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N. 4.379 - ore 17:00 - Venerdì 2 Gennaio 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Dal voto delle donne alla Costituzione, dall’Europa alla riforma agraria, dal miracolo economico al contributo della cultura, dalla lotta alla mafia alle missioni di pace, dallo sport a cibo e vino che sono la nostra cultura e un patrimonio mondiale. Sono le conquiste dell’Italia, alla base dell’identità nazionale, ricordate nel discorso di fine anno dal Presidente Mattarella, sfogliando “un album immaginario della storia della Repubblica, come talvolta si fa quando ci si ritrova in famiglia”, e della quale nel 2026 si celebrano 80 anni. È la prima volta che, a nostra memoria, cibo e vino vengono citati in questa occasione da un Presidente della Repubblica. Grazie Mattarella! | |
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| | “Eravamo una società con un basso livello di istruzione, con alti tassi di emigrazione. Siamo diventati uno dei Paesi più forti nella manifattura e nell’esportazione, capace di esaltare il genio della creatività in tantissimi settori. Siamo apprezzati in tutto il mondo per i nostri stili di vita, per la bellezza dei nostri territori, per i tesori artistici che custodiamo. Per la cultura del cibo e del vino, che diventa patrimonio internazionale”. È questo il passaggio del messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, che, il 31 dicembre, in diretta tv rivolto agli italiani - quasi 11 milioni, con uno share di oltre il 70% - ha citato per la prima volta il cibo ed il vino come cultura in un discorso di un Presidente in questa occasione. Un riconoscimento ad un settore-cardine dell’Italia come l’agroalimentare, che vale 700 miliardi di euro, il 15% dell’economia nazionale, e che (aspettando i dati Istat 2025 analizzati da WineNews), nel 2024 ha registrato il record di oltre 69 miliardi di euro di export, con il vino prima voce con 8,1 miliardi, un contributo complessivo al Paese di oltre 45 miliardi l’anno e un valore aggiunto di 17,4 miliardi, l’1,1% del Pil, grazie a più di 300.000 aziende ed altrettanti occupati. E un settore che, nel 2025, ha visto la Cucina Italiana riconosciuta Patrimonio Unesco. Parole belle e fondamentali quelle di Mattarella che seguono il suo discorso al “Forum della Cultura dell’Olio e del Vino” n. 44, nel marzo 2025 a Roma, promosso da Franco Maria Ricci, “una vita per il vino italiano” e per la diffusione della sua cultura, alla guida di Bibenda & Fondazione Italiana Sommelier (Fis), che oggi ne è uno dei più grandi centri al mondo, sancita proprio dalla presenza del Presidente al Rome Cavalieri, quartier generale dei Sommelier italiani. E che, già in quell’occasione, aveva assunto una valenza simbolica indicando la strada da percorrere - a istituzioni, fiere, consorzi, aziende ed a quanti si occupano di promozione, ndr - affinché il vino sia comunicato in quanto elemento della cultura italiana, compagno fedele della nostra cucina a tavola, che è convivialità e condivisione, e con la quale rappresentano il “medium” per raccontare al mondo la bellezza dell’Italia, per i legami che hanno con i territori, la storia, la natura, la cultura e le nostre comunità. | |
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| | Il 1 gennaio 2026 doveva essere, in teoria, il giorno in cui sarebbero aumentati i dazi in Usa su alcuni tipi di pasta italiana, ma il pericolo sembra essere stato al momento, quantomeno, scongiurato. Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti, infatti - in anticipo rispetto alla conclusione dell’indagine attesa per l’11 marzo - ha rideterminato in misura significativamente più bassa le aliquote fissate in via provvisoria a settembre scorso: dal 91,74%, le tariffe doganali passano al 2,26% per La Molisana, al 13,98% per Garofalo e al 9,09% per gli altri 11 produttori non campionati (ma a cui va aggiunto il 15% già in vigore da agosto sui prodotti Ue). Per la soddisfazione delle associazioni di settore, da Coldiretti e Filiera Italia a Unione Italiana Food, ma anche da parte del Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. | |
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| | | Da “Grandi Langhe e il Piemonte del vino” a Torino, firmata dai Consorzi di Barolo e Barbaresco e del Roero con Piemonte Land of Wine (26-27 gennaio), a “Il Barolo a Palazzo Barolo” sulle orme della Marchesa di Barolo alla quale si deve la sua invenzione (7 febbraio), dal “Salone del Vermouth” (21-22 febbraio) al “Salone del Vino” (28 febbraio-2 marzo), tutti sempre a Torino; dai vini e sapori dell’Alto Adige protagonisti di Milano Cortina 2026 (6-22 febbraio), ad “Amarone Opera Prima” a Verona, l’anteprima del Consorzio Vini Valpolicella (31 gennaio-1 febbraio), e “Fieragricola”, il più longevo Salone dell’agricoltura italiana, a Veronafiere (4-7 febbraio); da “Slow Wine Fair”, con i vini buoni, puliti e giusti di Slow Food, e “Sana Food”, a Bolognafiere (22-24 febbraio), a “Taste - In viaggio con le diversità del gusto” a Firenze (7-9 febbraio); dalle “Anteprime di Toscana” da Firenze ai territori (13-20 febbraio), a “Wine & Siena” (31 gennaio-2 febbraio); da “ViniVeri Assisi” con il Consorzio ViniVeri (12 gennaio), ad una grande mostra che la rinascimentale Montepulciano, patria del Vino Nobile, dedicherà al “poeta della Toscana del vino” Francesco Redi, nei 400 anni dalla nascita dell’autore del “Bacco in Toscana” (e alla quale contribuirà anche WineNews). Sono solo alcuni dei primi eventi 2026 nella nostra agenda. | |
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| | | “Portami il futuro” è il leitmotiv di Gibellina per il suo programma come prima “Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea” 2026 riconosciuta dal Ministero della Cultura, e che sarà inaugurato il 15 e il 16 gennaio gennaio, data simbolica che coincide con l’anniversario del terremoto della Valle del Belìce, le cui macerie sono conservate nel “Cretto” di Burri, simbolo della rinascita del territorio grazie anche alla bellezza e all’arte, secondo la visione del sindaco Ludovico Corrao, oggi un modello di rigenerazione e costruzione di comunità, sostenuto anche dal vino. | |
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| | Per festeggiare il Capodanno gli italiani hanno speso quest’anno circa 2,7 miliardi di euro a tavola, nelle case o tra ristoranti, agriturismi e locali. Al cenone la meda è stata di 7 commensali ed un budget cresciuto del 7% rispetto all’anno precedente. Quasi 42 milioni di italiani hanno festeggiato tra le mura domestiche, proprie o di parenti e amici, tra convivialità e buona tavola. Ma c’è stato anche un 16% che ha consumato il cenone fuori casa. Con i tappi saltati a Capodanno sono salite a oltre 100 milioni le bottiglie di spumante italiano stappate durante le Feste. È questo il consuntivo di Coldiretti e Ixé. Ma il cenone ha rappresentato anche il picco del consumo di una parte degli oltre 6 milioni di chili di lenticchie del raccolto nazionale, oltre che di quella di cotechino. In tavola sono finiti quelli certificati Igp come il Cotechino e Zampone di Modena e quelli artigianali. | |
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| | | Da territorio e vitigno preferiti all’estirpazione dei vigneti; meglio il “rigore” produttivo di Doc e Docg o la libertà delle Igt? Dall’introduzione dei Piwi nelle denominazioni al vino dealcolato, dall’equilibrio domanda-offerta ai ricarichi di vino al ristorante; ma anche, l’etichetta che avrebbero voluto produrre e, invece, lo ha fatto qualcun altro, ed un brindisi di augurio al vino italiano per il nuovo anno. Sono le 10 domande rivolte da WineNews agli enologi Franco Bernabei, Nicola Biasi, Stefano Chioccioli, Riccardo Cotarella, Luca D’Attoma, Emiliano Falsini e Vincenzo Mercurio. | |
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