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N. 4.585 - ore 17:00 - Venerdì 16 Ottobre 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | È ancora in calo, ma in recupero sul 2025, l’export di vino nel 2026, soprattutto grazie al recupero degli Stati Uniti, che restano, però, ancora decisamente in territorio negativo. Così come avviene in tutti i principali mercati d’Europa, mentre segnali di crescita arrivano dall’Oriente e dal Sudamerica e, soprattutto, dalla Russia. Secondo i dati Istat sui primi 7 mesi dell’anno analizzati da WineNews, a livello globale le esportazioni di vino italiano hanno raggiunto i 4,35 miliardi di euro (-5,3% su luglio 2025, mentre il dato a metà anno era del -6,2%) per 1,19 miliardi di litri (-0,8%), sfiorando la parità in volume. | |
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| | Le imprese, i consorzi del vino, Ice Agenzia (ovvero Ita-Italian Trade Agency), Vinitaly: il sistema del vino italiano fa rotta su New York, per ridare forza alla lunga storia d’amore tra Stati Uniti e cantine del Belpaese, che resiste anche se messa alla prova da mille difficoltà, dai dazi di cui ormai si parla poco - ma, comunque, presenti e impattanti - all’inflazione che colpisce anche negli States, alle guerre, al calo dei consumi e così via. Ma quello “a stelle e strisce”, nonostante le difficoltà degli ultimi tempi, resta “il mercato”, vitale e primario, per i produttori tricolore, che saranno in massa a Vinitaly.Usa 2026, di scena il 26 e il 27 ottobre a New York, a chiusura dell’“Italian Wine Week”, dal 12 al 25 ottobre by Ice Agenzia, e dopo la celeberrima “New York Wine Experience” by “Wine Spectator” (23-24 ottobre) - che, a Vinitaly.Usa, annuncerà, tra le altre cose, le cantine che saranno protagoniste di “OperaWine” 2027. Al centro di Vinitaly.Usa, dunque, al Pier 36 di Manhattan, ci sarà il business - con 300 espositori di primo piano, da Feudi di San Gregorio a San Salvatore 1988, da Medici Ermete a Cantina Rauscedo, da Famiglia Cotarella a Cantine Lunae Bosoni, da Bellavista a Damilano, da La Scolca a Varvaglione 1921, da Antichi Poderi Jerzu a Mesa, da Cusumano a Donnafugata, da Collemassari a Donatella Cinelli Colombini, da Frescobaldi a Geografico (del Gruppo Piccini), da Marilisa Allegrini a Nardi Viticoltori, da Prosit Group a Tenuta Sette Ponti, dal Gruppo Mezzacorona a Scacciadiavoli, da Angelini Wines & Estates a Farina, da Marilisa Allegrini a Masottina, da Nino Franco a Pasqua, da Ponte 1948 a Serena Wines 1881, da Villa Sandi a Ferrari, da Mack & Schule Italia a Oniwines della famiglia Veronesi, a Nonino, a raggruppamenti di impresa come Consorzio Italia del Vino ma anche consorzi come quello del Prosecco Doc, del Lugana, dell’Asti Docg, del Brunello di Montalcino e della Doc Sicilia, tra gli altri, passando per importatori e distributori focalizzati sui vini italiani, come Banville Wine Merchants, guidato da Lisa Tolaini, o Edoardo Freddi International di Edoardo Freddi, solo per fare alcuni nomi tra i tanti possibili, ed oltre 1.000 buyers tra importatori, distributori e operatori Horeca, già registrati da Veronafiere, congiuntamente a Ita-Italian Trade Agency (Ice Agenzia). | |
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| | Non solo Vinitaly.USA: a New York, in contemporanea (26-27 ottobre), sarà di scena anche “wine2wine Vinitaly Business Forum”, con un focus particolare sull’enoturismo in Italia. Sul palco, le testimonianze di “big” della “wine industry” americana (da Wine.Com a Terlato Wine Group, alla Wine & Spirits Wholesalers of America, tra gli altri), ma anche di produttori italiani di primo piano, da Matteo Lunelli (Gruppo Lunelli) a Cristina Mariani May (Banfi), a Federico Veronesi (Oniwines), che si confronteranno su temi come il delicato rapporto tra vino e salute, le dinamiche della distribuzione Usa, il turismo tra Stati Uniti ed Italia, e non solo. Per un’Italia del vino che fa sistema per tornare a crescere in quegli Usa che, negli ultimi 10 anni, hanno visto l’export enoico dall’Italia passato da 1,2 miliardi di euro nel 2015 a 1,7 miliardi di euro nel 2025 (+36,7%, dati Istat). | |
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| | | Aspettando Vinitaly.USA by VeronaFiere & Ice Agenzia, a New York il 26-27 ottobre, il grande vino italiano sarà protagonista della “New York Wine Experience” firmata “Wine Spectator”, uno degli eventi più longevi e glamour del grande vino negli States e tra i più attesi dai wine lovers americani, di scena al Marriot Marquis, nel cuore della Grande Mela, dal 22 al 24 ottobre, con l’edizione n. 45. Come sempre, tante le cantine italiane protagoniste del “Grand Tasting”: solo per citarne alcune, ci saranno da Allegrini ad Altesino, da Argiano a Bellavista, da Berlucchi a Bertani, da Biondi-Santi a Biserno, da Brancaia a Bruno Giacosa, da Ca’ del Bosco a Ca’ Marcanda, da Terlano a Carpineto, da Casanova di Neri a Castello Banfi, da Castello di Fonterutoli a Castello di Monsanto, da Castello di Volpaia a Ceretto, da Elena Walch ad Elvio Cogno, da Fattoria dei Barbi a Fèlsina, da Ferrari Trento a Feudi di San Gregorio, da Fontodi a Fuligni, da Gaja a Grattamacco, da Jermann a Lamole di Lamole, da Le Chiuse a Marchesi Antinori, da Marchesi di Barolo a Marchesi Frescobaldi, da Masi a Masseto, da Nino Franco Spumanti a Nino Negri, da Ornellaia a Pieve Santa Restituta, da Pio Cesare a Planeta, da Poggio al Tesoro a Rocca delle Macìe, da Romano Dal Forno a Ruffino, da San Felice a San Filippo, dalla Tenuta San Guido al Castello di Ama. | |
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| | | La Sicilia “terra di ospitalità senza pari, è la “International Wine Region of the Year”. Così il magazine Usa “Wine Enthusiast” ha annunciato il riconoscimento alla Sicilia del vino, nei prestigiosi “Wine Stars Awards” 2026. “È un grandissimo onore e una testimonianza dell’evoluzione della nostra regione vinicola. La forza della Sicilia risiede nella sua straordinaria diversità di vitigni autoctoni e terroir, e nella capacità dei nostri produttori di coniugare tradizione e innovazione”, ha dichiarato Alessio Planeta, presidente Consorzio Vini Doc Sicilia. | |
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| | Bevono meno, ma bevono meglio, gli americani: emerge dai dati SipSource, illustrati nell’Annual Membership Forum 2026 della Wine & Spirits Wholesalers of America (Wswa), l’associazione nazionale che rappresenta oltre 380 distributori di vino e spirits negli Stati Uniti, in scena, nei giorni scorsi, a Chicago. Da cui emerge che negli ultimi 12 mesi il vino (come gli spirits) ha visto scendere volumi (-6,7%) e spesa (-5,8%), ma se i vini fermi di fascia più bassa continuano a pesare negativamente sulle performance della categoria, i prodotti con prezzo superiore a 16 dollari mostrano una maggiore resilienza. In particolare, la fascia tra 20 e 29,99 dollari ha registrato una crescita del fatturato del +0,9% negli ultimi 12 mesi. Con segnali particolarmente positivi da parte di alcune categorie, come Prosecco e Champagne. | |
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| | | Un export agroalimentare made in Italy che cresce anche in un complesso 2026 (+4,6%), nonostante la frenata di uno dei suoi pilastri storici, il vino. Che, comunque, negli ultimi mesi, ha registrato dei miglioramenti. È lo stato dell’arte, tracciato a WineNews, dal presidente Ice, Matteo Zoppas. Che guarda al futuro, ed in particolare proprio al supporto del vino italiano nel suo mercato più importante, gli Stati Uniti, per Vinitaly.Usa (New York, 26-27 ottobre) dove, anche grazie al supporto di Agenzia Ice, ci saranno 600 buyer da Usa, Canada e Messico. | |
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