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N. 4.543 - ore 17:00 - Mercoledì 19 Agosto 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Vendemmia da record, come per la Champagne, anche per un altro terroir iconico francese, la Borgogna, terra di grandissimi vini e di un prestigio con pochi eguali. Il 13 agosto, infatti, Domaine Leflaive, uno dei “big” del territorio, riferimento della Borgogna bianchista, ha iniziato la raccolta, battendo, di fatto, uno storico primato che durava da quasi mezzo millennio, quello del 1556, quando, il 15 agosto, si tenne la vendemmia (documentata) più precoce di sempre in Borgogna. Fino ad oggi. “Un anticipo estremo, ma le ripetute ondate di calore del 2026 ci hanno spinto a questa decisione” ha detto Brice de La Morandière, alla guida di Domaine Leflaive. | |
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| | La vendemmia 2026, in attesa del dato a consuntivo, considerato che le stime, come è noto, non verranno divulgate, presenta già un fattore destinato a far ricordare l’annata: quello della precocità, soprattutto in alcune denominazioni di assoluto prestigio. Il grande caldo che si è scatenato sull’Italia e sulla Francia, le due potenze enoiche più importanti, ha di fatto ridisegnato il calendario dei territori del vino, con i primi grappoli che sono già entrati in cantina da tempo, dal Franciacorta alla Sicilia, ma così è pure per la Francia con “vendemmie da record”, in termini di anticipo, in due dei territori più iconici a livello mondiale, la Champagne e la Borgogna. Un anticipo, rispetto ai ritmi del passato, che ha abbracciato anche l’Alto Adige, una delle perle enoiche bianchiste italiane e non solo, e zona che colleziona più ricchezza per ettaro secondo uno studio dell’American Association of Wine Economists (Aawe). “Questo è l’inizio di vendemmia più precoce nella storia dell’Alto Adige”, ha affermato il direttore del Consorzio Vini Alto Adige, Eduard Bernhart. L’estate del 2026, una delle più calde di sempre, ha accelerato la maturazione delle uve nei vigneti altoatesini tanto che, in diverse zone della regione, la vendemmia è già entrata nel vivo. Le uve dei vigneti precoci, destinate alla produzione di vini base per lo spumante altoatesino secondo il metodo tradizionale, stanno invece già vinificando in cantina. Il fatto che la vendemmia, quest’anno, sia avvenuta prima rispetto alla media pluriennale non è dovuto solo alle temperature elevate di giugno e luglio, ma anche a una primavera eccezionalmente calda. “Già a marzo e ad aprile le temperature erano superiori alla media, accelerando enormemente il ciclo vegetativo delle uve”, ha aggiunto Bernhart, una precocità che non è stata frenata nemmeno dalle settimane insolitamente fredde di maggio. Al momento è troppo presto per fare previsioni sulla qualità dell’annata, ma le premesse vengono giudicate ottime: Eduard Bernhart ha spiegato che “i grappoli hanno un aspetto sano. Fare in modo che le uve non prendano troppo sole, non soffrano il calore e abbiano sempre sufficiente umidità è una questione di know-how e duro lavoro”. E c’è anche il giusto grado di acidità che “garantisce quella freschezza ed eleganza per cui sono noti i nostri vini”. | |
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| | Rese in calo per il riscaldamento globale, una vendemmia anticipata, mercati incerti tra dazi e tensioni geopolitiche e consumi in trasformazione. Ecco i fronti aperti su cui si gioca il futuro di uno dei comparti più identitari dell’agroalimentare italiano: il vino. A fare il punto sulla situazione è Legacoop Agroalimentare, l’associazione che riunisce 60 cooperative vitivinicole del Paese, per un valore alla produzione di 2 miliardi di euro (13% del fatturato), un export da 620 milioni e 2.700 occupati. “Il settore del vino è pienamente dentro la nostra cultura e storia, ma molte questioni tra cui il riscaldamento globale mettono a rischio un settore fondamentale per l’economia agroalimentare del nostro Paese”, ha detto il presidente Cristian Maretti, che invita le istituzioni ad adottare “politiche capaci di accompagnare il settore”. | |
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| | | Si dice spesso che il vino unisca, intorno ad un brindisi, anche in modi impensabili. E volendo giocare su questo concetto, di riflesso, è successo davvero anche al Palio di Siena, grazie a quello che potremmo chiamare il “cavallo del vino”, Anda e Bola, di cui è co-proprietario (insieme a Theo Westerman) Marcel Van Poecke, fondatore e presidente AtlasInvest, con oltre 25 anni di esperienza nel settore energetico mondiale, e profondo amante della Toscana, nonché proprietario di Poggio Antico, una delle più belle ed “alte” aziende vitivinicole di Montalcino. Anda e Bola, infatti, nel Palio di Agosto 2026 che si è corso ieri, montato da Giovanni Atzeni detto Tittia (che ha così firmato la sua tredicesima vittoria sul tufo), ha fatto trionfare la contrada del Nicchio, dopo un digiuno durato quasi trentanni. Ma proprio un anno fa, il 16 agosto 2025, lo stesso Anda e Bola, allora montato da Giuseppe Zedde detto Gingillo, aveva vinto con i colori della Contrada rivale del Nicchio, il Valdimontone. Unendo le due “nemiche”, come dicono a Siena, in un brindisi virtuale e a distanza, di tempo e di spazio. All’insegna dell’eccellenza di cui, secondo lo stesso Marcel Van Poecke, “la Toscana, come il Brunello di Montalcino e il Palio di Siena”, sono simboli, come ci ha raccontato in un video (in approfondimento). | |
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| | | Il winemaker di Caprili e presidente del Consorzio Brunello di Montalcino, Giacomo Bartolommei, è, unico italiano, nelle “Rising Star” per “Wine Enthusiast”, rivista internazionale che, ieri sera, ha rilasciato la selezione dei 12 “talenti emergenti” (in approfondimento) che, a vario titolo, si sono distinti nell’ultimo anno in favore del comparto. Bartolommei, classe 1991, enologo e produttore a Montalcino, è - secondo la testata - “un giovane che si sta distinguendo per una visione orientata alla longevità in un contesto di sfide che il settore si trova ad affrontare”. | |
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| | C’è una parte della vita di Gabriele D’Annunzio che passa lontano da salotti, poesia e imprese del Vate, e che si può ritrovare tra i fornelli del Vittoriale. La raccontano gli oltre 2.000 biglietti indirizzati alla sua cuoca, Albina Lucarelli Becevello, ribattezzata “Suor Intingola”: desideri, ricette, improvvise voglie e indicazioni gastronomiche che restituiscono il volto più quotidiano e privato del grande poeta. A questa storia sarà dedicato “Ricette di Famiglia”, il format della critica enogastronomica Annamaria Tossani, in “Artigianato e Palazzo” n. 32, la prestigiosa mostra sull’artigianato contemporaneo curata da Sabina Corsini e Neri Torrigiani, con 100 artigiani e giovani designer nel Giardino Corsini della famiglia Corsini (storici produttori di vino con Principe Corsini nella rinascimentale Villa Le Corti in Chianti Classico, ndr) a Firenze (11-13 settembre). | |
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| | | A WineNews ne raccontano lo stato dell’arte, “work in progress”, alcuni dei consulenti enologi, agronomi e anche produttori in proprio più quotati del Belpaese: Riccardo Cotarella, presidente Assoenologi, Giovanni Bigot, agronomo e fondatore Perleuve, Leonardo Valenti, docente di viticoltura e agronomia all’Università di Milano, Carlo Ferrini, tra i più esperti e autorevoli consulenti enologi italiani e produttore, con Giodo, a Montalcino ed Etna, e Nicola Biasi, enologo, riferimento dei vitigni resistenti e produttore Vin de la Neu. | |
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