Se questo messaggio non è visualizzato correttamente clicca qui |
N. 4.398 - ore 17:00 - Venerdì 30 Gennaio 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
|
|
| | | Con “Amarone Opera Prima” nella Verona - che fu “primo rifugio” di Dante in esilio e che ospiterà la chiusura di Milano Cortina 2026 e l’apertura delle Paralimpiadi - l’evento del Consorzio Vini Valpolicella, guidato da Christian Marchesini, e dedicato al vino più blasonato del territorio, che si è aperto oggi e che domani vedrà la presentazione dell’annata 2021 e il talk su “Amarone da podio con la Cucina italiana e le Olimpiadi” con la leggenda dello sport Deborah Compagnoni, e le porte aperte agli “Amarone lovers”, fino al closing party del 1 febbraio, alle Gallerie Mercatali, sono tanti gli appuntamenti nell’agenda WineNews. | |
|
| | Come raccontato a WineNews da alcuni top buyer Usa, incontrati a “Grandi Langhe e il Piemonte del Vino”, nei giorni scorsi a Torino, se è vero che il mercato del vino americano è in difficoltà (mentre si attendono novità, Doc ma senza grandi speranze, sul fronte dei dazi), non si può parlare di crollo. Con i vini italiani che, grazie alla loro varietà, qualità e al rapporto con il prezzo, soffrono un po’ meno della media. Come confermano i dati di SipSource diffusi da Unione Italiana Vini - Uiv. Secondo cui “chiudono in discesa, per il quinto anno consecutivo, i consumi complessivi di vino negli Stati Uniti, con un controvalore al dettaglio di circa 60 miliardi di dollari l’anno, di cui 8 miliardi spesi solo per i prodotti italiani”. In particolare, secondo le elaborazioni di Unione Italiana Vini su base Sipsource, “le vendite della distribuzione nei supermercati, enoteche, ristoranti e locali sono, infatti, scese dell’8,8% a volume e del 7,2% a valore. Anche l’Italia chiude in rosso il 2025, ma con decrementi più contenuti (-5,2% i volumi, -3% i valori) rispetto a una media fortemente condizionata dalla crisi dei prodotti statunitensi, che evidenziano contrazioni nei volumi vicine al 10%”. A contenere il calo dei vini tricolori - secondo l’Osservatorio Uiv - è, però, “principalmente il Prosecco (+3,7% i valori), autentico mattatore d’oltreoceano, oltre ad alcune intramontabili denominazioni rossiste, come Chianti Classico e Brunello di Montalcino. In difficoltà tutte le altre principali Dop, nonostante Doc l’Italia rimanga ben salda al comando dei consumi di vini d’importazione in un anno che ha svelato la nuova leadership delle vendite - anche a valore - nella categoria sparkling: 47,5% la quota per le bollicine del Belpaese, 46% quella francese”. Fondamentale, guardando al prossimo futuro, la questione prezzi, sottolinea il presidente Uiv, Lamberto Frescobaldi: “nel mese di dicembre riscontriamo, infatti, una crescita tendenziale dei prezzi attorno al 4%, nonostante i produttori italiani nell’ultimo semestre abbiano tagliato i propri listini in media del 10%. In questa difficile fase sarebbe, invece, più opportuno che ognuno facesse la propria parte per tenere viva la domanda: noi la stiamo facendo, il trade americano molto meno, e questo rischia di rivelarsi un boomerang anche e soprattutto per loro”. | |
|
| | Secondo i dati pubblicati da fonti ufficiali e compilati da S&P Global, con analisi di Del Rey Awm, le esportazioni totali di vini fermi in bottiglia dai Paesi dell’Ue sono scese a 15,75 miliardi di euro nei 12 mesi, da settembre 2024 a settembre 2025 (-1,7%). I vini bianchi hanno rappresentato circa un terzo (5,4 miliardi di euro), mentre i vini rossi e rosati, insieme, i due terzi, (10,3 miliardi di euro). Sui volumi, le esportazioni dell’Ue a livello mondiale sono diminuite a 32 milioni di ettolitri nello stesso periodo (-3,2%). I vini bianchi hanno raggiunto quasi il 43% del volume totale delle esportazioni (13,7 milioni di ettolitri), i rossi ed i rosati il 57% (18,3 milioni). La differenza tra volume e valore è legata alle differenze nei prezzi medi: i bianchi a 3,94 euro al litro (+2,7%), i rossi e rosati a 5,65 euro al litro (+1,1%). | |
|
| | | Se il mondo è un “frullatore”, nel 2026 gli italiani staccano la spina e si rifugiano nella sfera familiare, a casa, luogo del cibo per eccellenza. La riprova è nella crescita dell’home cooking (7 su 10 non cambieranno la spesa per il consumo domestico, il 20% ipotizza un aumento) e nel delivery che torna a crescere. Più tempo ai fornelli e innovazione sono le parole-chiave di una tavola fatta di alimenti salutari, semplici e autentici, con verdura, frutta e pesce in aumento, rispetto a salumi e carni rossi, e con il mantra del benessere che si radicalizza. Ma si conferma anche il fatto che, nel carrello, si cercano qualità e convenienza, come dimostrano la crescita della Mdd che ha conquistato gli italiani (con l’81% dei manager food & beverage che prevede un aumento della spesa delle famiglie per alimenti e altri beni del Largo Consumo confezionato a Marca del Distributore), e il rallentamento dei discount. È la fotografia scattata dal “Rapporto Coop 2025-Winter Edition” dell’Ufficio Studi di Coop Italia, tra i leader della gdo italiana. Previsioni che raccontano un’Italia dove la “lista della spesa” degli italiani è fatta di tanti “vorrei ma non posso”, e se crescita sarà, sarà, comunque, del +0,9% a valore sul 2025, più che compensata dall’aumento dei prezzi, tanto da tradursi in un calo dei volumi (-0,4%).
| |
|
| | | Il Prosecco, con le sue varie anime, è stata (e rimane) la locomotiva del vino italiano degli ultimi anni. E guarda ad un futuro che è fatto anche di gestione del cambiamento climatico, che passa anche dalle varietà resistenti. E sono sette, quelle “Piwi” discendenti dalla Glera, presentate oggi a “La Glera del futuro”, alla presenza dei Consorzi Prosecco Doc, Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, Asolo Montello Docg e Colli Euganei Doc, realizzate da Vivai Cooperativi Rauscedo, tra i leader del vivaismo viticolo europeo, ed il Crea Viticoltura Enologia di Conegliano. | |
|
| | Scoprire la “Tebaide” ritrovata del pittore senese Lippo Vanni al Santa Maria della Scala, entrare a Palazzo Sansedoni, storica sede della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, o a Palazzo Patrizi, dove si trova la prestigiosa Accademia degli Intronati, e lasciarsi stupire dalla bellezze ed originalità del Museo delle Biccherne, e non solo. L’occasione di assaggiare grandi vini e ammirare i capolavori dell’arte italiana e senese in particolare, la offre “Wine & Siena” (31 gennaio-2 febbraio), edizione n. 11 della kermesse ideata da “The WineHunter” Helmuth Köcher, patron del Merano WineFestival, e dal presidente Confcommercio Siena Stefano Bernardini, che racconta le eccellenze enogastronomiche selezionate dalle commissioni di assaggio di “The WineHunter Award” aprendo agli eno-appassionati i palazzi nobili della città del Palio. | |
|
| | | Le riflessioni del presidente dell’Istituto per la Ricerca su Vino, Alimentazione e Salute. “È uno stravolgimento, di tutte le linee guida oggi supportate e, spesso, basate sul modello americano degli Anni Novanta: la piramide della Dieta Mediterranea, fu concepita proprio ad Harvard”. Secondo Giacosa, la piramide rovesciata, con l’apice verso il basso, confonde chi la consulta, così come il passaggio dal voler istituire un “no safe level per i consumi di alcolici, ad aver tolto ogni indicazione quantitativa massima suggerita” senza, peraltro, distinzioni tra bevande. | |
|
|
|