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N. 4.553 - ore 17:00 - Mercoledì 2 Settembre 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | La Champagne fa i conti con il caldo. Come già riportato da WineNews, la vendemmia 2026 tra i filari da cui nascono le bollicine più prestigiose del mondo, sarà ricordata per la precocità record, con la raccolta delle uve iniziata già prima di Ferragosto. Ma non solo. Perché con il caldo che influisce anche sulle caratteristiche delle uve, più di qualche maison sta valutando di destinare una parte significativa delle uve idealmente destinate allo Champagne, alla produzione di vini fermi sotto la denominazione “Coteaux Champenois”. Come Gosset, ma non solo, come riporta il magazine francese “Vitisphere” (in approfondimento). | |
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| | Nonostante i mercati turbolenti a causa delle tante tensioni internazionali che attanagliano il pianeta, continua a migliorare la bilancia commerciale agroalimentare dell’Unione Europea, che, grazie ad un giugno particolarmente positivo - che ha visto l’export crescere del 6% e l’import diminuire del -2% su base annua - nei primi 6 mesi 2026, segna un saldo attivo di 23,9 miliardi di euro, ovvero 1,4 miliardi di euro in più sulla stesa data 2025, anche se, in buona parte, il risultato è sostenuto dalla diminuzione dei prezzi del cacao. A dirlo il monitor “Agrifood Trade” della Commissione Agricoltura Ue. Che evidenza come, nel semestre, le esportazioni agroalimentari complessive dell’Unione abbiano raggiunto 117,2 miliardi di euro, -2% sullo stesso periodo 2026, mentre l’import abbia toccato 93,4 miliardi di euro, a -4%. In termini di variazione percentuale sul fronte dell’export, spicca il +28% dell’Egitto, che raggiunge quota 1,2 miliardi di euro, mentre tra i principali Paesi Terzi di destinazione al n. 1 c’è saldamente il Regno Unito con 26,9 miliardi di euro (-3%), davanti agli Usa con 13,4 miliardi di euro (-11%) e alla Svizzera con 6,8 miliardi di euro (+1%), seguita da Cina (6,3 miliardi di euro, -3%) e Giappone (3,5 miliardi di euro, -12%), mentre segnali positivi arrivano da Paesi come Turchia e Norvegia, entrambi a +4%, con valori tra i 3,2 e 3,4 miliardi di euro. A livello di singoli prodotti, sono in crescita, tra gli altri, spirits e liquori, a 4,4 miliardi di euro (+10%), frutta fresca e a guscio (+8%, a 3,7 miliardi di euro) e prodotti di origine animale, esclusa la carne di maiale (4,3 miliardi di euro, +7%). Il vino, che rappresenta la quarta voce dell’export in valore, a 7,8 miliardi di euro nei primi 6 mesi 2026, arretra del -4%, e nella classifica dei prodotti che genera più valore nelle esportazioni Ue, è dietro a cereali e prodotti della molitura (12,2 miliardi di euro, -1%), prodotti lattiero caseari (10,2 miliardi di euro, stabile), e cibi pronti ed ingredienti (7,9 miliardi di euro, stabili). A livello di importazioni, il Brasile rimane il primo fornitore in valore dell’Ue (9,5 miliardi di euro, +5%), seguito da Regno Unito (7,3 miliardi di euro, -5%), Usa (6,5 miliardi di euro, -6%), Ucraina (5,5 miliardi di euro, -6%) e Cina (5,1 miliardi di euro, -2%). | |
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| | I consumi di vino cambiano e, come è noto, tra le nuove tendenze emergenti, c’è quella dei “No-Lo”, comparto che, pur essendo ancora una “nicchia” di mercato, rappresenta, comunque, una realtà in forte crescita. E, così, come avvenuto in tanti Paesi produttori, ora anche il Cile, quarto esportatore di vino al mondo, il primo del Sud America, si adegua per produrre vino a basso grado alcolico. E questo grazie alla modifica del regolamento della legge sugli alcolici che sbloccherebbe il via libera per la produzione di vini a basso contenuto alcolico. Il tutto con un decreto che, spiega una nota dell’agenzia Upi, istituisce una categoria di vini a basso contenuto alcolico, comprendente prodotti con una gradazione alcolica a partire dall’8,5%. Il decreto è attualmente al vaglio della Corte dei Conti prima di poter entrare in vigore. | |
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| | | Avvicinarsi al mondo dello sport e dei grandi eventi di rilievo internazionale - creando occasioni nelle quali il vino supera la dimensione della degustazione e diventa parte di una narrazione più ampia - è una strategia sempre più seguita dai grandi brand. Lo dimostra Moët & Chandon, tra le Maison più note e prestigiose del mondo (appartenente alla galassia del lusso Lvmh), tornato Champagne ufficiale della Formula 1 e proseguendo, così, una storia condivisa di trionfi collettivi e dedizione fin dagli Anni Cinquanta: al Gran Premio d’Italia, che andrà in scena all’Autodromo di Monza (4-6 settembre), Moët & Chandon animerà i festeggiamenti sul podio, quando i primi 3 piloti e il team vincitore brinderanno al loro trionfo. Ma sarà anche protagonista, fino al 6 settembre, al prestigioso Park Hyatt Milano, con un’esperienza tra cucina, grandi bollicine e mixology, per vivere attraverso la tavola il weekend del Gran Premio. Ed un’esclusiva collab con i grandi motori è la strada percorsa anche da S.Pellegrino, icona internazionale del gusto e dello stile italiano e official partner di Scuderia Ferrari Hp, che il 5 settembre coinvolgerà una selezione di ristoranti tra Monza e Milano, in una serata diffusa che celebrerà lo spirito del Gran Premio tra cucina, incontri e conversazioni da condividere. | |
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| | | David Khayat, oncologo francese anticonformista che ha contribuito a rimettere in discussione alcuni luoghi comuni sul rapporto tra alimentazione, salute e vino, è il vincitore del “Premio Masi Internazionale” per la “Civiltà del Vino” n. 45, annunciato, oggi, dalla Fondazione Masi, e che sarà consegnato il 16 ottobre con la firma nella Botte di Amarone alle Cantine Masi e la cerimonia a Monteleone21, in Valpolicella. I premi “Civiltà Veneta” a Luigi Carlon, Nello Cristianini e Venice Gardens Foundation, e “Grosso D’Oro Veneziano” a Reporters Sans Frontières. | |
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| | “Offrire uno strumento in grado di evidenziare il valore aggiunto di produzioni che già oggi si distinguono per attenzione alla qualità, al territorio e alle corrette pratiche apistiche” per un “un prodotto dalle caratteristiche distintive in funzione dell’areale produttivo, dei processi di lavorazione e delle caratteristiche finali”. Parla di “un risultato particolarmente significativo per il settore apistico nazionale”, l’Unaapi, l’Unione nazionale associazione apicoltori italiani, nel commentare la bozza del decreto ministeriale che introduce le “Specifiche per la produzione di Miele di Qualità Certificata” nel Sistema di qualità nazionale zootecnia (Sqnz), notificato, nei giorni scorsi, alla Commissione Europea dal Ministero dell’Agricoltura. La procedura è attualmente sottoposta al periodo di “standstill”, che terminerà il 14 ottobre 2026. | |
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| | | Il caso virtuoso di Carpineto, certificata Dnv (insieme a Donatella Cinelli Colombini, Famiglia Cotarella, Ruffino, Venica & Venica e Cantine del Notaio). Il valore del riconoscimento secondo l’enologa e co-proprietaria della cantina fondata dalle famiglie Sacchet e Zaccheo, Caterina Sacchet, e lo stato dell’arte del tema nel settore per Salvatore Pizzo dell’ente di certificazione Dnv: “ancora non sono molte le cantine certificate sulla parità di genere in Italia, ma alcune stanno facendo questo percorso e contiamo di aumentarne il numero tra fine 2026 ed il 2027”. | |
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