie Albiera, Allegra ed Alessia, e dall’ad Marchesi Antinori, Renzo Cotarella, che si traduce in una delle realtà più importanti del vino mondiale, dal punto di vista del brand, della qualità riconosciuta dei vini, della bellezza della cantina Antinori nel Chianti Classico e così via. Un’azienda che ha dato vita, nella storia e sotto la guida di Piero Antinori, ad etichette mitiche, dal Solaia al Tignanello, dal Cervaro della Sala al Matarocchio di Guado al Tasso, solo per citarne alcune. Per una realtà che si sviluppa su oltre 3.300 ettari di proprietà in Italia e nel mondo. | |
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| | Quasi 1,9 miliardi di euro destinati al comparto olivicolo-oleario nel triennio 2023-2025 confermano il peso strategico di una filiera che genera 2,3 miliardi di euro, coinvolge 619.000 imprese e si estende su oltre 1 milione di ettari coltivati a olivo. Sono i numeri diffusi dalla Cabina di regia sui controlli agroalimentari, ieri al Ministero dell’Agricoltura a Roma, insieme al Tavolo di filiera, dove si sono ripercorse le misure di sostegno degli ultimi anni e si è ribadita la necessità di garantire legalità, qualità e competitività del comparto. Ma si punta anche sulla promozione: “per valorizzare questa nostra eccellenza e sensibilizzare i consumatori all’importanza di origine e qualità dell’olio”, ha detto il Ministro Lollobrigida, ricordando che dall’11 luglio è in onda sulle reti Rai la campagna di comunicazione “Olio su tavola”, dedicata all’olio evo italiano. | |
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| | | Da Piero Antinori, riferimento del vino italiano, per “l’Arte Vitivinicola”, ad Enrico Cerea, alla guida, con tutta la famiglia, del gruppo Da Vittorio e tra le grandi firme della cucina italiana, per la “Cucina”, da Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, il formaggio italiano più amato al mondo, per “l’Arte Casearia”, a Francesco Panella, ristoratore italiano con tanti locali nel mondo, per la “Gastronomia”, da Simone Padoan, tra i massimi esponenti del mondo della pizza gourmet, per la “Pizza”, ad Antonella Titone, alla guida dell’Azienda Agricola Titone, in Sicilia per l’“Arte olivicola”, da Margherita Angela Mastromauro del pastificio Attilio Mastromauro - Granoro in Puglia, per la “Pasta”, a Pier Luigi Roscioli, alla guida di uno dei forni più antichi e celebri di Roma e ormai riferimento della gastronomia capitolina, per la “Panificazione”, da Federica Russo, pasticcera della Pasticceria Fabrizio Galla di San Sebastiano da Po, in Piemonte, per la “Pasticceria”, ad Eugenio Morrone, della Gelateria Fiordiluna di Roma e già vincitore della “Gelato World Cup” nel 2020 per la “Gelateria”: ecco i 10 “Maestri dell’Arte della Cucina Italiana” 2026, premiati oggi a Roma, a Palazzo Chigi, sede del Governo, dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, e dal Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. | |
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| | | Mentre il mondo del vino italiano affronta una fase complessa, il Consorzio dell’Aceto Balsamico di Modena Igp guidato da Cesare Mazzetti scende in campo a sostegno della sua “filiera sorella”, sottolineando come l’Aceto Balsamico di Modena Igp rappresenti già oggi uno dei principali sbocchi industriali per il vino italiano e come una sua maggiore tutela possa fare di più. Tradotto in numeri, ogni anno la sua filiera utilizza oltre 2,5 milioni di quintali di uva e tra i 50 ed i 60 milioni di litri di vino, ma eliminando le imitazioni, la domanda potrebbe crescere di almeno il 30% … | |
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| | Un esempio virtuoso di come un’impresa possa diventare promotrice di produzione culturale, creando valore per il territorio attraverso un progetto capace di mettere in relazione artisti, comunità locali e patrimonio paesaggistico. È “Viaggio in Sicilia”, la residenza d’artista tra i vigneti della griffe siciliana Planeta, tra le artefici del “rinascimento” del vino siciliano, per il Comitato Cultura + Impresa, fondato nel 2013 da Federculture e The Round Table Progetti di Comunicazione, che, nei giorni scorsi a Milano, ha assegnato al progetto, che nel 2026 celebra l’edizione n. 10, confermandosi una delle esperienze più longeve e autorevoli di dialogo tra arte contemporanea, paesaggio e impresa in Italia, la Menzione Speciale “Arte Contemporanea + Impresa” dell’edizione n. 13 del Premio “Cultura + Impresa”, il più importante riconoscimento italiano sul tema. | |
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| | | A WineNews, Piero Antinori, “Maestro dell’Arte della Cucina Italiana” per “l’Arte Vitivinicola” del 2026. “A volte non ci rendiamo conto di quanto i nostri prodotti, ed il vino in particolare, sostengano la reputazione del Paese. Un ricordo particolare? Quando nel 1997 il nostro Solaia fu considerato il miglior vino al mondo da “Wine Spectator”, perchè fu il primo vino italiano ad avere questo riconoscimento, ed il vino tricolore iniziò ad essere riconosciuto tra i migliori al mondo. E quando da giovane, a mio padre, dissi che avremmo recuperato il gap con i grandi vini di Francia …” | |
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