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N. 4.448 - ore 17:00 - Mercoledì 8 Aprile 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Primi segnali di un export del vino che parte in salita. Secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate spagnola (Aeat), analizzati dall’Organizzazione Interprofessionale del Vino spagnola (Oive), le esportazioni di vino spagnolo, a gennaio 2026, hanno registrato un calo del -15,1% in valore e del -21,4% in volume su gennaio 2025, raggiungendo rispettivamente 179,7 milioni di euro (-32 milioni di euro sul 2025) e 121,4 milioni di litri. Per categoria di prodotto, gennaio 2026 sullo stesso mese 2025, ha visto calare del -17% il vino Dop imbottigliato che vale 72,9 milioni di euro. Giù anche spumanti (27,2 milioni di euro, -14,8%) con il Cava a 18,7 milioni di euro (-19%). | |
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| | Oltre 657.000 ricerche, in soli tre mesi, nel 2026, una crescita vicina al 10% sullo stesso periodo del 2025 e più della metà dell’attenzione concentrata sulle bollicine: è da questi numeri che prende forma la nuova mappa del consumo enologico online in Italia, emersa dall’analisi Trovaprezzi.it, presentata per Vinitaly 2026 (12-15 aprile 2026 a Veronafiere), che racconta un comparto sempre più centrale nell’e-commerce e sempre più guidato dalla comparazione dei prezzi. Un trend che si inserisce in un quadro più ampio di consolidamento della categoria: nel corso del 2025, infatti, le ricerche complessive hanno raggiunto quota 2,67 milioni, confermando la rilevanza del vino nel panorama digitale, a conferma di un ruolo ormai strutturale del canale online non solo nella fase di acquisto, ma anche in quelle di scoperta e valutazione. Le preferenze degli utenti delineano uno scenario netto: le bollicine catalizzano il 52% dell’interesse complessivo, seguite dai rossi con il 36,7%, mentre bianchi (8%), rosé e vini da dessert (3,3%) restano più distanziati, segno di un consumo digitale fortemente legato a occasioni speciali, convivialità e crescente attenzione per etichette premium. Non a caso, tra i prodotti più cercati spiccano, per le bollicine, nomi iconici di fascia alta come lo Champagne Veuve Clicquot Brut Yellow Label, il Bellavista Alma Gran Cuvée Brut Franciacorta Docg e lo Champagne Louis Roederer Cristal Brut Millesimé Magnum, referenze che uniscono notorietà e qualità percepita, spiega una nota, e che mostrano come il web sia anche uno strumento di esplorazione del segmento premium. Dinamica analoga tra i rossi, dove dominano grandi denominazioni e marchi simbolo dell’eccellenza italiana come il Tignanello Toscana Igt di Marchesi Antinori, il Sassicaia della Tenuta San Guido ed il Brunello di Montalcino di Castello Banfi, confermando l’e-commerce come canale sempre più rilevante anche per prodotti di prestigio. Sul fronte dei bianchi, guidano le ricerche il Lugana di Ca’ dei Frati, il Gewürztraminer dell’Alto Adige di Tramin ed il Cervaro della Sala Umbria Igt, ancora di Marchesi Antinori, premiando riconoscibilità, versatilità e forte legame territoriale. Gli utenti? Soprattutto uomini (62,8%) e tra i 35 ed i 54 anni (46,3%). | |
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| | L’Asti, il primo Metodo Classico italiano, nato nelle cantine “Cattedrali Sotterranee” di Canelli Patrimonio Unesco, perla della tradizione spumantistica italiana e del “bere dolce”, diventa anche Rosè. Il Consorzio Asti Docg, guidato dal presidente Stefano Ricagno, ha annunciato la chiusura dell’iter burocratico, avviato a fine 2023, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, che inserisce la tipologia rosata nel disciplinare di produzione dell’Asti Docg. Il nuovo prodotto (imbottigliabile a partire da trenta giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale) sarà un blend composto da uve Moscato destinate all’Asti Docg (dal 70% al 90%) e uve Brachetto destinate al Brachetto d’Acqui Docg (dal 10% al 30%), potrà essere proposto in tutte le varianti, dal dolce all’extra brut. A Vinitaly 2026 il primo brindisi ufficiale (in approfondimento). | |
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| | | Il vino “naturale” non deve avere difetti “spacciati” per tipicità o altro. A ribadirlo è la personalità che più di altri in Italia ha ispirato il movimento del vino naturale, ovvero Angiolino Maule, presidente VinNatur (e produttore con la cantina La Biancara, a Montebello Vicentino), che scrive a chiare lettere: “è tempo di chiamare un difetto con il suo nome: acidità volatile, brettanomyces, ossidazione, souris. Troppo spesso questi sentori vengono confusi con il terroir, ma non lo sono. Ho iniziato a produrre vino naturale quasi 40 anni fa: a quei tempi non sapevamo come fare vini piacevoli ed equilibrati in modo costante, senza l’aiuto di enologia convenzionale. Oggi - dice Maule - abbiamo conoscenze ed esperienza per farlo; niente scuse. C’è ancora da imparare. Per questo continuiamo a collaborare con la comunità scientifica, con l’obiettivo di migliorare la qualità e supportare i nostri soci nel mettere in bottiglia il meglio possibile: non vogliamo vini senza identità, ma nemmeno difetti considerati normali”. Parole nette e chiare, che arrivano alla vigilia di “VinNatur Tasting”, in programma dall’11 al 13 aprile, allo Showroom Margraf di Gambellara (Vicenza). Con Maule che fa un appello “inedito”, o comunque insolito, nel mondo del vino: “produttori, mi rivolgo direttamente a voi: per favore, non portate vini difettosi”. | |
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| | | Con la primavera che sboccia, nell’agenda WineNews, Abbazia di Novacella, in Alto Adige, mette in mostra l’archivio fotografico (fino al 2 maggio), i Vignaioli del Vino Santo Trentino celebrano la “DiVin Nosiola” (fino al 10 aprile), e si va dai “Giardini Aperti in Friuli Venezia Giulia” dove anche i vigneti sono veri giardini, a “Visit Cantina” nelle Colline del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, dalla “Primavera dei vini” nelle cantine della Bonarda in Oltrepò, a Le Brunate, nuovo luogo di incontro e convivialità di Ceretto nelle Langhe (5 maggio). | |
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| | Nel 2025 il banqueting e catering corre al +8% di crescita dopo il +5,8% dell’anno precedente, supera i 2,3 miliardi di euro di fatturato complessivo e coinvolge oltre 110.000 addetti, di cui 15.000 stabili: numeri che raccontano più di una semplice ripresa e che fanno da cornice all’Assemblea Anbc-Fipe, l’Associazione nazionale Banqueting e Catering, in scena, nei giorni scorsi, a Roma, in Confcommercio, dove imprenditori, esperti e istituzioni si sono confrontati sulle traiettorie future del comparto. “Il banqueting e il catering sono motori di valore economico, ma anche sociale e culturale: investire in qualità e professionalità significa rafforzare l’intero comparto e renderlo sempre più competitivo e attrattivo per le nuove generazioni”, ha commentato Paolo Capurro, presidente Anbc-Fipe. | |
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| | | A WineNews, Fabiola Sfodera, professore associato di economia e gestione delle imprese della Sapienza Università di Roma: “il sistema imprenditoriale del vino italiano ha già dimostrato capacità di innovazione nelle decadi precedenti quanto a comunicazione, qualità e tecnologia. Saprà trovarla anche in questo nuovo scenario di mercato”. E mentre l’orientamento dell’offerta vira dalla quantità alla qualità dei prodotti, anche il consumo, domani, “difficilmente aumenterà, ma diventerà più qualificato. Senza, necessariamente, diminuire ancora”. | |
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