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N. 4.591 - ore 17:00 - Lunedì 26 Ottobre 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Con 1,14 milioni di euro, segna un nuovo record “Barolo en primeur” n. 6, il più grande evento charity del vino italiano, nei giorni scorsi al Castello di Grinzane Cavour con l’asta solidale di Fondazione Crc Donare Ets e Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, con il Consorzio Barolo Barbaresco Alba Langhe Dogliani, di 14 barrique di “Barolo Gustava” 2025, vinificate dall’enologo Donato Lanati, 7 lotti comunali di Barolo e Barbaresco donati dalle cantine e 31 bottiglie storiche, aspettando le offerte per la barrique n. 15, l’8 novembre nell’Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba. Dal 2021, il progetto ha donato 5.674.800 di euro al sociale. | |
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| | Il 96% degli operatori horeca lo conosce e l’81% lo ha in carta: il Collio regge la contrazione del mercato, guida i territori collinari nella qualità percepita dei bianchi (41%) e cresce nelle previsioni di acquisto. Sono le buone notizie da “Collio Evolution” 2026, l’evento istituzionale del Consorzio Vini Collio, tra Gorizia e Cormòns, secondo la ricerca “Collio Experience-La parola all’HoReCa” di Nomisma Wine Monitor, che evidenzia una denominazione saldamente radicata nell’HoReCa, con livelli di conoscenza e di presenza in assortimento tra i più alti nel panorama dei bianchi fermi italiani. Una denominazione premiata da una rinomanza fondata non certo sulla quantità di bottiglie prodotte - 6 milioni su poco più di 3.300 ettari - ma sulla qualità dei suoi bianchi. “La forza del Collio - ha confermato Luca Raccaro, presidente del Consorzio - sta nella qualità, frutto di esperienza, conoscenza e passione tramandate da generazioni, in un territorio dove le piccole aziende familiari custodiscono la terra, curano i vigneti e investono nella sostenibilità. Qui il vino non è solo prodotto agricolo, ma parte di un ecosistema che comprende turismo, cultura, ambiente e sviluppo economico. In un mondo in rapido cambiamento in cui il settore vitivinicolo attraversa un momento complesso, il Collio trasmette valori senza tempo: il lavoro paziente, la bellezza del paesaggio e la capacità di trasformare la tradizione in futuro. Questa è la sua forza più grande e la migliore risposta alle sfide del mercato”. E, infatti, ha detto Denis Pantini, responsabile Nomisma Wine Monitor, “per i prossimi 5 anni le previsioni di approvvigionamento restano positive, con un saldo di oltre 10 punti: la denominazione ha margini di consolidamento nel canale”. “Collio Evolution” 2026 è stato dedicato al Pinot Grigio, primo vitigno in Collio con 320 ettari e il 24% della superficie vitata, seguito da Sauvignon Blanc (14%), Friulano (14%), Ribolla Gialla (13%) e Chardonnay (13%). “Abbiamo scelto un vitigno celebre nel mondo, che in queste colline trova un’espressione unica e identitaria - ha spiegato Lavinia Zamaro, direttrice del Consorzio - l’obiettivo è raccontare non solo un vitigno, ma il territorio che lo rende speciale nelle sue diverse declinazioni, mostrando come il Collio sappia evolvere senza rinunciare alle proprie radici”. | |
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| | Con buyer selezionati tra tour operator specializzati, agenzie di viaggio e Dmc (Destination Management Company) provenienti da Canada, Stati Uniti, Brasile, Messico, Argentina, Germania, Svizzera, Norvegia, Danimarca, Spagna, Gran Bretagna, Polonia e Francia, tra gli altri (saranno 90), “Fine #WineTourism Marketplace Italy”, unico salone italiano b2b dedicato all’enoturismo, a Riva del Garda Fierecongressi, in collaborazione con la Feria de Valladolid, domani e il 28 ottobre (con +30% di expo, ovvero 100, dall’Italia e dall’estero), si consolida come punto di riferimento per i professionisti di un settore che vale 3,1 miliardi di euro di fatturato per le aziende italiane, e che è destinato a crescere ancora anche grazie alla legge da poco varata dal Governo, in attuazione del “Pacchetto Vino” Ue, per la promozione del turismo del vino. | |
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| | | Oggi, nell’approccio al cibo in generale, e al vino in particolare, c’è chi vorrebbe passare da una cultura della consapevolezza, dell’informazione della libertà di scelta, ad una strategia del divieto e della limitazione imposta, in nome di un salutismo integrale e per certi versi estremo. Soprattutto se si parla di alcol e di vino, che, negli ultimi tempi, è oggetto di quella che, in molti, definiscono come una vera e propria demonizzazione. Che è “assurda, considerato che il vino è un pilastro della cultura occidentale, a partire dall’antichità, come ben evidenziato nel Simposio di Platone. Un elemento imprescindibile della nostra storia, cultura e società. Volerlo mettere in una “lista nera” è assurdo e deleterio”. A dirlo, a WineNews, il filosofo e saggista Massimo Cacciari, incontrato, nei giorni scorsi, a Roma, nel Forum Coldiretti, e che si è concesso ad uno scambio di vedute sul tema del vino. Che, come aveva detto anche in passato, e anche a WineNews, è un elemento fondamentale, identitario degli europei e degli italiani. Per questo invoca la necessità di riforme istituzionali per il funzionamento dell’Unione Europea: “o l’Europa si dà una vera dimensione di unità politica o si sfascerà anche l’unità economica. Non ci saranno più politiche unitarie davvero per l’agricoltura”. E neanche per il vino. | |
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| | | Tommasi Family Estates è la Cantina dell’Anno; Antinori è la Cantina dei 40 anni; Josko Gravner è il Vignaiolo dei 40 anni. Il Montepulciano d’Abruzzo Marina Cvetic S.Martino Rosso Riserva 2022 Masciarelli è Rosso dell’Anno; l’Etna Bianco Arrigo 2023 Alta Mora è Bianco dell’Anno; il Franciacorta Non Dosato 33 Riserva 2018 Ferghettina vince il premio Bollicine dell’Anno. Ecco i riconoscimenti della guida “Vini d’Italia” 2027 del Gambero Rosso, edizione n. 40, che ha assegnato 540 “Tre Bicchieri”. Premiato anche il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. | |
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| | Se è vero che la cucina italiana, Patrimonio Unesco, è una delle più amate al mond, non c’è stato da stupirsi se nella “50 Best Restaturants” 2025, la celeberrima classifica dei migliori ristoranti mondiali, proclamata a Torino, l’Italia sia stata la più presente in assoluto, con ben 6 locali tra i primi 50 (e 7 tra i primi 100). Un risultato non semplice da bissare, e per conoscere il verdetto della “50 Best Restaturants” 2026 si dovrà aspettare il 4 novembre, quando sarà svelata la nuova classifica a Lima (dove si trova il ristorante n. 1 del 2025, il Maido, ora nella “Hall of Fame”, insieme, tra gli altri, all’Osteria Francescana di Modena, a El Bulli, The Fat Duck, El Celler de Can Roca e non solo, vincitori nelle scorse edizioni). Intanto, nelle posizioni 51-100, l’unico italiano è il tristellato Uliassi di Mauro Ulisassi, a Senigallia (n. 51). | |
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| | | A WineNews, le riflessioni di Erica Di Giovancarlo, direttrice dell’Agenzia Ice di New York, al via di Vinitaly.Usa (26-27 ottobre, nella Grande Mela). “È vero che il mercato sta cambiando, che cambiano i consumi e che ci sono trend evidenti come la crescita degli spumanti. Ma se i dati fino ad oggi ci dicono di un calo delle esportazioni di vino dall’Italia agli States nel 2026, dobbiamo considerare che fino a luglio 2025 c’è stata una corsa alle scorte legate al tema dei dazi. E non mancano segnali positivi che fanno sperare nel futuro”. | |
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