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N. 4.456 - ore 17:00 - Giovedì 16 Aprile 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Non è un cambio di volto, ma di struttura: mentre il settore vitivinicolo italiano affronta mercati instabili, attacchi reputazionali e una complessità sempre più elevata, emerge un modello che parla di efficacia organizzativa, perché dove cresce la leadership femminile le aziende del vino diventano più solide, più orientate al futuro e più attente al capitale umano. Lo evidenzia la ricerca “Il ruolo delle donne nella trasformazione dei modelli di governance e di leadership nelle aziende vitivinicole” (in approfondimento), realizzata da Mib Trieste School of Management con le Donne del Vino.
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| | In Italia il mercato del vino nella gdo ha chiuso il 2025 con segnali contrastanti: calano i volumi, mentre il valore resta sostanzialmente stabile, grazie ad un progressivo orientamento dei consumatori verso prodotti di fascia più alta. Nel 2025 il comparto di vini e spumanti nella gdo ha raggiunto un valore complessivo di 3,2 miliardi di euro e 737 milioni di litri venduti. A fronte di una lieve contrazione del valore (-0,5%), si registra una flessione più marcata dei volumi (-2,7%), accompagnata da un incremento medio dei prezzi (+2,3%). A dirlo, l’analisi Circana presentata nell’edizione n. 22 della tavola rotonda dedicata al mercato del vino nella gdo italiana, organizzata da Veronafiere, a Vinitaly 2026 a Verona, in cui produttori, distributori e insegne leader della gdo italiana (da Coop a New Princes, da Md a Crai, che WineNews ha intervistato, in approfondimento), si sono confrontati di fronte ad un pubblico di cantine, giornalisti ed esperti del settore. “L’analisi evidenzia un mercato in trasformazione, tra pressione sui volumi e ricerca di valore - ha dichiarato Virgilio Romano, insight director Circana - in questo contesto, sembra proprio che la competizione premierà gli operatori più efficienti, capaci di valorizzare il prodotto e intercettare nuovi consumatori, soprattutto nelle fasce medie e medio-alte”. Uno dei trend più rilevanti riguarda il cosiddetto “effetto mix”: sono gli stessi consumatori a spingere verso l’alto il prezzo medio, scegliendo vini mediamente più costosi rispetto al passato. Le fasce di prezzo più elevate (oltre i 10 euro) mostrano performance migliori, mentre i segmenti sotto i 5 euro, che concentrano i maggiori volumi, registrano i cali più consistenti. Scendendo più nel dettaglio, i bianchi superiori ai 5 euro registrano una crescita del 2%, che aumenta considerevolmente per quelli dal costo superiore ai 10 euro (+8,4%). Tra le diverse categorie, gli spumanti mostrano segnali di tenuta e crescita, continuando la loro lenta ma progressiva erosione di quote di mercato, registrando un +1,5% nei volumi e un +1,2% nei valori. E le prime settimane 2026 confermano i trend di fine 2025: volumi ancora in calo per il vino e segnali più positivi per gli spumanti. | |
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| | Se la produzione in Italia sta per decollare, la ristorazione si affaccia timidamente ai vini No-Lo, anche se la chef stellata Cristina Bowerman è stata pioniera introducendoli nel 2019 a Glass Hostaria a Roma. “Anni fa - ha raccontato, nei giorni scorsi, a “NoLo Vinitaly Experience” a Verona - ho iniziato ad espandere la proposta dei cocktail con Vermouth e liquori senza alcol. Poi ci siamo guardati intorno per inserire anche vini, ma onestamente la qualità lasciava a desiderare e oggi ne abbiamo in carta solo due. Registro che il consumo e la richiesta di No-Lo è aumentata vertiginosamente. Ogni sera, almeno un paio di tavoli li chiedono e la mia esperienza doce che non c’è da temere: vini tradizionali e dealcolati sono cose diverse. Ma offrire una differenziazione è importante per dare la possibilità a chi per qualsiasi ragione non vuole bere alcol, ma bere con gli altri”. | |
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| | | L’enoturismo è, ormai, una leva chiave per il futuro del vino italiano. A confermalo, con dati concreti, è stato Vinitaly Tourism, a Vinitaly 2026, a Verona, il focus by Vinitaly e Wine Tourism Hub, la cui survey nazionale, che ha coinvolto 176 hospitality manager, dice che la principale sfida per il 36,8% delle cantine è intercettare flussi turistici, mentre pesano la carenza di risorse finanziarie nel 31,6% dei casi e il bisogno di maggiore collaborazione con i territori per il 27,6%; a livello sistemico, frammentazione del sistema (36,8%), infrastrutture (30,3%) e debolezza del marketing nazionale (25%) restano i principali freni allo sviluppo. A rafforzare il quadro, anche il Report “Enoturismo e Vendite Direct-to-Consumer” 2026 di Wine Suite che indica per il 2025 un prezzo medio di 39,4 euro a persona per esperienza e un ticket medio di 136,6 euro per prenotazione, con un Cagr (tasso annuo di crescita composto, ndr) dell’11% negli ultimi 4 anni; il 43,3% dei visitatori proviene dall’estero, mentre ogni cantina propone in media 7 esperienze ed eventi l’anno. Con il risultato che in Italia l’enoturismo muove 15 milioni di visitatori e genera 3 miliardi di euro, e nelle realtà più strutturate i visitatori crescono del +16,8% annuo e le vendite dirette post-visita del +21,4%, segno di una crescente capacità di trasformare l’esperienza in valore. | |
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| | | “Premio alla Carriera” a Simonetta Doni, fondatrice e ceo Doni & Associati, “Premio Best in Show” a Nino Negri 3000, tra i “Black Awards” cantine come Le Fontanelle, Tenuta Borgo Conventi, Tenute Testarde, Valdo e Ferrari, il “Best Coordinated Image” a Sansonina, “Best Innovation” a Baloario, “Best Sustainability” a Guido Cocci Grifoni ed “Best Closure” a Cerester. Ecco alcuni dei vincitori del “Vinitaly Design Award” 2026 by Veronafiere, con direttore artistico Mario Di Paolo e Michelangelo Pistoletto presidente di giuria (e il direttore WineNews Alessandro Regoli tra i giurati). | |
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| | Quando si parla di grandi premi al made in Italy, il wine & food è sempre tra i protagonisti. Come nel prestigioso “Premio Leonardo” 2026, riconoscimento istituito dal Comitato Leonardo, per premiare le eccellenze del fare impresa italiano (con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e delle Imprese e del Made in Italy). E con il premio “Premio Leonardo Impresa Storica” 2026 andato ad un grande nome del vino italiano come Marchesi Frescobaldi, il “Premio Leonardo Qualità Italia” 2026 andato a realtà come Oniverse Holding della famiglia Veronesi (che mette insieme tutte le attività del Gruppo, comprese le cantine di Oniwines e le enoteche con cucina di Signorvino, in Italia e all’estero), e, ancora, al Gruppo Da Vittorio, eccellenza della ristorazione mondiale della famiglia Cerea, passando per la “Menzione Speciale” per La Molisana, una delle realtà più celebri della pasta italiana. | |
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| | | I francesi chiedono quale è il più grande Paese del vino, se l’Italia che lo difende con campagne e pubblicità, o la Francia che estirpa: “se lo dicono loro che lavoriamo bene, ne prendiamo atto, ma lo sapevamo. La nostra campagna è costata pochissimo, ma ha avuto un impatto enorme, oltre 71 milioni di contatti (ed è pronta alla seconda fase, ndr). Cambiare rotta, dalla logica difensiva all’offensiva, era importante. Non si possono chiedere incentivi per smettere di produrre, ma possiamo darli per farlo meglio”. A WineNews, da Vinitaly, il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. | |
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