Se questo messaggio non è visualizzato correttamente clicca qui |
N. 4.472 - ore 17:00 - Lunedì 11 Maggio 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
|
|
| | | C’è il lusso che segue i trend, e quello simbolo di eleganza senza tempo. Come in Costa Smeralda, dove il vino è sinonimo di prestigio, lifestyle e bespoke experiences, come hanno raccontato, a WineNews, dal “Porto Cervo Wine & Food Festival”, Mario Ferraro, ad Smeralda Holding, e Andrea Signanini, Food & Beverage Director Marriott International (anche in un video presto online, ndr), i cui hotel e ristoranti nel 2025 hanno servito oltre 500.000 coperti a clienti di tutto il mondo, Usa in testa (che da quest’anno avranno per la prima volta un volo diretto New York-Olbia), Italia e Uk, e che hanno acquistato 44.000 bottiglie di vino, 4.000 spirits e 2.000 liquori. | |
|
| | La Dieta Mediterranea si trova davanti al grande cambiamento generazionale che sta attraversando il mondo. Nel suo complesso articolato di cibi ed elementi si trova anche il vino, che ne è sempre stato un perno, al centro della convivialità. E longevità, benessere e salute sono sempre stati associati a questo pattern alimentare che, dal secondo dopoguerra, ha subito stravolgimenti notevoli. Con l’introduzione dei cibi ultra-processati, contenenti additivi chimici in grande quantità, la Dieta Mediterranea ha visto stravolgere la sua natura intrinseca. Oggi, la crescente disaffezione nei confronti del vino e delle abitudini alimentari tradizionali tocca i consumi, specialmente nelle fasce dei nuovi consumatori. Il salutismo, le neo-ideologie proibizioniste ed un attacco frontale al calice di vino sono tra i principali attori di un progressivo allontanamento dei consumatori. Ma il modello della Dieta Mediterranea ricorda che la vera salute non si ottiene attraverso una privazione asettica, ma attraverso un’armonia complessa, equilibrata e ricca di sfaccettature. E di conseguenza, il futuro del vino, e della tradizione gastronomica italiana e mediterranea, non è dunque destinato al declino, bensì ad una rinascita qualitativa, capace di riaffermare con fierezza il proprio posto centrale sulla tavola come gesto antico, rivoluzionario e profondamente umano. Messaggio di sintesi arrivato dalla giornata di studi “Elogio della misura: salute, vino e Dieta Mediterranea, verità scientifiche. I cibi ultra processati stanno cambiando le abitudini alimentari degli italiani incidendo su salute e longevità", organizzata dalla Fondazione Olmo nella Villa Medicea La Ferdinanda alla Tenuta di Artimino a Carmignano, guidata da Annabella Pascale, con la regia dei professori Fulvio Mattivi e Attilio Scienza, e gli interventi (in approfondimento) di esperti, ricercatori e medici come Licia Iacoviello, epidemiologa di fama internazionale esperta nello studio dei fattori di rischio cardiovascolari e nella ricerca sulla Dieta Mediterranea, Fabiola Sfodera, docente della Sapienza Università di Roma, Giovanni De Gaetano, medico specialista e presidente Irccs - Neuromed, e Fulvio Orsini, medico biochimico e professore emerito di Chimica biologica alla Scuola di Medicina dell’Università di Padova. | |
|
| | La sostenibilità, ambientale, sociale ed economica, per le aziende agricole, ha un prezzo. Che non è, però, un costo, ma un investimento, visto che quelle che in Italia hanno scelto con convinzione questa via di azione sono sempre di più. E quelle che raggiungono livelli di eccellenza in materia, anche in questo caso in numero crescente, sul fronte dell’aumento del fatturato, sono il doppio di quelle che sono rimaste a livelli basilari, soprattutto in un contesto complesso caratterizzato da sfide globali e nazionali, che rendono fondamentale rafforzare la capacità competitiva delle imprese. A dirlo è l’edizione n. 6 di “Agricoltura100” di Reale Mutua in collaborazione con Confagricoltura, nel Rapporto 2026 (in approfondimento) realizzato da Mbs Consulting, che vede il vino, ancora una volta, fare da settore pioniere, visto che al n. 1 del “rating” 2026 c’è Ruffino. | |
|
| | | Il mondo sta vivendo un cambio di paradigma, profondo, non una crisi come le altre. E anche l’agricoltura italiana vuole cambiare paradigma, e vuole vedere cambiata la considerazione che se ne ha, soprattutto in Europa, ma anche in Italia: non un settore da proteggere, tutelare, regolamentare, ma un asset da considerare veramente strategico, e su cui investire. Anche perché la questione agricola, la produzione di cibo, è una questione di sicurezza nazionale. Messaggio lanciato dal presidente Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, nell’evento “L’Agricoltura, il Futuro”, a Milano, per produrre, tra gli altri, insieme all’Università Bocconi, un “manifesto che non è un lista della spesa, ma un progetto per il futuro del Paese, che passa dai suoi campi, e che produrremo nei prossimi giorni, perché le cose serie non si fanno con il copia-incolla”. Un messaggio rivolto all’Ue e al Governo, e raccolto dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel suo intervento a Palazzo Mezzanotte. “L’agricoltura per noi, come Nazione - ha detto Meloni - rappresenta ricchezza, benessere, tradizione, tutela del paesaggio, cultura. Voi siete i primi custodi dell’ambiente, il vostro contributo va ben oltre il dato economico. L’Italia è una superpotenza dell’agroalimentare, e deve dirvi grazie”. | |
|
| | | Il trend non cambia e il confronto con il 2025, anno in cui i numeri erano già alti, mostra come le cantine italiane, in generale, stiano aumentando le proprie scorte di vino. I numeri aggiornati al 30 aprile 2026 parlano di +5,6% di giacenze di vino in cantina rispetto ad un anno fa, per un totale di 52,5 milioni di ettolitri (quasi 2,8 milioni di ettolitri di vino in più), a cui vanno aggiunti 4,7 milioni di ettolitri di mosti (+35,8%). A dirlo è l’aggiornamento di “Cantina Italia” dell’Icqrf (in approfondimento). | |
|
| | I nuovi trend del mercato del cibo, il “debutto” ufficiale del “Food Manifesto” (presentato in marzo), e la consapevolezza che l’agroalimentare italiano è un pilastro tra i più solidi ed importanti del made in Italy (con oltre 70 miliardi di euro di export ed un valore di filiera “allargata” che arriva a 707 miliardi, secondo Coldiretti), ma che può restare tale solo facendo sistema tra aziende, reti di impresa e di filiera, ed istituzioni. Messaggio arrivato, tra gli altri, dai Ministri delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, al via di Tuttofood a Fiera Milano Rho (11-14 maggio), evento di riferimento del mercato alimentare e delle bevande, tra i più importanti appuntamenti del settore a livello globale. | |
|
| | | Lo stato dell’arte nei numeri della ricerca, e le strategie di realtà che guardano con più attenzione al turismo legato al vino. I dati di Denis Pantini (Nomisma Wine Monitor) e Roberta Garibaldi (Associazione Italiana Turismo Enogastronomico), e le visioni dei vertici di aggregazioni di imprese come Assovini Sicilia, e di consorzi che vanno dal Chiaretto e Bardolino al Garda, dal Lugana alla Franciacorta, dall’Istituto Marchigiano di Tutela Vini-Imt ai Vini Piceni, dalle Langhe di Barolo e Barbaresco alla Maremma Toscana, dall’Alto Adige ai Vini del Trentino. | |
|
|
|