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N. 4.483 - ore 17:00 - Martedì 26 Maggio 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Il mercato globale del vino spumante sta attraversando una fase di trasformazione strutturale che lo allontana sempre più dal ruolo di bevanda legata esclusivamente alle celebrazioni, inserendolo stabilmente tra i consumi premium quotidiani: secondo le stime più recenti, il valore ha raggiunto 49,85 miliardi di dollari nel 2025 e potrebbe toccare i 69,21 miliardi entro il 2032, con un tasso di crescita medio annuo (Cagr) del 4,8%. Lo rileva una ricerca di Maximize Market Research (Mmr). Che sottolinea come cresca, nel segmento, la tendenza alla “premiumizzazione”, che sta ridisegnando l’intero comparto (in approfondimento). | |
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| | La crisi del vino che attraversa la Francia si riflette anche nel valore dei vigneti che, nel 2025, sono scesi rispetto al 2024. Al contrario della compravendita dei vigneti, che, a livello di “contratti”, ha riscontrato una crescita. Un valore, quello dei terreni vitati, in calo quasi ovunque ad eccezione, principalmente (ma non solo), di terroir ad alta vocazione come sono la Champagne e la Borgogna, confermando una tendenza già in atto nel 2024. Il gettito delle transazioni resta, comunque, decisamente importante, e in questo caso è in crescita, a 1,65 miliardi di euro (+16,3%), in quella che è la prima potenza enoica mondiale in valore. È il quadro di sintesi dell’ultimo report dell’agenzia specializzata Safer (in approfondimento) che parla, per il 2025, del valore di un ettaro di vigna a denominazione, in Francia, sceso, in un anno, del -2,9% (dopo il -1,1% nel 2024 sul 2023), a 171.400 euro di media (ma che sarebbe di 87.400 euro se dal totale si “scorpora” il dato dello Champagne che ovviamente ritocca, e di non poco, il valore verso l’alto). Le transazioni di vigneti hanno interessato 19.000 ettari (+0,5%) e, nel 2025, il 2,52% di superficie vinicola francese è passata di mano. Analizzando i singoli territori, la regione di Bordeaux-Aquitaine registra un “tonfo” evidente con la media del valore dei vigneti scesa del -23,8% sul 2024 (che già segnava un -18,4%) per una cifra media di 77.100 euro ad ettaro. Colpiscono i numeri di mercato delle denominazioni più prestigiose con prezzi che crollano toccando 1,7 milioni di euro ad ettaro a Pauillac (-32%) e 800.000 euro all’ettaro a Margaux (-43%). Cambia il discorso nella Champagne: qui la media del valore dei vigneti è cresciuta leggermente (+0,9%) sul 2024 per un risultato di 1,13 milioni di euro ad ettaro, in media, seppur con delle differenze: la prestigiosa zona della Côte des Blancs sfiora 1,7 milioni di euro ad ettaro (+3%), nell’Aube, invece, la media è di 947.000 euro all’ettaro, stabile sul 2024. Guardando alla zona che comprende Borgogna, Beaujolais, Savoia e Jura, il prezzo medio di un ettaro di vigna sale del +3,9% (era +11% nel 2024) a 307.500 euro. Qui spicca la Côte-d’Or, in Borgogna, con il vigneto che, in media, vale 1 milione di euro all’ettaro (+5%). | |
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| | Basta con le letture assolutistiche: per il vino è sempre più necessario distinguere tra abuso e consumo moderato, analizzandolo non come semplice bevanda alcolica, ma come elemento inserito all’interno di un modello culturale e alimentare - quello mediterraneo - fondato su equilibrio, misura e convivialità. È emerso da “Vino, salute e cultura del rischio: un approccio equilibrato”, una tavola rotonda di confronto scientifico e culturale che si è svolta nei giorni scorsi all’Abbazia di Rosazzo (Udine) - patrimonio culturale e religioso del Friuli Venezia Giulia, che ha affidato la conduzione dei vigneti alla storica cantina Livio Felluga - che ha riunito alcuni tra i più autorevoli scienziati italiani impegnati nello studio delle relazioni tra consumo di vino, modelli alimentari e salute, un tema al centro del dibattito pubblico. | |
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| | | Meno voli intercontinentali, più viaggi di prossimità: per l’estate 2026 si registra un calo dei flussi turistici dagli Stati Uniti verso l’Europa, a causa di fattori geopolitici ed economici, tra guerra in Iran, aumento dei prezzi del petrolio, incertezza sugli approvvigionamenti di carburante per gli aerei e inflazione. Per l’Italia un paracadute al calo dei visitatori oltreoceano può essere rappresentato dai turisti nazionali ed europei. A dirlo è la ricerca firmata Sojern (agenzia specializzata nel settore viaggi) per “Il Sole 24 Ore”, secondo cui cresce sul web l’interesse per le vacanze nel Belpaese. Le prenotazioni di voli per l’Italia registrano un aumento del +25%, mentre la ricerca degli hotel un +20%.“Per l’Italia sarà fondamentale aumentare il valore percepito dell’offerta, lavorando su destagionalizzazione, promozione di territori meno congestionati ed esperienze autentiche” afferma, a WineNews, Roberta Garibaldi, docente all’Università di Bergamo e presidente Aite-Associazione Italiana Turismo Enogastronomico. Nel 2026 gli italiani sembrano non rinunciare alle vacanze estive, ma le affrontano con una prudenza senza precedenti. Il 70% degli intervistati ha intenzione di concedersi un viaggio nei prossimi quattro mesi: lo dice la ricerca dell’Istituto Piepoli “Turismo: prospettive e opportunità per l’estate 2026”. | |
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| | | Un evento “sui generis”, in cui vengono liberate farfalle tra i vigneti per sottolineare la biodiversità e la salute dell’ambiente: è il “Butterfly Day” alla Tenuta Ca’ Marcanda, la griffe di Bolgheri della famiglia Gaja, che è tornata a promuoverlo, ieri, in uno dei territori del vino più prestigiosi e famosi al mondo per i suoi vini-icona, ma anche per la bellezza di un paesaggio-simbolo della Toscana, e dell’Italia, racchiuso tra il celebre Viale dei Cipressi, immortalato nei versi del grande poeta Giosuè Carducci, ed il Mar Tirreno. | |
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| | Dai 2 ettari con cui è partita l’azienda, nel 1975 a Faedo, tra la Valle dell’Adige e la Val di Cembra in Trentino, ai 35 del 2025, distribuiti su 6 comuni diversi: 50 anni di crescita e di successi, quelli della Pojer e Sandri. Diventata icona del vino di qualità, dell’innovazione e dell’artigianalità, e nata dall’incontro, mezzo secolo fa, di due giovani con visioni complementari: Fiorentino Sandri e Mario Pojer. Un percorso costruito insieme, e che ora, per decisione comune e consensuale, si divide in due percorsi diversi ed indipendenti. Sandri manterrà la guida dello storico marchio Pojer e Sandri, insieme alla maggior parte dei vigneti aziendali situati tra Faedo e Grumes, Mario Pojer, invece, proseguirà il proprio percorso in Val di Cembra. In entrambi i casi, con il sempre maggiore coinvolgimento delle generazioni più giovani delle due famiglie. | |
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| | | In Costa Smeralda, tra yacht da sogno e hotel esclusivi, il rituale del buon bere si trasforma in lifestyle, ed il vino è sinonimo di status e prestigio. Nella località-icona della Sardegna, meta del jet set internazionale, il “Porto Cervo Wine & Food Festival” lancia ufficialmente la stagione per turisti high-spending di tutto il mondo. Lo raccontano a WineNews Mario Ferraro (ad Smeralda Holding), Andrea Signanini (F&B Director per le proprietà gestite da Marriott in Costa Smeralda), Jose Rallo (Donnafugata), Valentina Argiolas (Argiolas) e Thies Sponholz (ad Hotel The Fontenay di Amburgo). | |
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