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N. 4.575 - ore 17:00 - Venerdi 2 Ottobre 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Il colore è la prima cosa che si nota in un vino, e può influenzare le aspettative e le percezioni ancora prima dell’assaggio. Ma quando entra in gioco il contenuto del calice, l’apparenza perde gran parte del suo peso. Parola di uno studio della Cornell University, pubblicato, nei giorni scorsi, sull’“American Journal of Enology and Viticulture” (Ajev), che ha indagato se i vini rossi ottenuti da vitigni ibridi resistenti alle malattie siano penalizzati dai consumatori a causa di caratteristiche cromatiche ritenute meno tradizionali rispetto ai vini derivati da Vitis vinifera, la più diffusa e detta anche vite comune o euroasiatica.
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| | Un raffinato dialogo tra il mondo del lusso e le eccellenze del vino e della
ristorazione: a Milano, dal 5 all’11 ottobre, torna “La Vendemmia” by MonteNapoleone District, evento diffuso - giunto all’edizione n. 17 - con le boutique dei luxury brand italiani e internazionali che ospitano le più importanti griffe del vino italiano con le loro etichette più famose. Da Ceretto, in partnership con Casa Conte, a Il Borro, insieme a Ferragamo, da Villa Bucci a Intimissimi a Diesel Farm da Marni, da Cottanera e Pietradolce da Damiani a Contadi Castaldi da Piquadro, da Villa Santi a Sant’Ambroeus, da Masottina ospite di Alice + Olivia a Fonzone da Kinaura Rigenerative Institute, da Umani Ronchi da Roger Vivier a Josetta Saffirio da Jil Sander, da La Scolca da Larusmiani a Mack & Schuhle Italia da Brun Fine Art, da Allegrini a Doucal’s a Trendodoc Altemasi nel Museo Bagatti Valsecchi, passando per Camigliano al Park Hyatt, Ruffino e Passopisciaro all’Hotel Portrait e Tenuta Masciarelli al The Carlton Milano, solo per citarne alcuni. Tra degustazioni d’autore, cocktail esclusivi e menu speciali firmati dai migliori chef, l’appuntamento rappresenta un’occasione unica per vivere l’identità della città in un’esperienza che intreccia creatività, cultura e savoir-faire, coinvolgendo anche gli hotel del lusso e una rete di 24 ristoranti. Le vie del Quadrilatero della Moda si trasformano in un inedito vigneto urbano, che si svilupperà da Via Montenapoleone e Via Sant’Andrea, proseguendo attraverso Via Verri, Via Santo Spirito, Via Gesù, Via Bagutta e Via San Pietro all’Orto, fino a Corso Matteotti. Tralci, foglie, fiori e grappoli, reinterpretati in chiave pop-surrealista, dialogheranno con l’architettura, le facciate e le vetrine dei negozi, dando vita ad un paesaggio inedito, in cui natura, design e cultura del vino si incontreranno, fondendo l’estetica della vendemmia con l’identità internazionale del District e creando un percorso immersivo all’insegna dell’arte e della creatività. Tra gli highlights dell’evento, nel segno della solidarietà, la tradizionale asta benefica “Italian Masters” (6 ottobre a Palazzo Bovara), battuta da Christie’s Italia a favore di Dynamo Camp. Protagonisti 30 lotti di pregiate bottiglie storiche e da collezione, selezionate dal patrimonio di etichette del Comitato Grandi Cru d’Italia.
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| | Gli alcolici perdono terreno, ma le vendite complessive di bevande aumentano del +2,9% raggiungendo i 180 milioni di euro, tra giugno 2025 e 2026, nei 6 principali mercati europei del largo consumo. Perchè se è vero che le persone hanno ridotto il consumo di alcol, le stesse stanno spendendo di più però per una nuova generazione di bevande, alternative agli alcolici e tendenti a stili di vita più salutari. A dirlo è un’analisi Circana che spiega come la spesa per gli alcolici è diminuita del -0,8% in Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna e Uk, mentre le vendite di bevande alternative a basso o nullo contenuto alcolico sono aumentate del +7,3%. Gli acquisti di vino in Gdo sono diminuiti del -1,5%, la birra del -0,9%, il sidro del -1,2% e i superalcolici del -2,2%, a dispetto di bevande sportive, energy drink e bevande a base di yogurt.
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| | | Le nuove tendenze di consumo, che sembrano privilegiare vini meno strutturati e penalizzare, in genere, i vini rossi, hanno effetto anche su una delle zone più importanti e prestigiose a livello mondiale, la Borgogna. Dove tra vini rossi che sono miti assoluti, così come alcuni vini bianchi fermi, sono le bollicine del Crémant a far registrare i risultati migliori nell’ultimo anno. Secondo il Comité des Vins de Bourgogne, le vendite in bottiglia dei vini fermi del territorio, tra luglio 2024 e luglio 2026, hanno avuto una flessione del -1,3% (166 milioni di bottiglie). Una perdita, comunque, contenuta grazie alla buona tenuta dei vini bianchi (che rappresentano il 61% della produzione), sostenuta, in particolare, da un calo dei prezzi sui mercati. In questo quadro, però, il Crémant de Bourgogne prosegue la sua corsa con un incremento delle vendite del +6,5% nello stesso periodo, che porta le vendite complessive della Borgogna in parità nel periodo considerato (0,05%), con quasi 200 milioni di bottiglie in commercio. Di cui la metà (100,2) vendute all’export (+2,3%), per un valore di 1,6 miliardi di euro (-2,4%). Un calo in valore tutto dovuto agli Usa (-21%), mentre l’Italia cresce a doppia cifra sia in volume (+15,4%, per 2 milioni di bottiglie) che in valore (+21,1%, per 37 milioni di euro).
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| | | Per Damien Hirst, l’assemblaggio, savoir-faire storico e quintessenza dello Champagne, è come il suo “Kaleidoscope”: un caleidoscopio in cui si ritrovano echi delle opere e della filosofia dell’artista britannico. Ed è con uno degli artisti più influenti al mondo, che la celebre griffe Dom Pérignon arricchisce la collezione che unisce il vino all’arte, svelando la nuova Limited Edition per le Feste 2026, nel solco di tre decenni di collabs con nomi come lo stilista Karl Lagerfeld e le popstar Lenny Kravitz e Lady Gaga.
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| | Arnaldo Rivera - Terre del Barolo dal Piemonte, Elena Walch in Alto Adige, Venica & Venica dal Friuli Venezia Giulia, Pieropan in Veneto, Petrolo in Toscana, Il Pollenza nelle Marche, San Giovenale nel Lazio, Cantine Antonio Caggiano in Campania, Casa Vinicola Coppi in Puglia e Benanti in Sicilia: sono le cantine che firmano i 10 vini dell’anno di “Bibenda” 2027, la guida della Fondazione Sommelier (Fis), guidata da Franco Ricci, scelti tra i tanti vini, oltre 780, di 701 cantine, premiate con i “Cinque Grappoli” (con “triplette” per produttori come Giacomo Conterno, Gaja, La Spinetta, Fontodi, Ca’ del Bosco e Terlano, come già raccontato da WineNews, la presentazione in programma il 28 novembre, a Roma). Ovvero quelle “etichette che restano nella mente, nell’anima e nel cuore” e che “non si dimenticano”.
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| | | Il racconto del giornalista, firma storica del vino in Italia, già co-fondatore (con Stefano Bonilli) del Gambero Rosso nel 1986 (quando nasceva anche Slow Food con Carlo Petrini) e “Doctor Wine”, premiato, nei giorni scorsi, dai “Grandi Marchi” - che riunisce 18 grandi nomi del vino italiano - e primo italiano dopo i riconoscimenti andati a Burton Anderson, Jens Priewe, Monica Larner, James Suckling e Isao Miyajima. “In 40 anni il mondo del vino è cambiato profondamente, così come è cambiato il mondo in generale. In vigna, in cantina, nei consumi e nel racconto del vino”.
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