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N. 4.541 - ore 17:00 - Lunedì 17 Agosto 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Ce ne sono per tutti i gusti, da Nord a Sud dell’Italia, omaggiano la tradizione, sono un baluardo di convivialità e una delle scelte più gettonate per scoprire la buona cucina locale. Nel Belpaese le sagre sono un riferimento assoluto, dai numeri significativi, come emerge dal report “Estate e Ferragosto 2026” a cura dell’ufficio statistica del Ministero del Turismo. “Ogni anno in Italia - si legge nel report - si svolgono 20.000 sagre. L’impatto economico è significativo: a fronte di una spesa organizzativa stimata in circa 700 milioni di euro, si genera un indotto di 2,1 miliardi di euro che sostiene circa 10.500 occupati”. | |
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| | C’è un mercato “invisibile”: quello dei vigneti e delle cantine più ambite d’Europa, che è uno dei più esclusivi al mondo, dove le compravendite avvengono per conoscenza privata e non passando dai tradizionali canali dove chi vende, banalmente, mette in vendita la proprietà su una piattaforma o un’agenzia immobiliare, intercettando la domanda di qualcuno che ha intenzione di acquistare. È un mercato dove non si compra solo il suolo, tantomeno le “mura”, ma dove si acquistano beni astratti, come la reputazione o la possibilità di produrre il vino di una certa denominazione, come fosse un “trofeo”. Una logica che vale sempre più anche per molti terroir italiani: nelle Langhe, come a Montalcino, per esempio, le parcelle più ambite cambiano di mano con la medesima discrezione, e il loro prezzo va letto nella storia più che negli ettari. È la riflessione, consegnata a WineNews, da Philippe Petit, fondatore Vitaceae Transactions, studio indipendente di intermediazione e consulenza nelle transazioni vitivinicole premium in Champagne e in Borgogna. Petit parte da un assunto di fondo: lo Champagne di una grande maison si può bere ovunque, ma possederne un filare, invece, è quasi impossibile. ''Non esiste una messa sul mercato del Domaine. Esiste una circolazione ristretta di informazioni - afferma - e la riservatezza è una condizione di fattibilità''. Il venditore ha un interesse oggettivo al silenzio e se ne discosta solo per un numero molto ristretto di interlocutori. E, soprattutto, non si compra solo il vino che quella maison produce o il suolo su cui viene realizzato, anzi: “si compra un diritto: quello di poter produrre un vino di una denominazione i cui confini sono fissati e non potranno mai allargarsi”. Tanto che Petit (le sue riflessioni in approfondimento) parla di un “mercato che non si visita, ma che si decifra”. E tra i parametri da decifrare, e che occorre “saper leggere”, figurano elementi come il parcellare, il regime di detenzione, i contratti di approvvigionamento e i flussi di uva, le scorte, il marchio e la sua distribuzione e, infine, il quadro normativo. E raramente i fattori messi in evidenza da un venditore collimano con ciò che cerca l’acquirente: “un dossier ben condotto consiste nel tradurre ciò che il venditore possiede nel linguaggio di chi ne ha più bisogno”. | |
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| | Il clima “riscrive” l’agroalimentare italiano con un’estate di temperature estreme, grandinate diffuse e una siccità che non risparmia quasi nessun comparto. Questo è il quadro che fotografa la ricognizione di Legacoop Agroalimentare tra le cooperative associate. “È un sistema - ha sottolineato il presidente Legacoop Agroalimentare, Cristian Maretti - che regge grazie agli investimenti fatti negli anni scorsi e ad una primavera che, per una volta, ha giocato a favore delle imprese: i risultati sarebbero stati molto più negativi. Se, però, guardiamo al futuro non possiamo pensare che vada sempre così, bisogna agire strutturalmente”. Preoccupazioni anche nel settore vitivinicolo, dove, spiega Legacoop Agroalimentare “è in corso una vendemmia anticipata come mai visto prima” con riduzioni di produzione “legate più alle diffuse grandinate che alla siccità”. | |
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| | | Tra delitti da risolvere, piste da seguire e colpi di scena, c’è un elemento che nei grandi gialli non manca quasi mai: il cibo. Perché la buona tavola, della quale il vino è il compagno più fedele, oltre a raccontare territori e personaggi, può diventare un prezioso indizio per comprendere meglio una storia. Da sempre, infatti, nelle vicende dei romanzi noir che hanno fatto appassionare i lettori alla ricerca dell’assassino, c’è spazio per l’enogastronomia. Dalle indagini de “Il Commissario Montalbano” di Andrea Camilleri, al vicequestore di Antonio Manzini “Rocco Schiavone”, passando per “I delitti del BarLume” di Marco Malvaldi ed il Commissario Ricciardi di Maurizio de Giovanni fino alle radiose figure femminili del crime come “Lolita Lobosco” di Gabriella Genisi e “Vanina Guarrasi”, vicequestore dei gialli di Cristina Cassar Scalia e Paola Cortellesi che interpreta l’ispettore Petra Delicato nella serie televisiva crime di Sky, tratta dai romanzi della scrittrice Alicia Giménez-Bartlett; senza dimenticare il vino con il romanzo “Il sangue di Montalcino” di Giovanni Negri: sono questi alcuni dei gialli che WineNews (in approfondimento) consiglia di portare con sé in vacanza. Ovviamente, con buon cibo e buon vino: perché nei grandi gialli italiani anche un piatto può diventare una traccia da seguire. | |
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| | | “Bella Arianna con tua bianca mano/versa la manna di Montepulciano/che d’ogni vino è il re”: è ricordando i versi di Francesco Redi nel “Bacco in Toscana”, che la città del Poliziano brinda ai 400 anni della nascita del letterato e medico più alto in grado della Corte dei Medici, con le “Cantine in Piazza”, il 21agosto in Piazza Grande, con i produttori del Consorzio del Vino Nobile, in un brindisi che proseguirà con “A Tavola con il Nobile” (22-23 agosto), vera sfida ai fornelli tra le otto contrade del Bravìo delle Botti (il 30 agosto la corsa nel centro storico). | |
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| | Tra la vendemmia che sta iniziando, e chi si gode le vacanze agostane, nel mondo del vino c’è già chi pianifica il prossimo futuro. Come il Merano WineFestival by Helmuth Köcher, che già si prepara all’edizione n. 35, dal 6 al 10 novembre 2026, per uno degli eventi più longevi e affermati del vino, capace di raggiungere un pubblico selezionato di addetti ai lavori e appassionati, ma anche una platea ben più ampia grazie a media partnership importanti, di cui fa parte anche WineNews, oltre a quotidiani locali come “Alto Adige” e “Dolomiten”, e media nazionali come Radio Monte Carlo, RaiNews24, il canale “all news” della Rai, e “Il Gusto” de “La Repubblica”. “Merano WineFestival è da sempre sinonimo di stile ed eccellenza, nel calice e nel piatto - sottolinea Helmuth Köcher - e, per l’edizione n. 35, vogliamo celebrare l’eleganza come valore assoluto e senza tempo”. | |
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| | | Se nessuno come le Langhe di Barolo e di Barbaresco hanno da tempo compiuto un percorso concreto e definitivo di zonazione con le Mga, su questa scia, più di recente, tanti altri territori - dal Chianti Classico all’Alto Adige, dal Soave a Montepulciano, solo per citarne alcuni - hanno percorso a modo loro questa strada. Ma quali sono i reali benefici per un territorio ? Ed è una strada percorribile per tutte le denominazioni ? L’analisi a 360 gradi sul tema, del più celebre “cartografo del vino”, italiano e non solo. | |
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