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WineNews
N. 4.394 - ore 17:00 - Lunedì 26 Gennaio 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti,
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La News
Cerbaia ai Lee, londinesi di origine Coreana
Il 2026 del vino italiano si apre nel segno delle compravendite: la famiglia Lee, con base a Londra, di origine coreana e con altre attività nel mondo, ma appassionata di vino e legata alla Toscana, ha comprato Tenuta Cerbaia, piccola ma storica cantina del Brunello di Montalcino, aprendo un nuovo capitolo per il futuro di uno dei vini italiani più blasonati e per il territorio, i cui vigneti, negli ultimi anni, sono stati tra quelli in cui si è registrato il maggior numero di acquisizioni (raggiungendo la quotazione di 1 milione di euro ad ettaro). Fondata nel 1978 dal politico Fabio Pellegrini, con i suoi 12 ettari (di cui 5 vitati), sarà ora guidata da Agostino Lippi.
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Primo Piano
La passione mondiale per il vino italiano corre sul web: +20% di ricerche online nel 2025
La passione mondiale per il vino italiano corre anche sul web: una conferma arriva dalle ricerche online dove, nel 2025, secondo i Google Trends analizzati da WineNews, la query “Italian Wine” nel mondo ha registrato il +20% di click. Dai grandi e classici rossi ai bianchi freschi e leggeri, dalle versatili ed allegre bollicine ai rosati con la loro cerchia di eno-appassionati, in uno scenario complesso nei mercati e nei consumi, la crescita dell’interesse per le etichette made in Italy, evidentemente, va oltre la bottiglia, e riguarda anche il fatto che il vino italiano è anche e soprattutto convivialità, il compagno più fedele della tavola (con la Cucina Italiana riconosciuta Patrimonio Unesco a fine 2025, quando si è registrato un picco di ricerche online), il “medium” che racconta al mondo i territori, per i legami che ha con la loro storia, la loro cultura, la loro natura e le loro comunità, ed esperienza, che si traduce in enoturismo. E, in un mondo che si sposta sempre più online, tutto questo avviene, specie tra i giovani, anche nell’immaginario digitale, con web e social network che sono una fonte di primo approccio ed informazione sul complesso mondo del vino. Nel dettaglio dei Google Trends (aggiornati al 22 gennaio 2026, ndr), nel 2025 i vini rossi italiani segnano un +4% nelle query online, segno che, a fronte di consumi che in questo momento prediligono altre tipologie, le denominazioni rossiste restano, comunque, le prime che gli appassionati cercano quando si parla di Italia. Ma anche il crescente interesse per i vini bianchi made in Italy, sinonimo di freschezza, leggerezza e versatilità, sia negli abbinamenti che nelle occasioni di consumo, trova conferma nelle ricerche sul web nel 2025, mettendo a segno un +6% di click. Al web si chiede anche quale sia il “miglior vino italiano” (+30% di ricerche online nel 2025), e il “vino italiano più caro” (legato anche ad una curiosità e ad un videogames: la risoluzione della missione “In Vino Veritas” in “Kingdom Come Deliverance 2” uscito nel 2025), e quali sono i wine bar (+9%) e i ristoranti italiani più popolari (+10%), a conferma di come il fatto di bere del buon vino italiano sia indissolubilmente legato alla tavola, al buon cibo ed al piacere di condividerli, e, insieme, di come rappresentino quello stile di vita italiano che tutto il mondo ama.
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Export vino e Russia: la novità
Per un regolamento europeo, il vino è nell’elenco dei beni di lusso soggetti a restrizioni per l’export in Russia. Ad oggi, il limite di valore oltre il quale scatta il divieto è di 300 euro per singola unità di vendita (ovvero l’articolo come presentato sul mercato, non necessariamente il cartone da sei bottiglie, a meno che non costituisca un’unità indivisibile). La novità, introdotta da un decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale, riguarda il regime sanzionatorio italiano. Dal 24 gennaio 2026, la violazione di tali restrizioni non comporterà soltanto conseguenze amministrative o rischi reputazionali: la condotta diventerà penalmente rilevante. La modifica normativa, nell’articolo, è analizzata dall’avvocato Marco Giuri dello Studio Giuri di Firenze.
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Focus
La vigna rinasce a Pompei: la presentazione del progetto
Non solo la vigna che torna ad essere coltivata tra i resti dell’antica città sepolta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d. C.: a Pompei nasce una vera e propria azienda vitivinicola unica al mondo, grazie all’importante e prestigioso progetto di “eno-archeologia” frutto del partenariato pubblico-privato tra il Parco Archeologico e Feudi di San Gregorio, la cantina del Gruppo Tenute Capaldo “custode” della storia del vino dell’Irpinia e della Campania, che lo presenteranno il 3 febbraio al Ministero dell’Agricoltura a Roma, con il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e il Sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi, Attilio Scienza, docente universitario di viticoltura all’Università di Milano e tra i massimi esperti internazionali del settore, Gabriel Zuchtriegel, direttore Parco Archeologico di Pompei, e Antonio Capaldo, presidente Feudi di San Gregorio, moderati da Daniela Scrobogna, presidente Comitato Scientifico Scuola Alta Formazione Fis (Fondazione Italiana Sommelier) e Bibenda. Oltre 6 ettari di vigneti coltivati secondo pratiche biologiche e sostenibili, con una cantina situata nell’area archeologica, per un progetto con finalità culturali prima che commerciali.
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Cronaca
Schiopetto ed il Collio n. 1 per Suckling
Il Pinot Grigio Collio 2024 di Schiopetto, uno dei nomi di punta del Friuli Venezia Giulia e dei grandi bianchi del Collio, è il vino n. 1 nella “Top 100 Value Wines 2025 - Everyday Gems” di James Suckling. L’Italia è rappresentata da 5 vini: ci sono anche il Soave Classico La Rocca 2023 di Pieropan (n. 5), il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico San Paolo Riserva 2021 di Pievalta (n. 9), il Sauvignon Blanc Collio Cicinis 2024 di Attems (n. 24) e il Sauvignon Alto Adige Oberkerschbaum Riserva 2022 di J. Hofstätter (n. 35).
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Wine & Food
Milano Cortina 2026, ecco la wine list con i 26 “vini olimpici” nei calici di “Casa Italia”
Se le Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 (6-22 febbraio) sono l’evento dell’anno in Italia ed una vetrina eccezionale per raccontare al mondo bellezza e bontà del Belpaese, il vino italiano non può mancare. E ci sarà, con 26 “vini olimpici”, specchio riflesso del grande mosaico di biodiversità in rappresentanza dei principali territori italiani, ambassador del made in Italy a “Casa Italia”, presenti nella wine list di “Musa”, il progetto dell’hospitality house alla Triennale a Milano, alla Galleria Farsetti a Cortina d’Ampezzo e all’Aquagranda a Livigno, selezionati per il Coni dal team di Lt Wine & Food Advisory di Lorenzo Tersi, supportato dal giornalista e vice direttore del “Corriere della Sera” Luciano Ferraro. Per Luciano Buonfiglio, presidente Coni, “sono l’espressione autentica del made in Italy che vogliamo esaltare”.
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Prosecco Ruggeri
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Castello del Terriccio
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WineNews.tv
La menzione “Piemonte” nell’etichetta dei vini Doc e Docg si avvicina: parlano i consorzi
Da “Grandi Langhe e il Piemonte del vino”, a Torino, la visione di Piemonte Land, che riunisce tutti i consorzi del vino piemontese, guidata da Francesco Monchiero, dei Consorzi di Barolo Barbaresco Alba Langhe Dogliani, guidato da Sergio Germano, e della Barbera d’Asti e dei Vini del Monferrato, con il vicepresidente Filippo Mobrici, con l’appoggio dell’assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, Paolo Bongioanni, ai microfoni di WineNews.
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