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N. 4.513 - ore 17:00 - Mercoledì 8 Luglio 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Una verticale di Montrachet formato magnum (annate 2020, 2022, 2023), una Salmanazar (9 litri) di Clos de Vougeot 2006, una verticale di La Tâche del Domaine de la Romanée-Conti (annate 2014, 2015 e 2016), e bottiglie di Vosne-Romanée Premier Cru Les Grands Suchots del Domaine Arnoux-Lachaux (annate dalla 2012 alla 2017). Sono solo alcuni dei 320 lotti da sogno provenienti da 120 tenute della Borgogna, battuti in asta da Christie’s per sostenere il restauro dell’antica Abbazia di Cîteaux. L’appuntamento è fissato per il 19 settembre, con l’asta ed una cena di gala, allo Château du Clos de Vougeot, ma i vini saranno già disponibili online a partire dal 4 settembre. | |
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| | Che il periodo, ormai lungo, sia complicatissimo per il vino mondiale ed italiano, a causa di un contesto globale segnato da guerre “fisiche” e commerciali, un’economia in difficoltà ovunque, ed un salutismo crescente, è un dato di fatto ormai acclarato. Così come lo è che per il vino italiano, in particolare, il “grande malato”, ma insostituibile partner straniero, sono gli Usa. Eppure, lavorando su altri mercati per ampliare la platea e arginare le perdite negli States, e con ancora maggiore sinergia tra imprese, rappresentanze di filiera ed istituzioni, cambiando una visione, anche della Pac, che deve andare sempre più nell’ottica dello sviluppo, piuttosto che del sostegno al reddito, questa fase di criticità, “che non è la prima e neanche la peggiore”, ha detto il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, può essere superata. A patto di fare “scelte coraggiose”. Messaggio, in estrema sintesi, arrivato dall’assemblea Unione Italiana Vini (Uiv), oggi a Roma, al Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (Cnel), dove uno dei temi centrali (in approfondimento) è stato anche quello, di cui si dibatte da tempo, della regolazione dell’offerta, che per l’organizzazione guidata da Lamberto Frescobaldi, passa dallo stop alla concessione di nuovi impianti per i prossimi 2 anni e dai tagli delle rese, anche per i vini Dop e Igp, mentre è da scartare l’ipotesi di estirpi finanziati con i fondi Ocm. I numeri Uiv, del resto, parlano chiaro: nonostante le 3 vendemmie “light” tra il 2023 e il 2025, a maggio 2026 gli stock in cantina - tra vino e mosti - hanno superato i 53 milioni di ettolitri (a +7,3% sul dato di maggio 2025), l’equivalente di un’intera vendemmia ferma in cantina. E mentre frena il mercato sia a livello nazionale (-2% il dato Gdo gennaio-maggio 2026 sul corrispondente periodo 2025) che internazionale (l’export nel primo trimestre 2026 segna -4% a volume e -8,3% a valore), crescono i declassamenti, ovvero la riclassificazione di un vino in una categoria inferiore (ad esempio da Docg a Doc, da Doc a Igt o a vino comune). Con una perdita di valore importante, che per i vini Dop è equivalente a 364 milioni di euro (il 10%) e per gli Igp a 152 milioni (il 14%), per un totale generale di 516 milioni di euro in meno, pari all’11%. | |
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| | “Salute, Benessere e Sport”, “Qualità, Innovazione e Tecnologia”, “Economia, Management e Policy Making”, “Ecologia, Cambiamento Climatico e Biodiversità” e “Patrimonio Culturale, Tradizioni e Arte”: ecco le 5 aree di sviluppo per il futuro dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, indicate dal Rettore Nicola Perullo, in continuità con la visione del fondatore Slow Food Carlo Petrini, per garantire maggiore sostenibilità economica e capacità di programmazione di lungo periodo, superando una logica fondata esclusivamente sulle entrate derivanti dalle rette universitarie, con la costruzione di un network di grandi partner istituzionali e industriali che condividano il progetto culturale e scientifico dell’Ateneo e partecipino alla sua crescita attraverso percorsi di coprogettazione e investimenti pluriennali. | |
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| | | Che i consumi di alcol siano in calo strutturale è un fatto con cui, ormai, tutta l’industria, compresa quella del vino, sa di dover fare i conti. Ma lo scenario disegnato da un nuovo studio è brutale: da qui al 2050, i consumi di alcolici in genere si dimezzeranno, in volume, per due motivi principali, la crescente attenzione alla salute dei consumatori, e normative sempre stringenti. Un trend che può essere invertito, investendo in bevande “No & Low Alcohol e Functional Drinks”, sempre più apprezzate dai giovani, per l’industria del beverage in generale, e magari, per il vino, su abbinamenti e suggerimenti sempre più personalizzati non solo in base al cibo, ma anche al momento della giornata, al clima e all’umore della persona stessa, persino, grazie all’Intelligenza Artificiale. Ma sarà fondamentale anche che le rappresentanze di settore e i big player siano sempre più proattivi, capaci di collaborare con governi ed enti preposti a scrivere le normative, e possibilmente di guidarli, piuttosto che inseguirli, puntando sempre di più su tutto quello che può spingere, a livello di regole e di comunicazione, verso un consumo di alcol consapevole e compatibile con la salute. È il quadro di sintesi dell’ultimo report (in approfondimento) “The Future of Alcohol: Tech, Politics, and Structural Decline” di Roland Berger. | |
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| | | Da “Vinitaly, the Opera Ouverture”, le degustazioni con cena prima degli spettacoli dell’Arena Opera Festival a Palazzo della Gran Guardia a Verona (dal 9 luglio), a “Venezia Superiore” dove assaggiare il Valpolicella (a bassa temperatura) sul Canal Grande con il Consorzio Vini Valpolicella (9 luglio), da “Canelli Città del Vino-Bollicine a Canelli” nelle Cattedrali Sotterranee Patrimonio Unesco (10-11 luglio), a “Sicilia in Bolle” nella Costa del Mito con i migliori spumanti siciliani secondo i sommelier Ais (11-13 luglio), sono tanti gli eventi nell’agenda WineNews. | |
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| | Tremila titoli tra libri, manoscritti, riviste, bandi, incisioni, disegni e manifesti, dal frammento della pergamena del “Theorica Pantegni”, il primo grande libro di medicina scritto in latino nel Medioevo, alle edizioni originali dei viaggi nell’Italia del vino di Mario Soldati, maestro del giornalismo enogastronomico italiano, del Novecento, tutti dedicati alla “civiltà del bere” e che sono passati da una delle librerie antiquarie più famose e autorevoli d’Italia. È il grande “tesoro” raccolto nel catalogo “Enologia, viticoltura, cultura del vino e civiltà del bere. Biblio-brindisi negli ottant’anni della Libreria Docet” da Loris Rabiti, alla guida della storica libreria di famiglia Docet di Bologna, nata all’indomani del referendum della Repubblica Italiana, il 17 giugno 1946, e che, nei giorni scorsi ha celebrato 80 anni di storia. | |
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| | | A WineNews, la riflessione di Federico Petroni, coordinatore America della rivista “Limes”. “Cambia la composizione etnica, e cambiano i gusti, per esempio, con la crescita della componente ispanica della popolazione. Il legame storico tra americani, cibo e vino italiani - sviluppato in buona parte grazie alle migrazioni dall’Italia agli Usa nella prima metà del Novecento - è ancora forte, ma si sta indebolendo anche a causa di questo cambiamento, ed è necessario lavorare per mantenerlo saldo” | |
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