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N. 4.479 - ore 17:00 - Mercoledì 20 Maggio 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Nel 2025 il valore degli acquisti di prodotti biologici nel canale retail ha raggiunto i 4,44 miliardi di euro, +9,2% (pari a 376 milioni di euro in valore assoluto) sul 2024. Si tratta del risultato più alto dell’ultimo quinquennio, se si esclude l’anno della pandemia (2020), con un andamento positivo per quasi tutte le categorie, ma in cui non rientra il comparto vini e spumanti che, nel 2025, segna -0,1% in valore e -1,9% in volume. La parte “bio” di vino e spumanti incide per l’1,8% sul totale agroalimentare e rappresenta l’1,3% del valore del carrello bio. È la fotografia del report Ismea “Biologico: gli acquisti alimentari delle famiglie” (in approfondimento). | |
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| | Negli ultimi cinque anni, l’80% dei produttori italiani ha rilevato un calo dei consumi di vino; per due terzi la tendenza è attesa anche nei prossimi anni. Nonostante ciò, il 70% dei produttori continua a ritenere il settore attrattivo, considerandolo destinato ad un processo di selezione più severo. Ma il 58% dei maggiori produttori di vino si attende per il 2026 una crescita delle vendite complessive. La diversificazione dell’offerta è considerata la leva principale per far fronte al cambiamento dei consumi (lo pensa il 72% delle imprese), seguita dall’apertura o dallo sviluppo di nuovi mercati (64%). Il rafforzamento delle attività di marketing e di comunicazione è fondamentale per il 60% delle aziende; seguono lo sviluppo di nuovi canali di vendita e la maggiore attenzione alla sostenibilità (45% delle opzioni). Il presidio dell’intera filiera produttiva e commerciale è ritenuto il modello organizzativo più idoneo (lo preferisce il 50% delle aziende). In questa direzione si muovono anche le operazioni di Merger & Acquisition, insieme ad iniziative finalizzate ad esigenze di consolidamento locale ed a tematiche di passaggio generazionale. Il focus resta su una produzione di qualità ritenuta determinate per i consumatori da metà delle aziende, subito dopo il prezzo (fondamentale nei due terzi dei casi). Le sfide si affrontano con nuovi investimenti: negli ultimi 3 anni, quelli dei maggiori produttori hanno riguardato principalmente cantina (nel 90% dei casi), efficienza energetica (77%) e tecnologia (57%). Nel 2025 gli investimenti complessivi risultano in aumento del 3,5% sul 2024, mentre la spesa per gli investimenti pubblicitari è in calo del 5,4%, attestandosi al 2,6% delle vendite. È il sentiment che emerge dall’indagine sul settore vinicolo in Italia, firmata dall’Area Studi Mediobanca (in approfondimento), su 255 principali società di capitali italiane, con fatturato 2024 superiore ai 20 milioni di euro e ricavi aggregati per 12 miliardi di euro, presentato ieri a Milano. Rapporto che, nei numeri del 2025, conferma quanto registrato da un sondaggio in materia di WineNews di inizio anno. Nello scorso anno, infatti, i maggiori produttori italiani hanno registrato un calo delle vendite del -2,8% sul 2024. Cantine Riunite-Giv (Gruppo Italiano Vini), Argea, Iwb, Caviro e Antinori al top per fatturato. | |
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| | “Più alzi il gomito, più abbassi il cervello”, “Next Level, il vero flex è sapersi controllare”, “Il limite è il vero stile!”, “Vino al punto giusto”: sono alcuni degli slogan pensati dai 500 studenti di 8 atenei italiani nell’edizione n. 4 di “Comunicare il consumo responsabile - Communication is Education”, progetto promosso dal Centro aspetti sociali del consumo di bevande alcoliche (Casa) di Federvini, guidato da Chiara Soldati, con la regia scientifica del professor Alberto Mattiacci e Rodolfo Maralli, docente in Marketing Planning all’Università Sapienza e President Sales & Marketing Director Banfi, per sensibilizzare i giovani alla cultura del consumo responsabile. Sul podio, in ordine, i progetti (in approfondimento) delle squadre dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, della Sapienza di Roma e dell’Università di Verona. | |
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| | | Solo in Italia, grazie all’impollinazione delle api mellifere - oltre 1,7 milioni di colonie curate da 77.000 apicoltori - si generano 2 miliardi di euro di valore della produzione agroalimentare e 150 miliardi di apporto ecosistemico. Nel mondo, api e altri impollinatori - contro la cui scomparsa Wwf Italia ha lanciato la petizione “Difendi gli Impollinatori”, e che Greenpeace invita a proteggere anche con piccoli gesti quotidiani, come scegliere fiori “amici” per i nostri balconi - garantiscono la riproduzione del 75% delle colture alimentari mondiali, che senza di loro scomparirebbero. Perché il lavoro di questi piccoli insetti, ai quali, oggi, 20 maggio, è dedicata la “Giornata Mondiale delle Api”, va molto oltre la produzione di miele, nella quale l’Italia è leader mondiale per varietà e qualità: le api sono le “sentinelle dell’ambiente”, custodi della biodiversità e degli ecosistemi, protagoniste di meccanismi evolutivi complessi che non solo rendono possibile la riproduzione delle piante, ma la vita stessa sulla Terra. E che sono fondamentali anche per il vino italiano, come dimostrato dal progetto “Honeybees & Vineyard” di Fondazione SoStain Sicilia e Fai-Confagricoltura con le cantine Planeta, Donnafugata, Tasca d’Almerita, Cantina Birgi, Cos, Fazio, Feudo Arancio, Gorghi Tondi, Nicosia e Principe di Corleone. | |
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| | | Arrivano le “Mindful Voices”, nuovo progetto editoriale che “metterà in evidenza le pratiche ispiratrici di chef, albergatori e produttori di vino desiderosi di contribuire allo sviluppo responsabile delle loro filiere”, e si fermano, allo stesso tempo, le “Stelle Verdi”, il riconoscimento nato solo pochi anni fa per celebrare i ristoranti particolarmente virtuosi sul tema della sostenibilità. Sono le novità annunciate dalla Guida Michelin. La prima tappa del lancio di “Mindful Voices” si terrà il 1 giugno 2026 nella cerimonia dedicata ai Paesi Nordici. | |
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| | Alla vigilia della commemorazione della strage di Capaci, il 22 maggio, un gesto simbolico per non dimenticare arriva anche dal mondo del vino, quando i carabinieri del Reparto Biodiversità di Reggio Calabria pianteranno la talea dell’albero Falcone, la pianta davanti alla casa del giudice Giovanni Falcone a Palermo, divenuta uno dei simboli dell’antimafia, nel giardino di Tenuta Rapitalà, guidata da Nino Caleca, tra i vigneti di Camporeale, dove sarà affidata alle cure degli studenti dell’Istituto Agrario di Marsala. Alla cerimonia parteciperanno gli studenti di Agraria ed i giovani del Servizio Civile Volontario di Legacoop Sicilia, con i sindaci del territorio e le autorità civili e militari, da Pietro Cannella, Sottosegretario di Stato alla Cultura, a Don Vito Impellizzeri, preside Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia, a Fernando Asaro, Procuratore della Repubblica di Marsala, tra gli altri. | |
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| | | Matteo Giustiniani, Ceo della celebre cantina di Montepulciano: “va misurato l’impegno per il rispetto del Pianeta, delle persone e delle comunità. E le certificazioni permettono di monitorare e sviluppare un percorso che non è solo un impegno ecologico, ma anche verso il terroir, che è interazione tra suolo e clima, ma è anche conoscenza agricola di una comunità. Nel nostro caso, per esempio, non esiste Nobile di Montepulciano senza una comunità florida che continui a tramandare il savoir faire che ha sviluppato nei secoli”.
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