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N. 4.403 - ore 17:00 - Venerdì 6 Febbraio 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Una presenza mai così grande (oltre 1.000 cantine), molti eventi fuori fiera, e tante degustazioni in calendario per raccontare i tanti territori del vino italiano al mondo, dalla Franciacorta al Friuli Venezia Giulia (con Collio e Colli Orientali by PromoFvg), dal Chianti Classico ai Vini di Romagna, dall’Alto Adige al Prosecco (Asolo Montello, Conegliano e Valdobbiadene e Prosecco Doc), dalle Marche al Consorzio Vini Venezia, dal Lugana all’Abruzzo, dalla Maremma Toscana al Brunello di Montalcino, dal Soave alla Valpolicella, dal Chianti all’Alto Adige, alla Sicilia: l’Italia del vino brinda a “Wine Paris” by Vinexposium (9/11 febbraio).
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| | Il partenariato Ue-India, siglato lo scorso 27 gennaio, ha aperto una nuova era per il comparto vino. E questo perché gli attuali dazi federali all’importazione, che erano fissati al 150%, saranno immediatamente dimezzati fino a scendere progressivamente, entro 7 anni, al 30% (al 20% per vini con un prezzo superiore a 10 euro a bottiglia). Una novità significativa, e che spalanca prospettive molto interessanti, se consideriamo che l’India è un Paese che, con 1,5 miliardi di persone, è il più popoloso al mondo e sprigiona un mercato vinicolo che nel 2025 ha generato 238 milioni di dollari ma destinato a superare, secondo le previsioni, 520 milioni di dollari entro il 2028. Ma quanto vale, economicamente, il mercato indiano per il vino italiano? Per adesso molto poco. L’impressione è che ci vorrà del tempo per considerare l’India uno dei partner di spicco per il movimento produttivo nazionale. Secondo i dati Istat analizzati da WineNews, nei primi 10 mesi 2025, l’India ha importato vino italiano per un valore di 2,1 milioni di euro che, su un totale di 6,5 miliardi di euro, rappresenta appena lo 0,03%. Il dato del 2025 sullo stesso periodo 2024 è all’insegna della stabilità. In ogni caso, per il futuro, a maggior ragione con la novità ufficializzata sui dazi, si guarda alle potenzialità che possono “sbocciare” definitivamente alla luce dei trend già emersi: da un’impennata della domanda di premiumizzazione alla crescita della cultura del vino tra le nuove generazioni; dall’espansione dei canali di vendita al dettaglio ai bar e ristoranti sempre più moderni e attenti alla qualità. E poi ci sono i numeri: terzo mercato mondiale di bevande alcoliche in termini di valore, con un valore stimato di 55 miliardi di dollari, l’India combina una forte demografia con un’economia dinamica. Il Paese ospita quasi 700 milioni di consumatori maggiorenni e registra una crescita annua vicina all’8%, secondo l’Iwsr. Anche i grandi eventi del vino stanno dando sempre più spazio ed attenzioni all’India: come dimostrano le 30 aziende italiane volate nel Paese asiatico con “Vinitaly India Roadshow”, senza dimenticare che ProWein ha da tempo una sua edizione a Mumbay dedicata all’India, Paese che sarà sotto i riflettori di Vinexposium, a Wine Paris.
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| | Un annuncio diventato realtà dal 1 febbraio. Il Governo Uk ha aumentato tutte le aliquote delle accise sugli alcolici in linea con l’indice dei prezzi al dettaglio (Rpi) al 3,66%. Le nuove tariffe sono a scaglioni, in base alla tipologia ed alla gradazione alcolica: ad esempio, l’imposta su tutti i prodotti alcolici con volume tra gli 8,5% ed i 22% è considerata di 30,62 sterline per litro di alcol nel prodotto. Ma non mancano, di nuovo, le reazioni contrarie: “l’ultimo aumento dell’imposta Rpi, fissato al 3,66%, comporterà un aumento dell’accisa, su una bottiglia di vino di gradazione alcolica 14,5%, arrivando a 1,10 sterline a bottiglia”. A dirlo è la Wine & Spirit Trade Association (Wsta) che aggiunge come “per un vino fermo al 14,5%, il Regno Unito è ora in cima alla classifica delle imposte con l’aliquota fiscale più alta in Europa”.
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| | | In un quadro di mercato complicato come quello del 2025, soprattutto per il vino, ripetere i successi del 2024, nel complesso, e addirittura crescere all’export, è un risultato a cui decisamente si può brindare. Nel caso specifico, con le bollicine del Franciacorta, tra i riferimenti dello spumante Metodo Classico italiano, che nel 2025 hanno visto andare sul mercato 18,9 milioni di bottiglie equivalenti - in lieve flessione sul 2024 (-1%) - ma con il prezzo medio di vendita a scaffale rimasto stabile a 24,45 euro a bottiglia, secondo i dati dell’Osservatorio Economico del Franciacorta. Con un mercato domestico che vale l’87,2% dei volumi complessivi di vendita, ma con un export in netta crescita, a +5,3% sul 2024 (il dettaglio dei Paesi in approfondimento), grazie anche, evidentemente, alla crescita di notorietà e di prestigio della denominazione, che ha visto il Consorzio del Franciacorta, oggi guidato da Emanuele Rabotti (dopo 2 mandati consecutivi di Silvano Brescianini, ndr), mettere in campo partnership che hanno dato grande visibilità al di fuori dal mondo del vino, dalle guide Michelin (in Italia ed in Usa) agli Emmy Awards, dalla Camera della Moda di Milano per la “Settimana della Moda”, alla “Festa del Cinema” di Roma e non solo.
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| | | La cucina della famiglia Cerea e del tristellato Da Vittorio nel piatto, chicche enoiche italiane nel calice (con i vini di Ca’ del Bosco, Donnafugata e Vie Di Romans), nella cena di gala di ieri a Milano, con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a fare gli onori di casa, aspettando il via ufficiale dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026, dove ogni successo, e non solo, sarà celebrato con il Prosecco Doc “Official Sparkling Wine” dei Giochi: le Olimpiadi Invernali celebrano anche il wine & food made in Italy.
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| | Uno strumento che valorizza le imprese che uniscono innovazione, sostenibilità ed etica, generando impatto positivo sui territori e rafforzando la coesione: “Coltiviamo Agricoltura Sociale”, il bando di Confagricoltura, Senior L’età della Saggezza Onlus, Reale Foundation e Rete delle Fattorie Sociali, con il Ministero dell’Agricoltura, è giunto all’edizione n. 10, premiando anche quest’anno, con 40.000 euro ciascuno, tre progetti solidali ai quali si aggiungono tre borse di studio per il Master in Agricoltura Sociale dell’Università di Roma Tor Vergata. Tra i vincitori 2026 ci sono “8pari” di Cascina Piccaluga, “Vivaio sociale: coltiviamo inclusione” dell’Azienda Vivaistica Tammaro, “L’Orto dell’Inclusione” della Fondazione Fratelli Navarra, “L’Agricoltura non Isola” di Ventotenemia e “Everyone is an alien somewhere” di Tirollalà.
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| | | Francesco Liantonio e Giuseppe Liberatore, presidente e direttore Valoritalia, presentano un modello di governance innovativo, quello del Triveneto, che vede la sinergia tra enti di controllo e Consorzi in un’area che vale il 30% del vino italiano imbottigliato. Tra valore dei controlli, diversità delle certificazioni, dal vino alla sostenibilità, all’enoturismo sostenibile, guardando all’arrivo dei vini no-low alcol, in un sistema di controllo, quello del vino italiano, che è il più avanzato del mondo.
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