Se questo messaggio non è visualizzato correttamente clicca qui |
N. 4.586 - ore 17:00 - Lunedì 19 Ottobre 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
|
|
| | | Da una magnum di Romanée-Conti 2002 del Domaine de la Romanée-Conti (base d’asta 28.000-40.000 euro) ad una magnum di Vosne-Romanée Cros Parantoux 2000 di Henri Jayer (stima 22.000-40.000 euro), da una bottiglia di Corton-Charlemagne 2001 di Domaine Leroy (3.500-5.500 euro) ad una bottiglia di Pomerol 1990 di Petrus (2.200-3.000 euro), da una mathusalem di Brunello di Montalcino Riserva 2016 di Biondi-Santi (4.500-6.000 euro) ad una jeroboam di Barolo Riserva Monfortino 2014 di Giacomo Conterno (3.000-5.000 euro). Sono i “top lot”, sui 465 totali, in asta con Wannenes, il 23 ottobre a Milano, nell’incanto “The Cellar Selection”. | |
|
| | Favorire reti e alleanze tra imprese per rafforzare la dimensione media della filiera, sviluppare economie di scala e incrementare produttività e competitività; promuovere il vino come patrimonio culturale e identitario attraverso iniziative integrate di comunicazione, educazione e formazione, valorizzando il legame con i territori, favorendo modelli di consumo consapevoli; definire un piano strutturale per le competenze della filiera, implementando formazione e attrazione di manodopera specializzata e valorizzando le opportunità professionali legate all’enoturismo; accelerare gli investimenti in innovazione e digitalizzazione lungo tutta la filiera, favorendo l’accesso delle Pmi alle tecnologie avanzate; rafforzare il posizionamento internazionale del vino italiano con strategie coordinate di promozione e penetrazione commerciale, puntando sui mercati ad alto potenziale: sono le indicazioni arrivate alla filiera del vino dal primo forum finale della “Community Visione Vino” di The European House Ambrosetti, di scena nei giorni scorsi a Voghera in Oltrepò Pavese, e che, con il Rapporto Strategico “Visione Vino 2026 - Radici profonde, sguardo lontano” (analizzato in approfondimento), ha delineato il futuro del settore oltre le difficoltà del momento, ricordando, però, anche il suo grande valore. Per esempio, come “nel 2025 il settore vitivinicolo italiano ha generato 16,5 miliardi di euro di fatturato e 4,7 miliardi di euro di valore aggiunto, con 681.000 ettari vitati distribuiti in tutte le regioni e 530 certificazioni Dop e Igp. Valori che crescono se si guarda alla filiera estesa: 36,8 miliardi di euro di fatturato e 15,1 miliardi di euro di valore aggiunto diretto; che salgono a 40,7 miliardi di euro, pari al 2,1% del Pil italiano, se includiamo gli effetti indiretti e indotti”. Il vino, è stato sottolineato ancora, “impatta in modo diretto su 4 codici Ateco e in modo indiretto su altri 10, che la Community ha ricondotto a 4 macroaree: intermediazione, distribuzione, ristorazione e servizi di supporto alle imprese”. In particolare, stando ai dati il moltiplicatore economico della filiera vitivinicola estesa è pari a 2,7: per ogni euro di valore aggiunto generato direttamente, se ne attivano, cioè, ulteriori 1,7 nel resto dell’economia. | |
|
| | La sfida del settore dealcolati si gioca sulle nuove tecnologie: mentre aumentano le aspettative dei consumatori, i produttori danno priorità alle tecniche capaci di preservare espressione varietale, complessità e qualità sensoriale. Il colosso tedesco Henkell Freixenet - che possiede marchi come Henkell e Freixenet, Prosecco Mionetto, Schloss Johannisberg e Champagne Alfred Gratien - applicherà alla sua produzione la tecnologia Aroma Recovery System (Ars) di Solos Technology (leader globale nel recupero degli aromi per bevande dealcolate premium), in particolare nello stabilimento di Wiesbaden, specializzato nella produzione di dealcolati. L’impianto rappresenta un investimento significativo nella produzione di spumanti dealcolati di nuova generazione e contribuisce a preservare l’aroma naturale e l’identità sensoriale dei vini di partenza.
| |
|
| | | Era il 20 ottobre 2000 quando, a Firenze, 19 Paesi, tra cui l’Italia (oggi 40), firmavano la “Convenzione Europea del Paesaggio”, primo trattato internazionale, promosso dal Consiglio Ue, per proteggere il paesaggio. Di ogni genere, nato dalla relazione tra natura e uomo, e di cui quello del vino è un simbolo “vivo” (e l’Europa la patria della sua cultura, primo elemento distintivo dell’essere europei, diceva, a WineNews, il critico Philippe Daverio). Tanto che, questo giorno, è diventato non solo la “Giornata Internazionale del Paesaggio”, ma, da domani, anche la prima “Giornata del Paesaggio Vitivinicolo Italiano” ideata da Iter Vitis, con un programma di iniziative “diffuse”, fino al 25 ottobre, in 12 regioni e in paesaggi rappresentativi, dalle Cinque Terre a Pantelleria, dalle Langhe all’Irpinia, dalla Franciacorta al Chianti, dalla Maremma al Vulture, dal Collio alle Colline del Prosecco Docg, dal Chianti Classico a Montalcino, dall’Umbria al Sannio, dal Lago di Garda all’Abruzzo, dalla Puglia alla Sicilia, nelle cantine - da Ca’ del Bosco a Fontanafredda, dal Castello di Ama a Castelgiocondo (Frescobaldi), dal Museo del Vino di Lungarotti a Feudi di San Gregorio (Gruppo Capaldo), dalla Tenuta Ulmo di Planeta a Cantine Pellegrino, da Tenuta Rapitalà a Dei Principi di Spadafora, tra le altre - e nelle loro comunità. | |
|
| | | Dai “Premi Speciali” alle cantine ed ai produttori, ad oltre 7.800 etichette premiate - 247 Chiocciole, 173 Bottiglie, 56 Monete e 779 Top Wine, tra i quali 168 aziende “novità” - ad eleggere i migliori vini buoni, puliti e giusti che seguono i principi del “Manifesto” Slow Food (e che gli eno-appassionati potranno assaggiare alla “Slow Wine Fair” n. 6, a BolognaFiere dal 21 al 23 febbraio), è “Slow Wine” 2027, la guida di Slow Food Editore, curata da Giancarlo Gariglio e dedicata al fondatore della Chiocciola Carlin Petrini. | |
|
| | La Romagna del vino punta sempre più sul suo Sangiovese. E mentre cala il volume di bottiglie rivendicate a Doc (8 milioni nel 2025 rispetto ai 9 del 2024, anche per effetto di alcuni declassamenti), aumentano del 25% (da 518.933 a 647.733 bottiglie) quelle rivendicate a sottozone. Un trend che rivela come i produttori del complesso e articolato mosaico del vino romagnolo abbiano compreso l’importanza di produrre vini ad espressione territoriale, per far crescere qualità, valore e narrazione. É uno dei messaggi arrivati da “Vini ad Arte” 2026, evento di presentazione delle nuove annate firmato dal Consorzio Vini di Romagna (che nel 2027, celebrerà i 40 anni dell’Albana Docg e i 60 del Sangiovese Doc), nei giorni scorsi, per la prima volta, a Milano (in approfondimento i migliori assaggi dello staff di WineNews). | |
|
| | | A WineNews, Stefano Carmenati, ad Comunità di Sant’Egidio che, dal lontano 2003, ha dato vita alla rete di aziende vinicole solidale “Wine For Life”. “Il vino che si lega a “Wine for Life” è buono due volte perché è di ottima qualità e perché è solidale. Per tanti anni abbiamo, così, sostenuto la cura dell’Aids in Africa e adesso abbiamo rilanciato il programma concentrandoci sulle grandi sfide dell’Europa e dell’Italia: dalla povertà, anche educativa, alla solitudine. Vogliamo costruire un mondo migliore e, grazie al vino, ci stiamo riuscendo” | |
|
|
|