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N. 4.561 - ore 17:00 - Lunedì 14 Settembre 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | È iniziata il 10 settembre anticipata, ma anche simbolicamente, la vendemmia 2026 del Barolo, con il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida che ha tagliato il primo grappolo di Nebbiolo, in visita a Deditus, l’associazione che riunisce 9 storiche cantine (Azelia, Cordero di Montezemolo, Sandrone, Michele Chiarlo, Pio Cesare, Poderi Luigi Einaudi, Prunotto, Vietti) accomunate da una visione imprenditoriale legata a tradizione, vigneti di proprietà e famiglia, con il Consorzio del Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani e l’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, nella vigna di Barbara Sandrone, nel prestigioso Cru Cannubi nelle Langhe. | |
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| | Uno dei poli fieristici più importanti d’Italia, BolognaFiere, entra nel capitale di Gambero Rosso, uno dei marchi editoriali più autorevoli e riconosciuti dal sistema agroalimentare italiano, con un investimento di 5,7 milioni di euro: la società fieristica emiliana ha perfezionato una partnership industriale con Class Editori, che riguarda Gambero Rosso, “che rappresenta oggi - dice una nota stampa - il principale punto di riferimento in Italia per l’informazione, la formazione, la promozione e la consulenza nell’ambito del settore wine-travel-food, offrendo una gamma completa di servizi integrati a supporto del comparto agricolo, agroalimentare, della ristorazione e dell’ospitalità italiana”. L’operazione (finanziata da BolognaFiere interamente con mezzi propri), ha visto “la costituzione di Gambero Rosso Holding, in cui Class Editori ha conferito oltre 7,3 milioni di azioni ordinarie di Gambero Rosso (che ha un fatturato 2025 di quasi 15 milioni di euro, ndr), pari al 51,17% del capitale sociale, mantenendo al una partecipazione diretta del 10% nella società. BolognaFiere ha acquistato da Class Editori il 49,9% della Holding per 5,693 milioni di euro, finanziati interamente con mezzi propri; il restante 50,1% resta in mano a Class Editori, che continuerà così a esercitare il controllo su Gambero Rosso”. “L’ingresso di BolognaFiere nel capitale di Gambero Rosso rappresenta un investimento strategico in uno dei marchi editoriali più autorevoli e riconosciuti dal sistema agroalimentare italiano”, osserva il presidente BolognaFiere, Gianpiero Calzolari, spiegando che “l’obiettivo è rafforzare la presenza internazionale delle eccellenze italiane del food & wine: è un’operazione coerente con la strategia di crescita e diversificazione del Gruppo BolognaFiere e con la nostra missione di costruire piattaforme capaci di connettere imprese, mercati e territori, contribuendo alla valorizzazione del made in Italy nel mondo”. “Questa operazione rappresenta un passo importante nella valorizzazione di Gambero Rosso”, dice il vice presidente e ad Class Editori, Paolo Panerai (che è anche produttore di vino in Toscana e Sicilia, ndr), che “potrà contare sulla grande esperienza italiana ed internazionale di BolognaFiere per rafforzare ulteriormente il proprio posizionamento nel settore wine-travel-food”. | |
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| | “Non si possono fare accordi di libero scambio con Nazioni che non rispettano i tuoi stessi standard. Delle due, l’una: o abbassi il tuo standard, che non è quello che noi vogliamo fare in Italia, proprio perché competiamo sulla qualità del prodotto, oppure devi difendere quello standard, perché noi non competiamo sulla quantità". E “abbiamo ripristinato con una battaglia italiana i fondi Pac” perché “non sarebbe intelligente considerare l’agricoltura alternativa alla competitività". Così la Premier Giorgia Meloni, al Festival “Risò" a Vercelli, con il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, il dg e vice dg Fao Qu Dongyu e Maurizio Martina, candidato a succedergli, ha detto Meloni, “perché crediamo che l’Italia, come pochi altri, possa rivendicare di avere qualcosa da dire sul tema di come assicurare buon cibo a tutti i popoli”. | |
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| | | Ci sono due “Champion”, grazie alla Tenuta di Capezzana, la storica cantina della famiglia Contini Bonacossi, custode della produzione del Carmignano in Toscana, ancora una volta “Champion Sweet Wine” per il terzo anno consecutivo confermando “re dei vini dolci” il suo Vinsanto Capezzana Riserva 2018 (che si aggiudica anche l’“Italian Sweet Trophy”), ed al Franciacorta Pas Dosé Épique 2016 di Derbusco Cives che è stato eletto “Best Wine in First Year of Production” (miglior vino al primo anno di produzione, ma che si è aggiudicato anche i “Franciacorta Trophy” e “Italian Sparkling Trophy”). Vini che rientrano anche nelle 25 medaglie d’oro del vino italiano ottenute all’“International Wine Challenge” 2026, una delle competizioni più partecipate al mondo con i vini che vengono valutati alla cieca da giurie internazionali di esperti. L’Italia sale al quarto posto nel medagliere (tra i suoi vari premi, ci sono anche 131 argenti e 191 bronzi), guidato dalla Francia (con Spagna e Portogallo a completare il podio) che ha conquistato 849 riconoscimenti, tra cui 67 medaglie d’oro. La Champagne è risultata prima nella classifica mondiale delle medaglie d’oro per regione con 28 ori, seguita dalla Borgogna con 26 (in approfondimento le medaglio d’oro ed i “Trophy” assegnati all’Italia e gli “Iwc Champion Wines” 2026). | |
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| | | Da una bottiglia di Romanée-Conti Grand Cru 1996 di Domaine de la Romanée-Conti (base d’asta 10.000 euro), ad una bottiglia di Echezeaux Grand Cru 1990 di Henri Jayer (5.000 euro), fino a 12 bottiglie in cofanetto originale di Sassicaia 2006 di Tenuta San Guido (3.300 euro): ecco alcuni dei “top lot” in asta con Finarte, il 16 settembre a Milano, una selezione di straordinarie bottiglie con 400 lotti in catalogo, di cui 245 rappresentano vini italiani, tra Monfortino, Mascarello, Giacosa, Gaja, Montervertine, Masseto, Ornellaia, Soldera, Antinori, Quintarelli e Ferrari.
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| | Una tenuta di circa 12 ettari nei Colli Euganei, una dimora storica ottocentesca restaurata, un rustico rigenerato a cantina/bottaia per la degustazione dei vini e la valorizzazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, 200 nuovi olivi e 5 ettari per la produzione vinicola: ecco “Villa Maggioni”, dimora storia del Veneto e nuovo progetto dell’Istituto diocesano per il sostentamento del clero della Chiesa di Padova, svelato, nei giorni scorsi, dal presidente dell’Istituto, Don Paolo Rizzato, dal direttore Marco Pastorello e dall’architetto Federico Candian, con il Vescovo, Monsignor Claudio Cipolla, e con la partecipazione del presidente Assoenologi, Riccardo Cotarella che del progetto “si è appassionato e ha scelto di dedicare generosamente le sue competenze”, attraverso lo studio Cotarella & Chiasso. | |
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| | | Con i punti di vista di Maurizio Zanella (Ca’ del Bosco), Andrea Farinetti (Fontanafredda), Giuseppe “Beppe” Pagano (San Salvatore 1988) e Mario Piccini (Piccini 1882), WineNews prosegue il suo viaggio con alcuni dei produttori più rappresentativi dei loro territori per analizzare il complesso 2026 del mercato del vino. Ma, nel quale, non mancano fattori positivi che fanno guardare ad una fine d’anno in stabilità e ad un 2027 migliore. E perché, con coraggio ed entusiasmo, si può crescere ancora, dalla bottiglia alla comunicazione. | |
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