Se questo messaggio non è visualizzato correttamente clicca qui |
N. 4.593 - ore 17:00 - Mercoledì 28 Ottobre 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
|
|
| | | Per chi intende organizzare una piccola fuga turistica tra l’autunno e l’inverno 2026 senza incappare nel fenomeno dell’overtourism, l’esperienza autentica legata al vino e alla cucina è in assoluto la scelta migliore. A dirlo è il curioso “Indice dell’Italia senza folle” 2026, by Dolcecharm, che spiega come il turismo enogastronomico sia quello che più si allontana dalla folla dal momento che il 66% di queste esperienze autentiche (è la percentuale più alta) tra cibo e vino si trovano a più di 20 km dai 100 comuni più visitati d’Italia, con il 43%, invece, situate in un piccolo borgo, il 39% nelle aree interne e l’8% in comuni sopra i 600 metri di altitudine. | |
|
| | “Vogliamo offrire una prospettiva scientifica sul rapporto tra vino, salute e longevità, superando le semplificazioni che spesso caratterizzano questo dibattito. Il vino è un prodotto complesso, con una storia biologica e culturale millenaria, il cui ruolo va considerato all’interno dello stile di vita, delle abitudini alimentari e del contesto in cui viene consumato. La ricerca ci aiuta a comprendere meglio questi aspetti, ma anche a distinguere ciò che sappiamo da ciò che è ancora da approfondire. L’obiettivo è promuovere una maggiore consapevolezza, mettendo al centro la conoscenza scientifica e l’importanza di scelte responsabili per il benessere e la qualità della vita”. Parole del medico neuroscienziato Giovanni Scapagnini - autorità in materia di meccanismi biologici dell’invecchiamento e rapporto tra nutrizione, metabolismo, cervello e longevità - autore del volume “La via del vino. Un viaggio nella scienza del bere bene”, promosso da Signorvino e pubblicato con Mondadori (nelle librerie italiane nel gennaio 2027, e che uscirà in italiano e in inglese), presentato in anteprima a Vinitaly.Usa, a New York, con un panel internazionale di scienziati. E con il quale, ha spiegato Federico Veronesi, ad Signorvino e Oniwines (che WineNews ha intervistato, con il professore, nella Grande Mela), “vogliamo contribuire a un dibattito sul vino più consapevole, basato sulla conoscenza e sul confronto con la scienza. In un momento in cui il tema del vino e della salute è spesso affrontato in modo troppo semplice, crediamo sia importante offrire strumenti per comprendere meglio il suo ruolo nella cultura e nello stile di vita mediterraneo. La collaborazione con il professor Giovanni Scapagnini nasce proprio da questa volontà: promuovere una cultura del vino accessibile e inclusiva, che metta al centro la consapevolezza, la moderazione e il valore della convivialità. Con questo libro portiamo il nostro percorso oltre i confini italiani, aprendolo a un pubblico internazionale”. Con la prefazione dello chef stellato Carlo Cracco, la tesi del volume è che il vino non è “etanolo più confezione”: a fare la differenza sono cosa si beve, quanto e in quale contesto. Ma affronta anche i rischi con onestà, traducendo il rischio relativo in rischio assoluto e indicando il modello di consumo mediterraneo: ai pasti, nella settimana e senza eccessi. | |
|
| | Le parole italiane più diffuse e riconosciute nel mondo? Pizzaiuolo, espresso, moka, tramezzino e jeans, a conferma di come l’enogastronomia sia uno dei più potenti veicoli dell’identità culturale del Belpaese all’estero. Lo racconta “Onde - Parole italiane in viaggio”, progetto della Fondazione Treccani Cultura con il Ministero degli Affari Esteri, per la “Settimana della Lingua Italiana nel Mondo” 2026, di scena nei giorni scorsi, e che ripercorre la storia degli italianismi, ovvero le parole nate in Italia ed entrate nel lessico di altre lingue. In cima alla classifica figura pizzaiuolo, definito come “l’artigiano che prepara la pizza napoletana secondo gesti codificati e tramandati”, la cui diffusione internazionale è legata anche al riconoscimento Unesco, ottenuto nel 2017, dall’“Art of Neapolitan Pizzaiuolo”. | |
|
| | | Nei primi 8 mesi 2026, i turisti stranieri hanno speso in Italia 16,2 miliardi di euro, il 5% in più sullo stesso periodo 2025, secondo il Rapporto Nexi sulla spesa turistica. E gli Stati Uniti mantengono il primo posto tra i mercati di provenienza, con 2,55 miliardi di euro e una crescita del 7,3%. Numeri che sintetizzano l’importanza del turismo americano per il Belpaese, anche se si guarda all’enoturismo. Con gli statunitensi che cercano, soprattutto, esperienze autentiche, con il vino che va visto, però, come porta di accesso al territorio, alla cultura, al paesaggio e alle identità locali, e non come prodotto fine a sé stesso. Un messaggio ribadito anche dagli operatori del mercato, a Vinitaly.Usa 2026, che si è chiuso, ieri, a New York, con i contributi, tra gli altri, di Susan Kostrzewa, già direttrice “Wine Enthusiast” e oggi editorialista di “Resplendent Ink”, Cristina Mariani May, proprietaria e ceo Banfi, cantina di riferimento del territorio di Montalcino, del vino italiano e dell’enoturismo in Italia, la giornalista specializzata in life style e viaggi Sara Magro, Phillip Peña, alla guida di “Virtuoso”, gruppo specializzo nel luxury travel, e Mattia Moliterni di Roscioli New York, che ha messo in piedi un Wine Club da 2.000 iscritti, e non solo (gli interventi in approfondimento). | |
|
| | | Cosa succede se il mondo dei supereroi incontra l’alta cucina? Nella nuova antologia Marvel, firmata Panini Comics, il celebre Iron Man fa tappa a Lucca, al ristorante “L’Imbuto” (1 Stella Michelin), dove lo chef Cristiano Tomei, in versione fumetto, si troverà ad affiancare i vendicatori in un’avventura ad alto tasso di adrenalina (e sapore). La pubblicazione, presentata oggi, a “Lucca Comics & Games” 2026, si intitola “Spider-Man: Meals to Astonish - Cucina da Eroi”, ed unisce l’azione travolgente dell’universo Marvel al fascino della gastronomia d’autore. | |
|
| | Il Made in Italy agroalimentare continua a conquistare i mercati internazionali, ma la qualità dei prodotti non sempre si traduce in un equivalente valore dei marchi. Nel 2025 l’export italiano del settore ha raggiunto il record storico di 73 miliardi di euro, in crescita del 5%, eppure, secondo “Brand Finance” 2026, l’Italia rappresenta il 19% dei food brand presenti nella “Top 100” mondiale, ma soltanto il 7,4% del loro valore complessivo. Un divario che racconta una delle grandi sfide dell’agroalimentare italiano: trasformare la qualità riconosciuta dei prodotti in reputazione, fiducia e valore economico duraturo. È questo uno dei principali spunti di riflessione del convegno “Food, Wine & Co.” del Master in Economia e Management della Comunicazione e dei Media dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, curato dalla professoressa Simonetta Pattuglia, a Roma. | |
|
| | | A WineNews, Mario Vercesi, ad Gattinoni Travel, divisione del Gruppo Gattinoni, da 40 anni sul mercato, e che si occupa anche di enoturismo, con il quale abbiamo analizzato i comportamenti dei viaggiatori da “Fine #WineTourism Marketplace Italy”, a Riva del Garda: “nel turismo organizzato, chi acquista un pacchetto, un tempo chiedeva semplicemente di conoscere un luogo nuovo, oggi vuole viverlo, conoscerne la storia, la gente ed entrarci in contatto”. Per questo il vino nel travel ha molte “opportunità: sono mondi che potrebbero dare molto di più l’uno all’altro”. | |
|
|
|