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WineNews
N. 4.501 - ore 17:00 - Lunedì 22 Giugno 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti,
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La News
Emilio Isgrò “cancella” anche il vino
Artista concettuale, pittore, poeta, scrittore, drammaturgo e regista, Emilio Isgrò è tra i maggiori protagonisti dell’arte italiana contemporanea. Dagli Anni Sessanta ha dato vita a un’opera innovativa e riconosciuta a livello internazionale, con partecipazioni alla Biennale di Venezia e il primo premio alla Biennale di San Paolo. Inventore della “cancellatura”, tecnica che oscura parole e testi per rivelarne l’essenza, firma ora le etichette de Il Bianco e Il Rosso di Ludovico delle Tenute Orestiadi, a Gibellina, nel cuore della Valle del Belìce. Un progetto speciale nell’anno di Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026.
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Primo Piano
Più bianco (57%) e meno rosso (43%): come cambia la produzione di vino in Spagna
Il panorama dei consumi di vino sta cambiando, un trend ormai in voga da tempo con i wine lovers che si stanno orientando, sempre più spesso, su vini dalla facile bevibilità, dalla gradazione alcolica più bassa, e che strizzano, di riflesso, l’occhio a quel trend della leggerezza nel calice che piace sempre di più e su cui i vini bianchi, per le loro caratteristiche, si adattano meglio dei rossi. Una svolta nei consumi che sta avendo, di conseguenza, dei riflessi anche sulla sfera produttiva con la parte “bianchista” che sta recuperando sempre più terreno fino a superare, in alcuni casi, i volumi dei vini rossi che, storicamente, si sono sempre presi la parte più grande della torta. Un “sorpasso” che è già avvenuto anche in Spagna, la terza potenza enoica mondiale dopo Francia e Italia, e che si amplia, rappresentando un segnale forte che arriva da un Paese tra i “big” del vino, terra di denominazioni prestigiose come Rioja, Ribera del Duero e Priorat, tra i tanti. Secondo quanto riportato da Vinetur, il vino bianco ha rappresentato il 57% della produzione vinicola spagnola, fino ad aprile, nella campagna 2025-2026, stando ai dati esaminati dall’Organizzazione Interprofessionale del Vino di Spagna (Oive), un segnale di come l’offerta enoica del Paese continui a spostarsi lontano dai rossi e dai rosati. In occasione di un webinar, Begoña Olavarría, direttrice Dipartimento Intelligenza Economica e Mercati, ha spiegato che la quota del vino bianco è salita di quasi 8 punti in più sulla campagna 2017-2018. Rossi e rosati, messi insieme, rappresentano il 42,9% della produzione, sulla base dei dati Infovi analizzati dall’organizzazione. Il cambiamento arriva mentre il consumo di vino in Spagna continua a indebolirsi. L’Oive ha spiegato che il consumo ad aprile è sceso del 6,1% sullo stesso mese 2025, a 9,2 milioni di ettolitri, e se il vino bianco è rimasto stabile, rossi e rosati sono diminuiti. I dati si aggiungono ai segnali di un mercato spagnolo che sta cambiando tanto in quello che produce che nel resoconto dei consumi. Mentre il vino bianco si sta ritagliando un ruolo più ampio nella produzione e regge nelle vendite e nei consumi, in Spagna, infatti, il mercato interno, nel suo complesso, resta sotto pressione, mentre la domanda totale di vino continua a diminuire.
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Italiani e “Life Drinkers”: nuova vita autentica
In un contesto dominato dalla velocità digitale e dalla ricerca di approvazione online, il 70% degli italiani sceglie di valorizzare autenticità, piacere e scoperta, dando origine al fenomeno dei “Life Drinkers”. Secondo un’indagine Swoa su 1.200 persone realizzata da Bibite Sanpellegrino, emerge un cambiamento culturale: cresce il rifiuto dell’omologazione a favore di relazioni vere, convivialità autentica ed esperienze significative, in linea con la tradizione del “lavorare per vivere”. Il 72% vuole godersi ogni momento, il 68% desidera nuove esperienze e il 59% è aperto a gusti inediti. Tuttavia, comfort zone e stress restano ostacoli. Anche la socialità evolve: conta più il dialogo e l’atmosfera che l’apparire. Qualità e gusto diventano così centrali nei consumi, trasformando ogni esperienza in un momento da vivere pienamente.
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Focus
Cucina, antropologia e Unesco al centro della “Festa Artusiana”
Il cibo come patrimonio culturale, identità condivisa e memoria collettiva trova nella “Festa Artusiana” la sua massima espressione. Dal 27 giugno al 5 luglio, Forlimpopoli celebra l'edizione n. 30 dell’evento dedicato a Pellegrino Artusi, il “padre” della cucina italiana, che con “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” contribuì a unire il Paese attraverso la tavola. Cuore della manifestazione sarà Casa Artusi. Tra gli appuntamenti più attesi, l’omaggio ai 200 anni della Stamperia Pascucci (28 giugno), la conferenza Slow Food “Il gusto del prato” sulla biodiversità (29 giugno) e la consegna del Premio Marietta ad honorem ai fratelli Brighi de Il Satiro. Il primo luglio gli antropologi Marino Niola ed Elisabetta Moro approfondiranno il significato culturale della cucina italiana e dei riconoscimenti Unesco: il primo con “La cucina dei perché”, dedicato ai significati nascosti nella tradizione gastronomica italiana; la seconda sul valore della “tripletta Unesco” che riconosce la Dieta Mediterranea, l’Arte del Pizzajuolo Napoletano e la Cucina Italiana come Patrimonio Immateriale. Completano il programma le mostre “30 Tavole” e “Passaggi-Caviro”, dedicate alla convivialità e alle nuove generazioni del vino. Una festa che conferma il cibo come strumento per raccontare identità, territori e tradizioni.
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Cronaca
Il nuovo manifesto della Fivi
Un’immagine che raffigura un paesaggio rurale terrazzato con vigne pergolate che spesso caratterizza la viticoltura di collina e di montagna, ovvero quella che l’81% dei Vignaioli Indipendenti pratica ogni giorno nelle aree di versante: ecco il Manifesto d’autore del “Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti” 2026 della Fivi, edizione n. 15, dal 21 al 23 novembre a BolognaFiere, firmato da Emiliano Ponzi, uno degli illustratori e artisti visivi italiani più apprezzati, riconosciuti e premiati al mondo (con collaborazioni con Apple, Louis Vuitton, Armani e il MoMA di New York, e non solo).
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Wine & Food
Vallepicciola, 3 milioni di euro di investimenti e nuova governance per crescere ancora
Il settore del vino, come dobbiamo raccontare ogni giorno, vive un momento complesso e difficile. Eppure, al tempo stesso, come riportiamo spesso, c’è chi continua ad investirci. Come succede a Vallepicciola, una delle realtà di riferimento del Chianti Classico, di proprietà della famiglia Bolfo, che ha annunciato un investimento di 3 milioni di euro destinato al rafforzamento delle capacità distributive e al continuo miglioramento dei servizi offerti a clienti, agenti e cantine partner, ridisegnando la sua organizzazione manageriale e rafforzando la storica collaborazione con la famiglia Balan, sul fronte della distribuzione. Hee Soo Bolfo assume il ruolo di presidente, Nicola Vercellotti viene nominato amministratore delegato, Gaia Cinnirella, già enologa interna in Ornellaia e Masseto, direttore generale, con Alessandro Cellai che rimarrà in veste di “consulente strategico”.
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Castello del Terriccio
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WineNews.tv
Linguaggio, consumi, prezzi e dealcolati: il vino visto dai giovani, che “comunque appassiona”
Non semplici consumatori, ma i nuovi protagonisti di un mondo che sta cambiando pelle. Ma questa presunta distanza tra i giovani e il vino è reale, o è solo un “calice mal interpretato”? Lo abbiamo chiesto, ancora una volta, ai ragazzi incontrati a Vinitaly 2026. Tra chi si dice “appassionato” e vorrebbe “avere una cantina”, a chi contesta una comunicazione “troppo sofisticata” e per la quale servirebbe un linguaggio “più pratico e quotidiano”, senza dover affidarsi “agli amici che ne sanno”. I No-Low? “Sono molto innovativi, ma non li definirei vino”.
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