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N. 4.527 - ore 17:00 - Martedì 28 Luglio 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Resta al 10% il dazio complessivo per i vini d’Italia e d’Europa verso gli Usa, così come nulla cambia per altre eccellenze come il Parmigiano Reggiano (che era e resta al 15%, nonostante il quale è cresciuto anche nel 2026 negli States), mentre sale al 12,5% per i vini di Australia, Cile, Nuova Zelanda, Sudafrica, Svizzera: è lo stato dell’arte dei dazi in vigore dal 24 luglio voluti da Trump (ora basati sulla “sezione 301”, ovvero sul pretesto del “lavoro forzato”, non più sulla Sezione 122 del “Trade Act” e quindi su presunti deficit economici), come sintetizzato dalla nota (in approfondimento) della “Us Wine Trade Alliance”. | |
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| | La vendemmia 2026 - la prima, da molti anni, su cui potrebbero essere dati numeri “ufficiali” solo a consuntivo e non valori produttivi stimati in corso d’opera, con le organizzazioni di categoria orientate, da rumors WineNews, a non dare dati che potrebbero essere inesatti (tra clima e modalità di raccolta dei dati stessi) e creare ulteriore complessità sul mercato, come abbiamo scritto ieri - già iniziata con qualche grappolo tagliato nei giorni scorsi in Sicilia (come raccontato da Cantine Settesoli a Cantine Ermes, ed oggi dal Consorzio Doc Sicilia, guidato da Alessio Planeta, che sottolinea come la vendemmia parte da Occidente e si svilupperà come un viaggio di 90 giorni che finirà sui vigneti più alti del Nord-Est dell’Isola, la zona dell’Etna e non solo, con uve, ad oggi, dall’ottimo potenziale qualitativo, mentre anche il Consorzio Siciliano annuncia che parlerà di quantità solo a fine vendemmia, ndr) e in Oltrepò Pavese (Conte Vistarino), inizia ad entrare a piccoli passi nel vivo. E se a giorni, probabilmente nel fine settimana, anche la Franciacorta, distretto di primissimo piano della spumantistica metodo classico italiana, dovrebbe dare il via alle operazioni di raccolta, proprio dall’Oltrepò Pavese, la Coldiretti, dai filari dell’azienda vinicola “Defilippi I Gessi”, ad Oliva Gessi, sottolinea, in queste ore, come sia “scattata con dieci giorni di anticipo la vendemmia in Italia, sotto l’effetto del grande caldo che ha accelerato la maturazione dei grappoli mentre la siccità rappresenta un’incognita per le rese”. L’organizzazione guidata da Ettore Prandini sottolinea che “mai come quest’anno risulta difficile fare previsioni quantitative su una vendemmia che sarà di fatto spalmata su un arco di quasi cinque mesi”, ma l’avvio della raccolta in Oltrepò Pavese - in genere nella prima decade di agosto, sottolinea la Coldiretti - fotografa la realtà di un cambiamento climatico che è ormai diventato un fattore strutturale. In Toscana si potrebbe iniziare a raccogliere le uve Sangiovese addirittura intorno a metà agosto, una data assolutamente inconsueta per i vini rossi. Ma, assieme a caldo e siccità, sulla vendemmia 2026 pesa anche l’incognita maltempo, con la grandine che ha già colpito a macchia di leopardo causando gravi danni ai vigneti, dal Nord al Centro. | |
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| | Arrivano segnali positivi, ed è già una notizia, dal mondo del vino di alta gamma: nella prima metà del 2026, la divisione Champagne & Wines del colosso del gruppo Lvmh, ha messo a segno una crescita organica del +7% sullo stesso periodo 2025, con un fatturato passato da 1,39 a 1,42 miliardi di euro, segnando un recupero importante sul fronte Champagne, in particolare in Europa ed in Giappone. Un segnale positivo e consistente per il gruppo che mette insieme cantine e marchi come Moët & Chandon, Krug, Cheval Blanc, Château d’Yquem, Ruinart, Dom Pérignon, Domaine des Lambrays, Veuve Clicquot, Cloudy Bay, Bodega Numanthia, Terrazza de Los Andes ed Ao Yun, tra gli altri, ndr), e che arrivano dopo un 2025 chiuso, per la divisione enoica del gruppo della famiglia Arnault, a -2,9% sul 2024. | |
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| | | Il “vino della Gioconda” di Leonardo da Vinci, il genio italiano per eccellenza che sullo sfondo del suo capolavoro, l’opera d’arte più ammirata al mondo al Museo del Louvre di Parigi, ha raffigurato uno dei sette ponti che attraversano il fiume Arno, tra Arezzo e Firenze, una magnifica architettura romanica del XII secolo, attorno al quale si trovano i vigneti, sostiene il centro italiano di eccellenza mondiale per la cura ad alta specializzazione dei bambini e la ricerca scientifica pediatrica. Il Consorzio dei Vini Valdarno di Sopra Doc, nei giorni scorsi, ha festeggiato i 15 anni del riconoscimento della Denominazione nel segno della solidarietà, con “Ponte di Vini”, una cena d’autore sul celebre Ponte Buriano, “sold out” - per oltre 200 partecipanti - che ha riunito attorno alla stessa tavola produttori (comprese cantine leader come Il Borro di Ferragamo, Tenuta Sette Ponti della famiglia Moretti Cuseri, e Petrolo di Luca Sanjust, presidente Consorzio dei Vini Valdarno di Sopra Doc), chef (come Gaetano Trovato del Ristorante Arnolfo, due stelle Michelin) e interpreti della terra del Valdarno (come il macellaio e salumiere Simone Fracassi), tra gli altri, in un racconto corale ed identitario, ed il cui ricavato è stato devoluto alla Fondazione Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze. | |
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| | | Sono oltre 160 i “Musei d’Impresa” italiani, custodi di una memoria che è patrimonio collettivo di tante zone d’Italia. E tra le new entry 2026 vi sono l’archivio storico e la famosa cantina del Gruppo Meregalli, tra le più importanti e longeve realtà distributive di vino e spiriti in Italia (che vanta marchi prestigiosi, da Tenuta San Guido ad Argiolas, da Speri ad Oddero, da Nino Franco a Ciacci Piccolomini d’Aragona, ma anche big di Francia e non solo, come Domaines Barons de Rothschild, Bollinger, Penfolds e Francis Ford Coppola Winery, solo per citarne alcuni). | |
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| | “La scomparsa di Emidio Pepe ci priva di uno dei più grandi interpreti della viticoltura italiana. Autentico pioniere dei vini d’Abruzzo e tra coloro che hanno cambiato per sempre il destino enologico della nostra regione, oggi entra idealmente nel Pantheon dei grandi del vino d’Abruzzo. Emidio Pepe è stato, prima di tutto, un uomo di straordinaria coerenza. Ha creduto nella sua terra, nelle sue vigne e nella sua idea di vino quando in pochi avrebbero scommesso sul Montepulciano d’Abruzzo e sul Trebbiano d’Abruzzo”. Così il Consorzio Vini d’Abruzzo, guidato da Alessandro Nicodemi, ricorda una delle figure che hanno scritto la storia del vino abruzzese (insieme a nomi come Gianni Masciarelli e Edoardo Valentini, ndr), fondatore della celebre cantina Emidio Pepe a Torano Nuovo, e scomparso in queste ore, a 94 anni (tanti i ricordi anche delle istituzioni). | |
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| | | Winenews è con Julien Viaud, giovane enologo francese alla guida del Laboratoire Rolland & Associés, 300 dipendenti, a Pomerol. Ritenuto l’erede di Michel Rolland, il più grande enologo della nostra epoca con cui hai lavorato per molti anni, Viaud collabora oggi con prestigiose cantine a Bordeaux e in Italia: da Caprai a Masseto ed Ornellaia, da Tenuta di Biserno a Siddura, dalla Tenuta del Nicchio a La Sansonina. Questa, in pillole, la sua “lectio magistralis” sul futuro del vino, a 360 gradi, sui temi centrali che il settore deve affrontare nei prossimi anni.
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