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WineNews
N. 4.428 - ore 17:00 - Venerdì 13 Marzo 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti,
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La News
Chiudono i negozi, cresce la ristorazione
Sono oltre 156.000 i piccoli negozi in Italia che hanno chiuso per sempre tra il 2012 e il 2025. Se il fenomeno della desertificazione commerciale accelera sempre più rapidamente, cresce il numero delle imprese del comparto alloggio e ristorazione (+19.000). In particolare ristoranti (+35%), rosticcerie, gelaterie, pasticcerie (+14,4%) e soprattutto “altri alloggi” (+184,4%), in cui rientrano gli affitti brevi. Boom dell’e-commerce: nel 2019 il valore delle vendite online era di 31,4 miliardi, nel 2025 è arrivato a 62,3 miliardi: in 6 anni è ormai raddoppiato. A dirlo l’analisi “Città e demografia d’impresa” dell’Ufficio Studi Confcommercio.
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Primo Piano
“Il vino deve rimettersi in discussione, per parlare ai giovani, e non diventare marginale”
Il punto di partenza è che il vino resta un “alimento liquido”, che per essere goduto appieno e in maniera corretta per la salute, va consumato con moderazione, ed ai pasti, e dopo i 18 anni, per avere gli strumenti fisiologici per metabolizzarlo bene. Un dato di fatto, che vale oggi come nel più remoto passato, da quando il vino è nato. Ma lo stato dell’arte di oggi dice che il vino deve rimettersi completamente in discussione, per parlare ai giovani, e non solo. Nei linguaggi, nei concetti che comunica, negli strumenti, ma anche nell’approccio più in generale, per un prodotto che, pur con il suo portato di storia, cultura, tradizione e “ritualità” che non va disperso e rinnegato, non deve essere più considerato “indiscutibile”, ma essere “disponibile”, da parte di chi lo produce, di chi lo vende e di chi lo serve, ad un approccio più semplice, smart, conviviale e con una modalità di consumo anche informale, inusuale, ma, soprattutto, che non faccia sentire sotto giudizio, come spesso capita, chi si trova a sceglierlo o consumarlo. Con i giovani da riconquistare ad ogni costo, da parte del settore. Perderli, al contrario, vuol dire non solo rischiare un danno commerciale importantissimo, ma, soprattutto, vedere il vino passare da pilastro della convivialità, della tavola e dell’identità made in Italy, a prodotto culturalmente marginale. Una presa di coscienza profonda ribadita con chiarezza a "Vino e Giovani: un incontro tra cultura e responsabilità", il Forum Assoenologi, guidata dal presidente Riccardo Cotarella, oggi a Palazzo Medici Riccardi a Firenze, dove è stato presentato anche il Congresso Assoenologi n. 79 a Conegliano (28-30 maggio). E che ha visto alternarsi sul palco, tra gli altri, l’europarlamentare Dario Nardella, il celebre ed autorevole medico, specializzato in scienza dell’alimentazione, Giorgio Calabrese, Carlotta Gori, direttrice Consorzio Chianti Classico, Dario Stefàno, presidente Centro Studi Enoturismo Università Lumsa di Roma, Vincenzo Russo, professore di Psicologia dei consumi e neuromarketing alla Iulm di Milano, Michele Zanardo, presidente Comitato Nazionale Vini, e Niccolò Lazzari, giovane enologo e content creator di vino sui social media, con il progetto “AmicoEnologo”, con l’intervento del Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, e non solo (in approfondimento).
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SMS
Gli Usa calano i dazi antidumping alla pasta
Giù i dazi antidumping Usa per la pasta italiana. Un settore dove l’Italia è leader produttivo, 4,1 milioni di tonnellate di cui oltre la metà destinate all’export grazie anche al peso degli Stati Uniti. “Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti - riporta il Ministero degli Affari Esteri - ha pubblicato la decisione finale sul caso dei dazi americani per 13 marchi di pasta italiana accusati di presunte pratiche commerciali di esportazione verso gli Stati Uniti a costi inferiori rispetto a quelli di mercato (“dumping”). La decisione riconsidera in misura significativa l’entità dei dazi provvisori antidumping resi noti il 4 settembre scorso”. La novità, per il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, “rende giustizia alle nostre aziende” mentre per Coldiretti salva un export che ha raggiunto quasi mezzo miliardo di euro nel 2025.
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Focus
L’Italia a ProWein: focus su un’Europa da 4 miliardi di euro
Non solo la Germania, secondo mercato del vino italiano in valore nel 2025 (1,4 miliardi di euro nel 2025, e tra i pochi con un segno positivo, seppur solo del +0,5% sul 2024), ma anche la vicina Svizzera, che ha portato nelle casse delle cantine del Belpaese oltre 400 milioni di euro, e ancora la Francia con 309, i Paesi Bassi con 260, il Belgio con 217, e la Svezia con 187, l’Austria con 150, la Polonia con 131, la Norvegia con 87, la Finlandia con 45, il non lontano Regno Unito, con 816 milioni di euro, e guardando ai Paesi più piccoli dell’Est Europa come Estonia, Lettonia e Bielorussia, ma anche ad altri partner in questi anni alle prese con la guerra, ma potenzialmente importanti come la Russia, con 207 milioni di euro, e l’Ucraina, con 74: è un’area export che vale più di 4 miliardi di euro per il vino italiano (oltre la metà dei 7,7 messi insieme nel 2025, secondo i dati Istat analizzati da WineNews), quella che ruota intorno alla Germania, e che sarà il target principale degli oltre 560 espositori italiani (secondi solo ai tedeschi “padroni di casa”) pronti a fare rotta su Düsseldorf, dove, dal 15 al 17 marzo, sarà di scena ProWein 2026, ridimensionata nei numeri, sul recente passato, ma che resta un momento di business e di confronto di grande importanza per le imprese e per i territori italiani.
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Cronaca
Bologna, si mangia a casa dei residenti
Bologna è la prima città d’Italia ad offrire esperienze enogastronomiche nelle case dei residenti, intercettando un trend che vede le persone venire nel Belpaese per il desiderio di autenticità, contatto diretto con la cultura locale e per vivere “un giorno da italiani”, nel quale il cibo - magari con un buon vino - è fondamentale. Il progetto, che apre una nuova strada al turismo enogastronomico e culturale, è promosso dalle Cesarine, con Fondazione Bologna Welcome ed il Comune, in deroga al decreto Unesco che regola le attività di somministrazione nel centro storico.
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Wine & Food
Cosa si mangia e si beve agli Oscar 2026? In cucina (di nuovo) lo chef Wolfgang Puck
Prima, la cerimonia di consegna delle statuette più ambite del cinema internazionale: presentati dal noto comico Conan O’Brien, gli Oscar 2026 si terranno domenica 15 marzo al Dolby Theatre di Hollywood. Poi, i circa 1.500 ospiti si sposteranno al party del “Governor’s Ball”. Ad occuparsi di loro lo chef austriaco Wolfgang Puck, che ancora una volta (è la n. 32) cucinerà per le più famose celebrities di Hollywood. Che quest’anno troveranno in tavola ben 70 piatti diversi, tra cui “Chicken pot pie”, pizza, mini hamburger di wagyu e sushi. Per dessert, strudel di mele e gelato. I vini ufficiali quelli di Clarendelle e Domaine Clarence Dillon, impero bordolese che ha come ceo il Principe Robert di Lussemburgo. Lo Champagne ufficiale sarà Piper-Heidsieck, una delle più antiche maison francesi. L’italiano Lorenzo Antinori, co-founder del “Bar Leone” di Hong Kong, preparerà i cocktail.
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WineNews.tv
“Il Prosecco è condivisione e conquista, perché è anche un messaggio politico inclusivo”
Gli ultimi 100 anni, come quelli di Valdo Spumanti, fondata nel 1926 dalla famiglia Bolla a Valdobbiadene, per Pino Strabioli (in foto con Pierluigi Bolla), regista e conduttore, esperto di costume e divulgatore di cultura, sono “un secolo che non racconta solo di Prosecco: ai matrimoni anche ai più piccoli si concedeva un sorso. E pensiamo alle donne che, con l'avvento del Prosecco, gli si avvicinano” e si avvicinano al vino. È “un simbolo di conquista e un messaggio politico inclusivo”. Una storia per riflettere sul futuro, tra socialità e condivisione che “stiamo perdendo di vista”.
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