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WineNews
N. 4.409 - ore 17:00 - Lunedì 16 Febbraio 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti,
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La News
Il Gallo Nero è più forte della crisi
Canta più forte delle tante crisi interne ed esterne al mondo del vino, il Gallo Nero del Chianti Classico, con il suo vino che nel 2025 cresce sui mercati in volume (+1,2%) e in valore (+2,6%) nonostante tutto, e valorizza quel concetto di “vino è cultura, wine is culture”, che è il leit motiv della “Chianti Classico Collection 2026”, oggi e domani a Firenze, lavorando anche al raggiungimento del riconoscimento Unesco per “il paesaggio del sistema delle ville-fattoria del Chianti Classico”. Un territorio tra i più belli e intatti in assoluto, e che è tale proprio grazie al suo vino, che tiene in vita cultura, paesaggio e tessuto sociale.
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Primo Piano
Vino italiano, imbottigliamenti 2025 a -2,1% sul 2024: bene Docg-Doc (+1%), giù i rossi (-13%)
Imbottigliamenti complessivi del vino italiano, quelli del 2025, a -2,1% sul 2024 (quando furono certificati 2,019 miliardi di bottiglie) ma in positivo per Docg e Doc, le locomotive dell’export enoico, a +1%, sia su base annua che sulla media dell’ultimo triennio. In calo, invece, gli Igt, che hanno registrato una contrazione significativa del -12% sul 2024 e del -10% sulla media del precedente triennio mentre, a livello generale, emergono performance discordanti tra le tipologie di vino: bene gli spumanti (+1%), rosati (+5,7%) e bianchi fermi (+2,7%), in calo, di oltre il -13%, i rossi. Parla, di una “sostanziale tenuta dei volumi”, superiori a quelli pre-Covid, nonostante un mercato complesso e una domanda globale debole, Valoritalia, il principale ente di certificazione della filiera vitivinicola (da solo controlla oltre il 60% dei volumi di produzione e imbottigliamento di tutte le Denominazioni di origine italiane), e che ha pubblicato i dati, aggiornati al 31 dicembre 2025, sugli imbottigliamenti dei vini italiani. Il 2025, secondo Valoritalia, principale ente di certificazione del vino italiano, guidato da Francesco Liantonio, “segna una fase di consolidamento per la filiera vitivinicola di qualità: dopo anni di forte crescita post-pandemica, il settore attraversa una fase di assestamento, caratterizzata tanto da una contrazione contenuta dei volumi, quanto da un rafforzamento delle produzioni a maggiore valore aggiunto”. Sottolineando come “rispetto al 2024 gli imbottigliamenti complessivi hanno registrato una flessione contenuta”. Una dicotomia di prestazioni, riguardo alla tipologia dei vini, definita “in linea con l’evoluzione delle preferenze nei consumi a livello nazionale e internazionale che da alcuni anni premiano vini bianchi e spumanti a discapito dei rossi” con i dati che “mettono in luce una rilevante differenziazione nelle performance delle Denominazioni di Origine legata ai volumi di prodotto commercializzato”. A soffrire di più, emerge dai dati, sono le micro-denominazioni, quelle che nel 2025 hanno registrato imbottigliamenti inferiori ai 10.000 ettolitri, le quali rappresentano ben il 70% delle 219 denominazioni certificate da Valoritalia ma solo il 2% dell’imbottigliato complessivo.
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Francesco Redi e la cultura del vino
“Bella Arianna con tua bianca mano/versa la manna di Montepulciano/che d’ogni vino è il re”: versi bellissimi, ancora di più perché scritti da un letterato-medico, il più alto in grado della Corte dei Medici, Francesco Redi, autore nel Seicento del “Bacco in Toscana”, ditirambo in versi e vera fonte documentaria sui vini toscani. E proprio Montepulciano, città del Vino Nobile, lo celebra a 400 anni dalla nascita (18 febbraio 1626), con la regia del Consorzio, con l’evento “Solstizio d’estate” in Piazza Grande (19 giugno), dove il Nobile sposerà la cucina 3 stelle Michelin della famiglia Cerea, e con il convegno “Quando Bacco giunse in Toscana”, tra scienza, arte e vino (9 ottobre), in Fortezza. E ancora, nel 2027, con la mostra “Cultura e scienza del vino dopo Galileo“ (20 marzo-27 giugno, nella quale saranno esposti anche libri antichi ed originali della WineNews).
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Focus
Il Vino Nobile di Montepulciano disegna il suo domani
A quattro secoli dalla nascita di Francesco Redi (1626-1697), che già lo definiva “d’ogni vino il re”, il Vino Nobile di Montepulciano continua il suo viaggio virtuoso nella storia del vino nazionale, aggiungendo il suo ruolo di architrave paesaggistico ed economico ad un territorio ricchissimo di storia, come emerso nella due giorni “Anteprima del Vino Nobile” (14-15 febbraio, a Montepulciano). La prima Docg d’Italia (di cui si conserva la prima fascetta del genere in assoluto), fa perno su un areale produttivo strettamente limitato alla parte del Comune di Montepulciano compreso tra i 250 ed i 600 metri sul livello del mare, ed è forte di 1.400 ettari a vigneto iscritti all’albo della denominazione, per una produzione complessiva di oltre 6.377.000 bottiglie nel 2025. Con 82 aziende imbottigliatrici del Consorzio del Vino Nobile (che rappresentano oltre il 90% della superficie vitata), un giro d’affari di 65 milioni di euro e un valore patrimoniale delle aziende di 1 miliardo di euro. Con un mercato 2025 comunque positivo, nonostante lo scenario sfavorevole, e una vendemmia 2023 nel calice (in approfondimento i nostri migliori assaggi) valutata 4,5 stelle, che dà fiducia, per un territorio che, come emerso dalla ricerca del Santa Chiara Lab, è all’avanguardia sul fronte della multifunzionalità delle aziende, e della sostenibilità.
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Cronaca
La Subida, miglior wine list europea
La miglior wine list d’Europa? È italiana: è quella della Trattoria al Cacciatore de La Subida a Cormòns, “Gold Star” come “Best Long List” secondo lo “Star Wine List of the Year International Open” 2026, riconoscimento alle migliori carte dei vini dei ristoranti di tutto il mondo, per il quale nella selezione del ristorante 1 stella Michelin della famiglia Sirk, guidata da Joško Sirk, l’Italia del vino “è presente in tutto il suo splendore”, grazie alla cantina curata da Mitja Sirk e Carlo Minin, che accompagna i piatti dello chef Alessandro Gavagna.
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Wine & Food
Il mercato degli alcolici in Usa: scende il vino, volano i ready to drink (+16,4%)
Gli spirits statunitensi restano leader nel mercato degli alcolici negli Stati Uniti. A dirlo è il Distilled Spirits Council of the United States (Discus), in occasione del suo briefing economico annuale di Washington. Le vendite dei fornitori di alcolici negli Stati Uniti hanno raggiunto un totale di 36,4 miliardi di dollari lordi nel 2025 per quanto riguarda gli spirits, -2,2% sul 2024, mentre i volumi sono aumentati del +1,9%, raggiungendo 318,1 milioni di casse da 9 litri. Il totale complessivo lordo delle vendite dei fornitori di alcolici negli Usa (vino, birra e spirits) ha raggiunto nel 2025 gli 85,78 miliardi di dollari (-2,8% secondo il calcolo di WineNews). Il vino cala ma non affonda: vale il 15,7% del mercato degli alcolici Usa (era il 15,8% nel 2024) a 13,48 milioni di dollari (-3,5%). Volano i ready to drink, leader in volume.
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WineNews.tv
“Mercato in crescita, nonostante tutto. Nel Chianti Classico, più che altrove, “Wine is culture””
Dalla Chianti Classico Collection 2026, a Firenze, il presidente del Consorzio del Gallo Nero, Giovanni Manetti. “Continuiamo a lavorare sul valore, le nostre tipologie premium, Gran Selezione e Riserva, sono sempre più apprezzate e trainati. Il riconoscimento Unesco? Un percorso che richiederà ancora uno o due anni ma su cui puntiamo molto. Qui più che mai il vino consente di tenere vivo il patrimonio artistico e culturale, il paesaggio ed il tessuto sociale”.
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