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WineNews
N. 4.475 - ore 17:00 - Giovedì 14 Maggio 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti,
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La News
Sicilia en Primeur 2026 nel calice
“La vendemmia 2025 ha restituito fiducia ai viticoltori e ai tecnici, che dopo due anni difficili hanno visto la pianta tornare alla sua normale fisiologia”: con “più acqua e più uva di qualità” (fino ad un +20%), si può quindi riassumere in poche parole l’annata che ha fatto tirare il fiato alla Sicilia del vino, presentata in anteprima a “Sicilia en Primeur” 2026 by Assovini Sicilia, guidata da Mariangela Cambria, che ha detto: “con questo evento vogliamo raccontare una Sicilia autentica, contemporanea e profondamente legata alle proprie radici” (in approfondimento i migliori assaggi dello staff di WineNews).
Approfondimento su WineNews.it
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Primo Piano
Usa e mercato del vino, il 70% delle cantine attende inversione di rotta positiva in 2-3 anni
Nonostante le difficoltà di mercato che raccontiamo ogni giorno, nel mondo del vino, in Usa, primo mercato del pianeta e primo ed insostituibile mercato estero per il vino italiano, si torna a respirare una certa fiducia nel futuro. Con la maggioranza delle cantine americane, che “coprono” circa il 70% dei consumi di vino negli States, che prevedono un’inversione di rotta, in positivo, nel giro di 3 anni, ma con il 38% convinto che la ripresa arriverà anche prima. Un sentiment che fa ben sperare anche i grandi Paesi esportatori negli States, Italia e Francia in testa, e che arriva dal “Bmo Wine Market Report” 2026 della Bmo Commercial Bank (l’ottava banca più grande d’America con oltre 1 trilione di dollari di asset gestiti). Dai dati, intanto, emerge, a sorpresa, come la spesa per il vino in Usa, nel 2025, nel complesso, sia stata la più alta di sempre, in crescita del 3% sul 2024, e con un valore complessivo del mercato del vino, negli States, che oggi vale 40 miliardi di dollari in più del 2018. E questo, però, a fronte di un ulteriore calo dei volumi, arretrati a 362 milioni di casse, il 4% in meno sul 2024 ed oltre il 12% in meno sul 2018. Con una decrescita in volume che ha penalizzato soprattutto il vino fermo. Altro trend evidenziato dallo studio, è la crescita dei vini private label, o di vini prodotti ad hoc delle cantine solo per alcuni retailer. Ma più in generale, tra le cantine americane, il 15% sostiene la necessità di una campagna pubblicitaria nazionale unificata oppure di un’azione coordinata di comunicazione e lobbying per contrastare le iniziative anti-alcol promosse da gruppi per la salute pubblica e non solo. Ancora il 28% si aspetta che le vendite crescano di oltre il 10% nei prossimi 5 anni, mentre il 33% prevede un aumento compreso tra il 5% e il 10%. Meno ottimismo si registra, invece, riguardo alla crescita complessiva del mercato. Il 46% degli intervistati ritiene, infatti, che il valore totale del mercato del vino negli Stati Uniti diminuirà nei prossimi 5 anni, e il 9% di questi si aspetta un calo superiore al 10%. Inoltre, spiega ancora il rapporto, nell’ultimo anno, i vini con un prezzo superiore ai 20 dollari hanno mostrato alcuni segnali incoraggianti di crescita, che potrebbero suggerire che il calo delle vendite nei supermercati stia arrivando al termine.
Approfondimento su WineNews.it
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SMS
La liaison vino & arte diventa collezionismo
In un momento in cui il vino rivendica la sua peculiarità di bevanda culturale, l’affiancamento all’arte è interessante e sempre più diffuso, come raccontiamo puntualmente su WineNews. E sempre di più, oggi, la liaison tra vino & arte evolve nel collezionismo e trasforma la cantina in un vero e proprio museo. È il caso del progetto “Art Ferment” della storica griffe della Valpolicella Farina Wines, dove è esposta, tra le altre, una scultura di Anselm Kiefer, tra i più importanti artisti della nostra epoca, dedicata al poeta Paul Celan. E che, inaugurando la mostra “Transitum Frugum, l’antico patto” dell’artista Federico Ferrarini, rappresentato da Kromya Art Gallery, ha aperto un nuovo corso che prevede la selezione di un artista e di una galleria per realizzare mostre site-specific e l’acquisizione di un’opera dell’artista ospitato ad ogni edizione.
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Focus
Aperitivo, rito per 14 milioni di persone (e 4 miliardi di euro)
Per gli italiani l’aperitivo è un rito identitario di socialità che coinvolge 14 milioni di persone, genera 507 milioni di occasioni serali e vale 4 miliardi di euro, nonostante una flessione delle visite del -3,2% nel 2025 sul 2024. Su questa trasformazione si è acceso il confronto promosso da Fipe-Confcommercio nella Mixology Experience a Tuttofood 2026, che si chiude oggi a Milano, a partire dall’analisi della direttrice Industry Away From Home TradeLab Bruna Boroni che ha evidenziato come l’aperitivo sia oggi un’ora del giorno da valorizzare attraverso strategie mirate, qualità e conoscenza delle nuove abitudini, mentre il dibattito tra operatori e imprese ha evidenziato il ruolo decisivo dell’integrazione tra brand, eccellenze Dop e Igp e ristorazione per aumentare frequenza e qualità percepita. Un rito nel quale si ricercano autenticità, qualità e narrazione, secondo Sabrina Schench, direttrice Istituto Trentodoc, con le bollicine che sono un simbolo dell’aperitivo, capaci di coniugare eleganza, territorialità e versatilità di consumo, e nel quale, ha detto Alberto Ponchio, senior marketing director Campari Group, “re” con l’Aperol Spritz, mantenere standard qualitativi elevati è essenziale, rafforzando anche il ruolo del cibo, da semplice accompagnamento a componente essenziale capace di elevare l’esperienza.
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Cronaca
La principessa Kate in Emilia
La principessa Kate Middleton, in questi giorni in visita ufficiale a Reggio Emilia, ha scelto il Relais Roncolo 1888, a Quattro Castella, boutique hotel immerso nella Tenuta Venturini Baldini, griffe del Lambrusco, per il suo blindatissimo soggiorno italiano. Qui Kate ha passeggiato tra i boschi e le vigne della tenuta. Ieri alla principessa è stato servito, nel Municipio di Reggio, un afternoon tea “all’emiliana”, a base di erbazzone e biscottini bio, curato da Petra Carsetti, esperta di galateo e campionessa mondiale di apparecchiatura della tavola.
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Wine & Food
La longevità del Verdicchio dei Castelli di Jesi: emblema di un territorio, stile e persone
Espressione di una terra e di un saper fare unici, il Verdicchio dei Castelli di Jesi è pronto a dimostrare il proprio potenziale in termini di complessità e longevità. Lo ha confermato in una masterclass di Istituto Marchigiano di Tutela Vini - Imt, guidato da Michele Bernetti e diretto da Alberto Mazzoni, e Comitato Castelli di Jesi, con Riserve, dall’annata 2023 alla 2018 - di cantine come Sartarelli, Gaiospino, Garofoli, Sparapani Frati Bianchi, Venturi, Vignamato, Umani Ronchi, Casalfarneto, Poderi Mattioli, Santa Barbara, Vicari, Villa Bucci (Gruppo Oniwines-Famiglia Veronesi), La Staffa, Marotti Campi e Tenuta di Tavignano - il cui invecchiamento è sorprendente. “Una conferma del fatto che dove i territori sono belli, i vini sono buoni e si mangia bene”, ha detto Silvano Brescianini, produttore in Franciacorta con Barone Pizzini, e nei Castelli di Jesi con Pievalta.
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WineNews.tv
Gen Z e vino: “il loro cervello premia di più emotività ed esperienza, meno la razionalità”
A WineNews, da Sicilia en Primeur 2026, Vincenzo Russo, professore di Psicologia dei consumi e Neuromarketing all’Università Iulm di Milano. “La conoscenza del cervello ci può dare qualche dire quali elementi attirano più l’attenzione, la memorizzazione e l’engagement soprattutto della Gen Z”. Si è osservato che il cervello dei giovani d’oggi si sviluppa in maniera diversa, portandoli ad aspettarsi più esperienzialità e ad avere un minor “controllo razionale dell’esperienza. Il settore deve prendere coscienza di queste nuove esigenze comunicative: dai contenuti alle modalità”.
Approfondimento su WineNews.tv
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