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WineNews
N. 4.492 - ore 17:00 - Martedì 9 Giugno 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti,
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La News
Nasce la moneta della cucina italiana
Non poteva mancare, nella collezione numismatica della Repubblica Italiana, l’ultima eccellenza tricolore “certificata” in ordine di tempo: la cucina italiana incoronata Patrimonio Culturale Immateriale dell’Unesco e della quale il vino è il fedele compagno. Il Ministero dell’Economia gli ha dedicato un’emissione straordinaria da 5 euro in argento: “un patrimonio vivo di conoscenze, gesti e rituali tramandati di generazione in generazione, espressione della biodiversità dei territori e simbolo riconosciuto dell’eccellenza italiana nel mondo”. Realizzata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, progettata dall’incisore Silvia Petrassi.
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Primo Piano
Vino e mercato: ridurre l’offerta o far crescere la domanda? Le diverse posizioni della filiera
Da qualche tempo, con un mercato del vino in difficoltà rispetto al passato, e scorte di cantina che, in Italia (ma non solo), restano stabilmente alte da diversi mesi (guardando anche alla vendemmia 2026 che si avvicina), gran parte del mondo produttivo batte sul tasto della necessità di ridurre la produzione, per riequilibrare il rapporto tra offerta e domanda e, soprattutto, tutelare i prezzi del vino all’origine che, invece, stanno scendendo un po’ ovunque. Anche facendo leva sui nuovi strumenti introdotti nei mesi scorsi, a livello Ue, dal “Pacchetto Vino”. Ma in un settore tanto frammentato, fatto da tipologie di imprese diversissime tra loro (aziende verticali, che vanno dalla vigna allo scaffale, che vanno da dimensioni piccolissime a realtà più importanti, grandi imbottigliatori e cooperative), e di centinaia di territori e denominazioni che vivono dinamiche diverse, trovare una ricetta che vada bene per tutti è quanto meno complesso. In questi mesi, a più riprese, le principali organizzazioni della filiera hanno detto la loro, in vista anche di una trattativa con le istituzioni, in sede di “Tavolo Vino”, che resta sullo sfondo, ma nella quale non sarà semplice trovare una sintesi, tra chi, per esempio, invoca tagli trasversali delle rese dei vini generici, e chi invece li ritiene insostenibili per le realtà che vivono di volumi; tra chi punta sul blocco o sulla sospensione delle nuove autorizzazioni di impianto (consentite nell’1% all’anno, da regolamento Ue), cosa che per altro i Consorzi possono deliberare al loro interno (così come possono diminuire le rese massime previste dai disciplinari di produzione), e chi invece sostiene che a poco servirebbe nell’immediato, rischiando al contrario di penalizzare quelle cantine che, nonostante tutto, sono in salute e vogliono investire; tra chi parla di ipotesi di estirpo e chi esclude questa misura, in maniera assoluta o meno. Senza contare che c’è chi, piuttosto che investire risorse economiche ed attenzione sulla riduzione della domanda, guarda a far crescere la domanda. Un quadro variegato, sul quale, riportando le diverse posizioni (da Federvini ad Unione Italiana Vini - Uiv, da Confcooperative a Legacoop, al Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida), abbiamo cercato di fare (in approfondimento) una sorta di “stato dell’arte” .
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SMS
Ocm vino promozione “prorogata”
Dal Ministero dell'Agricoltura arriva la proroga dei termini di presentazione delle domande per i progetti finanziabili con l’Ocm Vino Promozione con la quota nazionale (22 milioni di euro su 98 per l’Italia, con i restanti gestiti dalle Regioni, ndr) per l’annualità 2026/2027, slittata al 24 giugno, sulla scadenza del 15 giugno inizialmente prevista dal decreto ministeriale (pubblicato, a tempo di record, già a Vinitaly 2026, il 14 aprile ndr). Un rinvio che è una “via di mezzo” sulle richieste della filiera (arrivata il 3 giugno, ndr) che, come si legge nel testo del decreto direttoriale 272534 pubblicato ieri, 8 giugno 2026, considerate “le criticità determinate dall’attuale contesto internazionale e i ritardi nella definizione dei budget aziendali destinati alle attività promozionali”, avevano chiesto “il differimento al 3 luglio 2026”.
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Focus
Crescono gli investimenti pubblici nel wine & food
Nel triennio 2023-2025 gli investimenti pubblici nel settore del vino e dell’agroalimentare made in Italy sono cresciuti del +46% fino a 16,8 miliardi di euro, affiancandosi ad una base strutturale di 38,5 miliardi di euro e interrompendo oltre un decennio di stabilità. In questo quadro, il settore vitivinicolo emerge come uno dei comparti più strategici e performanti dell’intero sistema, confermandosi pilastro della transizione grazie al primato mondiale nella produzione e al ruolo centrale nelle esportazioni: nel 2025 l’export vale 7,8 miliardi di euro, pari all’11% dell’export agrifood nazionale, mentre, a livello globale, l’Italia si consolida anche come secondo esportatore mondiale (22,7% nel 2024). La filiera del vino beneficia, inoltre, in modo significativo, delle politiche di sostegno attivate, in particolare dei Contratti di Filiera finanziati dal Pnrr e gestiti dal Ministero dell’Agricoltura, che hanno mobilitato complessivamente 7,8 miliardi di euro tra risorse pubbliche e private. Sono alcune delle evidenze del primo Osservatorio sulle Politiche Agroalimentari lanciato da The European House - Ambrosetti e Teha Group nel Forum Food & Beverage, nei giorni scorsi, a Bormio.
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Cronaca
Vino e arte, Franchetti e Salvo
È stata una storia di arte e di amicizia, quella tra Andrea Franchetti, produttore di assoluta eccellenza tra la Val d’Orcia, con Tenuta di Trinoro, e l’Etna, con Passopisciaro, scomparso nel 2021, e Salvo, al secolo Salvatore Mangione, artista siciliano (che ci ha lasciato nel 2015) le cui opere oggi sono tra le più quotate nel collezionismo. E firma delle etichette della Tenuta di Trinoro, oggi guidata dal figlio di Andrea, Benjamin Franchetti che, con l’Archivio Salvo, nei giorni scorsi, ha celebrato questa amicizia con una mostra, nel “debutto” del Tenuta di Trinoro 2023.
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Wine & Food
Ducasse: “non imporre il vino né subirne il declino, ma imparare a servirlo meglio”
“Non troppo, non troppo poco”, ovvero “in medio stat virtus”. È chiarissimo Alain Ducasse quando si parla di un tema attuale come il consumo di vino, in un momento in cui il settore deve fare i conti con un calo di consumi, nuove generazioni interessate ad altre bevande ed una maggiore attenzione per la salute. Ma non è solo una questione di moderazione e consapevolezza, e l’invito dello chef monegasco più stellato al mondo è proprio di non ridurre la questione ad una semplice contrapposizione, perché “il punto non è imporre il vino, né subirne il declino, ma imparare a servirlo meglio, alla temperatura giusta, nella misura giusta, accanto ad alternative intelligenti quando il cliente le desidera”. È una delle riflessioni che ha fatto sul palco di Identità Milano 2026 (che si chiude oggi, e del quale WineNews è stata media partner). 
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WineNews.tv
In cucina, come nella vita, il “codice materno” è fondamentale, “perché significa avere cura”
A WineNews, Massimo Recalcati, tra gli psicoanalisti più noti d’Italia, professore allo Iulm di Milano, e che, da anni, affianca alla pratica clinica la scrittura, con numerosi saggi, tradotti in diverse lingue. Lo abbiamo incontrato a Identità Milano 2026, con lo chef stellato Davide Oldani del ristorante D’O di Cornaredo, parlando del concetto di eredità che va oltre, nella vita come in cucina, e del mondo della ristorazione nella realtà e nell’immaginario collettivo, tra libertà e restrizioni, e nel quale il “codice materno” è fondamentale, “perché significa avere cura”, di sé e degli altri.
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