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N. 4.446 - ore 17:00 - Lunedì 6 Aprile 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | I consumatori di vino, nel mondo, sono sempre di più. Ma bevono meno di prima. I giovani? Non è vero che non amano il vino, anzi, sono proprio loro ad allargare la platea dei consumatori, anche se bevono in maniera saltuaria, e non più quotidiana. E se in generale il Prosecco è il vino preferito dai più, giovani e giovanissimi amano anche i grandi rossi italiani, Amarone della Valpolicella, Barbaresco, Taurasi, Bolgheri e Chianti in testa. Uno spaccato profondamente diverso da quello disegnato fino ad oggi, fotografato dai dati (in approfondimento) dall’Osservatorio Unione Italiana Vini - Uiv e Vinitaly.
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| | Il “genio italiano” per eccellenza, Leonardo da Vinci, che era anche produttore di vino, così come Camillo Benso di Cavour, primo Presidente del Consiglio dell’Italia unita, tra i grandi protagonisti del Risorgimento e del Barolo, o la Marchesa Giulia Colbert Falletti, “inventrice” del Barolo “moderno”, la cui storia è custodita dalla Marchesi di Barolo (guidata dalla famiglia Abbona), e ancora due nomi che hanno segnato la storia più recente del vino italiano, ovvero Mario Incisa della Rocchetta e Giacomo Tachis, insieme “creatori” di uno dei miti del vino italiano, come il Sassicaia della Tenuta San Guido, con lo stesso Tachis divenuto poi uno degli enologi italiani più affermati di sempre, e firma di tanti grandissimi vini italiani che hanno fatto la storia, come, per citarne alcuni, il Tignanello di Antinori, il Terre Brune di Cantina di Santadi, il Turriga di Argiolas, il Pelago di Umani Ronchi ed il San Leonardo della Tenuta San Leonardo. A questi cinque grandi interpreti di epoche diverse, ma accomunati dal ruolo di custodi e innovatori di un’eccellenza senza tempo, è dedicata l’edizione 2026 di “OperaWine”, la prestigiosa degustazione prologo di Vinitaly, dedicata alle aziende portabandiera del made in Italy enologico negli States, selezionate dalla celebre rivista Usa “Wine Spectator” per Veronafiere, e che sarà di scena a Verona l’11 aprile, alle Gallerie Mercatali, alla vigilia della più importante fiera del vino italiano (12-15 aprile). Con 150 cantine (tutti i nomi in approfondimento) che la stessa “Wine Spectator” ha suddiviso in “Legacy Icons” (31 cantine presenti in tutte le edizioni, “produttori che, grazie ad una costante attenzione all’eccellenza qualitativa dei loro prodotti, hanno avuto un impatto storico sul vino italiano”), “Classics” (69 produttori “leader nelle loro regioni, con un curriculum qualitativo importante”) e “New Voices” (50 cantine “fondate a partire dal 1990, selezionate per la loro capacità di garantire qualità, innovazione e una continua evoluzione del vino italiano”). Complessivamente sono 45 le nuove cantine presenti rispetto all’edizione 2025. Sul fronte della rappresentatività territoriale, è la Toscana a guidare la classifica con 48 produttori, seguita da Piemonte (24), Sicilia (15) e Veneto (12).
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| | Vinitaly è come un caleidoscopio capace di raccontare il vino italiano nelle sue mille sfaccettature. Con oltre 4.000 produttori in fiera, ma anche con tanti spazi tematici. Come “Vinitaly Bio”, con 61 cantine che si racconteranno tra degustazioni organizzate da Federbio e l’enoteca Vinitalybio con vini certificati biologici e certificati Equalitas. O ancora “Amphora Revolution”, con 15 cantine focalizzate su vini vinificati e affinati in anfore e giare di terracotta, in partnership con il Merano WineFestival di Helmuth Köcher. E ancora Raw Wine”, dedicato ai vini naturali, organici e biodinamici, con oltre 100 produttori da 10 Paesi del mondo. Fino a “MicroMegaWines - Micro Size, Mega Quality”, che racconta le piccole aziende ed i vini a tiratura limitata, da vitigni rari o legati alla tutela del territorio, con 15 nuove aziende e le masterclass guidate dal wine critic Ian D’Agata.
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| | | La fiducia nel futuro del vino italiano, nonostante la fase decisamente complessa, e nei suoi marchi più prestigiosi e premium-luxury, ma anche un nuovo modello di aggregazione tra imprese, che mette insieme la visione di chi le ha create e sviluppate, non solo per “legacy”, e le risorse, in termini economici, ma anche e soprattutto di competenze, di “know how” e di sinergie, per crescere uniti. È così che Alberto Lusini, ceo Angelini Wines & Estates, e Marco Caprai, ceo e presidente della Arnaldo Caprai, raccontano, a WineNews (in approfondimento, sulla news pubblicata nei giorni scorsi), la nuova partnership (con Angelini che ha acquisito la maggioranza della Arnaldo Caprai, e Marco Caprai, che ha creato e guidato la cantina, salito dal 25,5% al 35%, che continua a guidarla). “Non è un classica acquisizione, ma un progetto di aggregazione moderno - sottolinea Alberto Lusini, a WineNews - dove Angelini riconosce il valore del lavoro fatto da Marco Caprai negli anni, per Montefalco, per l’Umbria, e per il vino italiano”. “Per noi è una grande opportunità, andiamo in una nuova dimensione - commenta dal canto suo Marco Caprai - in un modello aggregativo che lascia gli imprenditori a guidare la loro impresa, con partner che li supportano e li affiancano, per esprimere al massimo il valore che hanno in azienda”.
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| | | “Sembra che i giovani se bevono energy o soft drink, o cocktail, si divertono, mentre se bevono vino sembrano destinati a perire: non è vero, non è questo il messaggio, dobbiamo dirlo. A Vinitaly questo sarà uno dei temi, insieme alla sinergia tra vino e cucina italiana Patrimonio Unesco. Con lo spazio del Ministero che ricorderà una grande bottiglia di vino, con lo slogan “c’è l’Italia dentro”, tra arte, cultura e non solo. Il vino ha bisogno di una visione poliedrica, che vada oltre il commercio”. A dirlo il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida.
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| | Se Vinitaly è la vetrina più importante del vino italiano, e oltre a Verona accompagna la promozione dei vini italiani nel mondo, il vino è anche interscambio culturale e confronto con le produzioni degli altri Paesi. E nella International Wine Hall, a Vinitaly 2026, ci saranno cantine da tanti Paesi. In primo piano la Francia, con collettive che porteranno a Verona vini da territori iconici come Bordeaux, Champagne e Languedoc-Roussillon. Accanto ai produttori francesi saranno presenti aziende provenienti da Georgia, Armenia, Lituania, Albania e Belgio, ma anche da Stati Uniti e Germania. Tra le novità anche un’azienda giapponese con una selezione di sakè, a testimonianza di un panorama enologico sempre più internazionale.
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| | | A WineNews, Gianni Bruno, dg Veronafiere, racconta Vinitaly 2026 (dal 12 al 15 aprile) ricco di eventi imperdibili: dalle novità, con Micro Mega Wines, Xcellent Spirits ed i NoLo, alla classica anticipazione con Opera Wine by Wine Spectator (11 aprile) ed al Vinitaly in the City, dal venerdì alla domenica. Eventi per tutti i gusti, insomma: dal vino, passando per gli spirits e la mixology, all’alcohol free, dai fine wines ai vini biologici e biodinamici, tra degustazioni, masterclass ed oltre 4.000 cantine in fiera. | |
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