Se questo messaggio non è visualizzato correttamente clicca qui |
N. 4.460 - ore 17:00 - Mercoledì 22 Aprile 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
|
|
| | | Se aziende e stalle, sempre più spesso, producono energia, grazie ai tanti fondi arrivati dal Governo per i vari bandi agrivoltaici, più discusso è il tema dei pannelli solari montati sopra campi e vigneti, ma l’agrivoltaico cresce in Italia, e, oggi come oggi, di fronte alla “crisi energetica” è di stringente attualità. Esperienze virtuose non mancano, dai vigneti di Caviro, alla Vigna Agrivoltaica di Comunità in Puglia, dove le pergole fotovoltaiche sopra i filari creano anche un microclima favorevole e proteggono le piante dagli eventi climatici. Ed è questa la via da percorrere, anche per l’Enea e l’Associazione Italiana Agrivoltaico Sostenibile. | |
|
| | Non solo etichette d’autore o eventi occasionali: sono sempre di più le cantine in Italia che investono, in maniera stabile, nel mondo dell’arte, tra collezioni permanenti, installazioni e percorsi site-specific, premi, residenze d’artista e mostre. In alcuni casi, è l’architettura stessa delle strutture ad essere firmata da grandi progettisti, contribuendo a rafforzare il dialogo tra estetica e territorio. Ad oggi sono oltre 60 le aziende vinicole italiane che hanno costruito e mantengono una stretta liaison con l’universo dell’arte: le ha mappate MetodoContemporaneo, il primo osservatorio italiano permanente su arte e paesaggio vitivinicolo dell’Università di Verona e Bam! Strategie Culturali. Molte di esse, scommettono ed investono da decenni sull’arte contemporanea: da Ca’ del Bosco a Zenato, da Pasqua a Ceretto, da Antinori a Planeta, da Frescobaldi a Donnafugata, da Castello di Ama al Carapace - Tenute Lunelli, da Feudi di San Gregorio a Fontanafredda, da Lungarotti a Tenuta di Argiano, da Masciarelli a Bosca, da Villa Sandi a La Raia ... (per citarne solo alcune tra quelle in approfondimento, ndr). Il rapporto tra vino e arte affonda le radici in una comune tensione verso la creazione, il tempo e la trasformazione. Se il vino è il risultato di un processo in cui natura e intervento umano dialogano fino a trovare un equilibrio, l’arte contemporanea ne condivide la dimensione progettuale e la capacità di interpretare il presente. Oggi, questo legame, si è fatto sempre più strutturato, con tante cantine che hanno scelto di investire in modo stabile nella produzione artistica. Parallelamente, sono nati premi dedicati all’arte, promossi dalle aziende per sostenere gli artisti, valorizzando la ricerca artistica e creando reti tra mondo della cultura e dell’impresa. Ancora più significativa, la diffusione di residenze d’artista, che invitano creativi a soggiornare in cantina, a stretto contatto con il paesaggio e i ritmi della produzione, per sviluppare opere ispirate al contesto. Le mostre temporanee, infine, completano questo ecosistema, offrendo al pubblico occasioni di fruizione che superano i confini tradizionali dei musei. In questo intreccio virtuoso, il vino si fa medium culturale e l’arte trova nuovi spazi di espressione, contribuendo a ridefinire il ruolo delle cantine come attori attivi nel panorama contemporaneo. | |
|
| | Zonin 1821, uno dei grandi Gruppi del vino italiano, ha scelto di presentare domanda per accedere alla Composizione Negoziata della Crisi (Cnc), “strumento stragiudiziale finalizzato al riequilibrio economico-finanziario di imprese, ritenuta dall’azienda uno degli strumenti più idonei per conseguire, in modo ordinato e nel medio periodo, gli obiettivi finanziari e operativi, in quanto garantisce la piena continuità operativa, in ambito sia produttivo che commerciale”. La Composizione Negoziata della Crisi è uno degli elementi del piano di rilancio a cui sta lavorando il nuovo amministratore delegato, Maurizio Rossetti, nominato dalla Zonin 1821. Un piano di rilancio, ha spiegato l’azienda, che passerà anche dalla “razionalizzazione di parte delle strutture produttive agricole del Gruppo che totalizzano complessivamente 1.500 ettari”. | |
|
| | | Se per il mondo del vino, portare le persone in cantina e far scoprire loro i territori, è un asset sempre più fondamentale per il business delle aziende, ci sono zone in cui l’enoturismo è da tempo visto come strategico, su cui si investe molto, con risultati premianti. Come in Sicilia, nel firmamento qualitativo del vino italiano e terra di eccellenza proprio per l’enoturismo, grazie al quel “mosaico” di vino e territori da Noto all’Etna, da Marsala a Pantelleria, e non solo, ed ai tanti sforzi messi in atto dalle cantine. Come raccontano i dati di WineSuite per Assovini Sicilia, commentati, con il direttore Tg1 Marco Chiocci, dalle produttrici Francesca Planeta, nel board de “La Sicilia di Ulisse”, e Federica Fina, presidente Movimento Turismo del Vino Sicilia, e l’Assessore all’Agricoltura della Regione Siciliana, Luca Sammartino, tra gli altri. “L’enoturismo rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci per raccontare l’identità e la biodiversità del vino siciliano. Come Assovini Sicilia - ha detto la presidente Mariangela Cambria - che riunisce oltre cento aziende del territorio e gran parte della produzione imbottigliata dell’isola, lavoriamo per rafforzare il posizionamento internazionale della Sicilia e costruire un sistema sempre più integrato tra vino, cultura e accoglienza”. | |
|
| | | L’eccellenza dei vini bianchi del Friuli è riconosciuta in Italia ed all’estero. Dove resta un tabù l’associazione proprio dei bianchi con la capacità di invecchiamento. Ma, in merito ai bianchi italiani, esistono esempi virtuosi di aziende o territori che investono risorse e tempo per superare questo preconcetto, come ha confermato una masterclass firmata dalle Donne del Vino con Friulani, Malvasie e Pinot Grigio e non solo, delle cantine friulane Cantarutti Alfieri, Tenuta Luisa, Zorzettig, Venica, San Simone e Richenza. | |
|
| | Oggi è la “Giornata Mondiale della Terra”, nata per sensibilizzare i cittadini sul ruolo fondamentale della Terra per la nostra vita e per aumentare la consapevolezza ambientale. Ma secondo Slow Food Italia questa ricorrenza si celebra, ormai, in una situazione sempre più disastrosa tra cementificazione, uso di erbicidi e pesticidi, eccessivo sfruttamento, inquinamento e guerre sempre più diffuse. Così il più importante movimento mondiale che si batte per il diritto al cibo buono, pulito e giusto per tutti, torna a sottolineare come la transizione ecologica possa avvenire anche tramite scelte quotidiane a partire dalla spesa che portiamo in tavola: “un atto su cui ogni persona può incidere, perché ogni scelta alimentare sostiene uno specifico modello agricolo e distributivo, difende la biodiversità, la salute dell’ambiente e l’economia rurale”. | |
|
| | | A WineNews, Vincenzo Russo, professore di Psicologia dei Consumi e Neuromarketing allo Iulm di Milano, spiega che se “per molte cantine TikTok non esiste, i giovani ci parlano con TikTok: questo è già un elemento critico”. E che, tra le caratteristiche che i giovani osservano, ci sono la capienza delle bottiglie, le qualità percettive del vino, ma anche il grado alcolico e le certificazioni, dal bio alla sostenibilità: “i ragazzi guardano ciò che possono capire”. Perché, analizza il professore, quando si parla di giovani, vino e comunicazione, “tutto si gioca sulle emozioni”. | |
|
|
|