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N. 4.596 - ore 17:00 - Lunedì 2 Novembre 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Le difficoltà del mercato del vino colpiscono anche in California. Dove, secondo il “California Winegrape Mapping Project 2026”, presentato dalla California Association of Winegrape Growers (Cawg), e realizzato da Land IQ, tra agosto 2025 e agosto 2026 sono stati espiantati 19.115 ettari di vigneti. Oggi, nel principale stato Usa per la produzione di vino, risultano ancora presenti 177.716 ettari di vigneto. “I risultati quantificano i cambiamenti che i viticoltori stanno vivendo in prima persona: dietro ai numeri ci sono decisioni difficili che incidono su famiglie, lavoratori e attività locali”, commenta Natalie Collins, presidente Cawg. | |
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| | Procede all’insegna della stabilità l’export agrifood europeo. Secondo il “Monitoring Eu agri-food trade” della Commissione Europea, riferito ad agosto 2026, le esportazioni nei primi 8 mesi dell’anno si sono avvicinate ai 157,7 miliardi di euro (erano circa 158 miliardi di euro nello stesso arco temporale del 2025). In questo contesto, il vino, quarto prodotto agrifood più esportato nel continente, ha raggiunto i 10,6 miliardi di euro di export, -2% rispetto al dato cumulativo di agosto 2025, ma con un miglioramento dal -3% fatto registrare a luglio, come già riportato da WineNews. Tra le categorie di prodotti che sono cresciute maggiormente ci sono liquori e spirits che hanno superato i 6 miliardi di euro di export, a +11% rispetto al periodo gennaio-agosto 2025. Il settore agroalimentare, nel complesso, dell’Ue ha aumentato la sua bilancia commerciale positiva nei primi 8 mesi 2026, con un avanzo cumulativo di 34,7 miliardi di euro, e quindi 4,1 miliardi di euro in più sullo stesso periodo 2025. Con 36 miliardi di euro, il Regno Unito (-2%) si conferma il partner n. 1 per l’Europa, guardando alle esportazioni, davanti agli Stati Uniti a 18,3 miliardi di euro (a -6%, ma in crescita dal -9% di luglio: persi, comunque, rispetto a gennaio-agosto 2025, 1,2 miliardi di euro di esportazioni, ndr), alla Svizzera a 8,9 miliardi di euro (+2%) ed alla Cina a 8,3 miliardi di euro (-3%). Da sottolineare che le esportazioni verso la Turchia sono aumentate di 320 milioni di euro (+8%), principalmente a causa delle spedizioni di carni bovine, mentre le esportazioni verso l’India sono incrementate di 253 milioni di euro (+29%), trainate in gran parte dall’olio di girasole. Le esportazioni verso i Paesi del Golfo sono tornate a livelli medi in agosto a seguito di precedenti perturbazioni. Le importazioni cumulate si sono attestate, invece, a 122,9 miliardi di euro (gennaio-agosto 2026), in calo di 4,5 miliardi di euro (-4%) su base annua. Una discesa dovuta in gran parte a un calo del valore delle importazioni dai principali Paesi produttori di cacao, soprattutto per i prezzi in diminuzione. Il Brasile è il Paese da cui l’Europa importa di più, per un totale di 12,7 miliardi di euro. | |
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| | Le dimore storiche italiane non sono soltanto custodi di arte, architettura e memoria: da secoli rappresentano anche un presidio del paesaggio agricolo, della biodiversità e delle produzioni che modellano l’identità dei territori. Domenica 8 novembre torna “Coltiviamo la Cultura”, l’iniziativa di Associazione Dimore Storiche Italiane (Adsi) - per la prima volta, in collaborazione con Confagricoltura - che aprirà gratuitamente al pubblico ville, castelli, cascine, masserie e tenute storiche in tutta Italia, per raccontare il legame tra patrimonio culturale, paesaggio agricolo e produzioni locali. L’Associazione Dimore Storiche Italiane conta 4.500 soci “custodi” di beni culturali privati in Italia (tra cui WineNews, con Palazzo Farnetani, locale di rappresentanza, nel cuore del centro storico di Montalcino, attualmente in restauro, ndr). | |
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| | | Gli Usa si confermano primo mercato anche del vino biologico con vendite per 60,4 miliardi di euro, in crescita del +105,8% dal 2014, e con un bio ormai stabilmente nelle abitudini di consumo, tanto che il 54% di americani acquista prodotti bio almeno una volta a settimana. Uno scenario dal forte potenziale per il made in Italy, come spiega il primo focus 2026 di Nomisma per Ita.Bio, piattaforma a supporto del settore sui mercati promossa da Ice Agenzia, con FederBio. E che - con una survey su 1.000 responsabili degli acquisti familiari tra 18 e 65 anni residenti negli Stati di New York e California - evidenzia come il 43% degli statunitensi abbia acquistato almeno una volta nell’ultimo anno un prodotto bio made in Italy, grazie all’ottima reputazione dell’Italia, che guida la classifica della percezione di qualità e sicurezza per il 56% di intervistati, precedendo Francia e Canada. Solida la performance del vino bio italiano: nel 2025 gli Usa ne hanno importato per 35,6 milioni di euro e nei primi 8 mesi 2026 il valore è aumentato del +2,2% sullo stesso periodo 2025. Con una quota del 51% in valore, l’Italia è il principale fornitore di vino bio in Usa, distanziando nettamente i concorrenti internazionali. | |
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| | | “Storia e Tradizione”, “Ingredienti e Materie Prime”, “Ricette e Tecniche”, “Arte, Curiosità e Cultura”, “Grandi Chef e Ristoranti” e “Vini e Bevande”. Dopo il riconoscimento della Cucina Italiana come Patrimonio Unesco, della quale il vino rappresenta il fedele compagno, arriva anche il gioco che la racconta: “Trivial Pursuit Cucina Italiana”, la prima versione del popolare quiz dedicata esclusivamente al patrimonio gastronomico del nostro Paese, con 1.800 domande e la curatela scientifica dell’Accademia Gualtiero Marchesi. | |
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| | La longevità di un vino è sempre più difficile da prevedere. Oggi non basta sapere com’è: bisogna capire come potrebbe evolvere e trasformare questa lettura in scelte tecniche concrete. È da quest’esigenza che nasce Nb-Wep - Wine Evolution Potential, il nuovo indice sviluppato da Nicola Biasi Consulting per misurare, monitorare e guidare il potenziale evolutivo del vino. Il punto di partenza è una domanda sempre più centrale: non soltanto come si presenta un vino nel momento dell’analisi, ma in quale direzione sta andando e con quale sensibilità sta affrontando il proprio affinamento. “Non tutti i vini nascono per evolvere trent’anni senza perdere integrità, ma è nostro compito portarli al loro massimo potenziale” spiega Nicola Biasi, enologo, produttore e fondatore delle rete di imprese Resistenti Nicola Biasi, che ad oggi raggruppa 8 cantine che puntano sui vitigni Piwi.
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| | | A WineNews, l’analisi di Denis Pantini, responsabile Nomisma Wine Monitor, e Rita Babini, presidente Fivi: i produttori associati, secondo una ricerca, condotta da Wine Monitor per i Vignaioli Indipendenti, hanno un ruolo centrale nel presidiare il territorio, anche nelle aree più fragili del Paese, e mostrano percentuali di giovani, donne e stranieri occupati sopra le medie di settore. Fondamentali, per loro, enoturismo e vendite dirette ai consumatori, che potrebbero crescere ancora verso l’estero, con una piattaforma “one stop” per le accise. | |
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